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La Battaglia di Maratona

Piana di Maratona, 490 a.C. Si è appena conclusa la terribile battaglia fra ateniesi e persiani, con la sconfitta di questi ultimi.
Accampamento Greco: in scena un comandante minore di battaglione ed il suo attendente [...]
FILIPPIDE: Duce, gli avamposti comunicano che ad Atene non hanno creduto al soldato che recava il messaggio di vittoria!
MILZIADE: Nun c'hanno creduto? E perché?
FILIPPIDE: Non si sono fidati dell'autenticità. Pensano che sia un trucco del nemico per attaccare la città..."
MILZIADE: Ammazza, che botte! Però, avemo menato come addannati! A un certo punto, in mezzo al casino, nun m'ero perso la spada?
Capirai,...c'avevo addosso 5 persiani! Uno de questi poi, brutto, ma così brutto che te faceva cagà sotto solo co l'occhi, me stava a riempì de mazzate.
Aoh, m'aveva ciancicato tutto lo scudo! Me so' messo a strillà come 'n ossesso: Dateme 'na spada! Sordati fateme difende da 'sti 'nfami!
Proteggete er vostro Comandante! Gajardo! So' arrivati in dieci. Chi me voleva da' 'na spada, chi me dava 'na lancia. Quarcuno ha subbito attaccato i persiani. Ho preso la prima spada che m'è capitata e ho urlato: Lasciateme quello brutto! E' mio! Ho sentito un sordato che risponneva: Duce, fanno tutti schifo, Sii più preciso! Nun j'ho manco replicato: ho spinto il cavallo e me so' avventato contro il persiano brutto: a fjio de na mignotta, mo' stamo pari! Viemme a menà adesso si sei 'n omo! Num me guardava più come prima: c'aveva l'occhio impaurito, lì ho visto attraverso l'ermo. Pure er pennacchio je s'era addrizzato! Alla prima spadata j'ho rotto la corazza e è cascato da cavallo. So' sceso e prima de infirzallo j'ho strillato: per la gloria di Atene! Secondo me era già morto quanno m'ha visto scenne da cavallo!
FILIPPIDE
: Duce, la tua valenza in battaglia si è confermata ancora una volta. Tu sei invincibile, il Dio Marte ti guida nella pugna!
MILZIADE: Amo menato, amo menato. Semo troppo forti! Piuttosto se dovemo organizza'. Bisogna manna' un sordato a Atene e avvertilli de 'sta granne vittoria. Staranno preoccupati. L'aveva detto pure er comandante generale: Qualunque sia l'esito della battaglia tenete a disposizione un corriere per comunicare ad Atene le sorti del combattimento!
FILIPPIDE: Mi sono preso la libertà di provvedere personalmente. Ho già spedito un soldato ad Atene per far conoscere l'esito.
MILZIADE: Azzo! Brao. E' già partito?
FILIPPIDE
: Più di tre ore fa, a cavallo.
MILZIADE: Come più di tre ore fa? Stavamo ancora in battaglia...
FILIPPIDE: Io non ho mai dubitato della vittoria finale, Duce!
MILZIADE: Tu no, ma io si. Tacci tua! E si perdevamo?
FILIPPIDE: Gli Dei erano con noi, Duce, l'hai detto tu prima della battaglia. Non c'era fallo!
MILZIADE: Ma so' cose che si dicono pe' eccita' i sordati! Po' esse che me devi sempre pija' alla lettera! Ma è robba da matti! Come posso fa' carriera si me circonno de scemi come voi?
FILIPPIDE: Comunque abbiamo vinto. Come tu avevi previsto Duce!
MILZIADE: Si, va be', lasciamo sta' che è mejo. La prossima volta - si ce sarà na prossima volta - vorrei esse avvertito de certe iniziative. Lo posso chiede o so' indiscreto?
FILIPPIDE: Tutto quello che vuoi, Duce!
MILZIADE: Vatte armeno a nforma' si er sordato ha compiuto la missione. Si stava a cavallo sarà già arrivato. Magari hanno già mannato na' staffetta de ritorno pe' congratulasse!
FILIPPIDE: Vado immantinente! (ed esce)
MILZIADE: Nun li poi lascia' soli un attimo che te bruciano! Ma io dico: si perdevamo? Va be' che in politica è sempre mejo di 'na bucia che 'a verità, ma tutto c'ha un limite! Quelli a Atene festeggiavano la vittoria e dopo du' ore se vedevano arriva' li persiani! Tutto pe' 'no scemo d'attendente che pija iniziative sbajate...
FILIPPIDE: (rientrando) Duce, gli avamposti comunicano che ad Atene non hanno creduto al soldato che recava il messaggio di vittoria! MILZIADE: Nun c'hanno creduto? E perché?
FILIPPIDE: Non si sono fidati dell'autenticità. Pensano che sia un trucco del nemico per attaccare la città, una volta che i festeggiamenti la rendino... la redettero... insomma che rimaneva indifesa...
MILZIADE: E allora scriverò il messaggio di vittoria di mio pugno e lo firmerò col mio nome a grandi lettere, così non ci saranno più dubbi. Damme da scrive'!
FILIPPIDE: Certamente o Duce, ma se non si fidassero ancora?
MILZIADE: Ma chi sei, un gufo? La parola mia è sacra! Damme da scrive e cerchete 'n artra occupazione perché io in mezzo a voi nun te ce voio più. M'hai stufato.
FILIPPIDE: Duce, sei ingiusto, io cerco d'alleviarti il lavoro. Ecco quà la scitala (e gliela porge).
MILZIADE: e che d'è sta scitala?
FILIPPIDE: E' er sistema c'hamo fregato a li spartani pe scambiacce li messaggi segreti MILZIADE: Statte zitto e famme scrive. Ecco fatto (e legge ciò che ha scritto): Amo vinto! E' vero e che li Dei me furminassero si dico bucia! Firmato... nome e cognome. Mo' vojo sape' come fanno a di' che è un messaggio farzo!
FILIPPIDE: Come tu vuoi Duce!
MILZIADE: Ecco, questo ad Atene je lo porti tu stesso. Così garantisci che l'ho scritto io, medesimo in persona.
FILIPPIDE: Io?
MILZIADE: Si tu, perché?
FILIPPIDE: Duce, non ci sono più cavalli. L'abbiamo tutti utilizzati in battaglia. Quelli che sono rimasti sono sfiniti. Non ce la farebbero a fare tre passi...
MILZIADE: ce vai a piedi!
FILIPPIDE: A piedi? Ma sono più di 30 Kilometri...
MILZIADE: Si nun me sbajo so' 42...
FILIPPIDE: E quando arrivo, ammesso che arrivo?
MILZIADE: C'arivi e pure de corsa. Perché sinno' t'arimanno in prima linea e la finisci de fa' lo stronzo a manna' messaggi senza esse autorizzato...
FILIPPIDE: Ma è lontano...
MILZIADE: E chi se ne frega! La patria chiama e bisogna obbedire! Del resto, c'hai quarche arternativa?

Oggi esiste un'alternativa rapida, veloce e sicura: la firma elettronica e la certificazione di autenticità, che sono gli elementi cardine del processo di smaterializzazione dei documenti a rilevanza fiscale. La recentissima circolare n.45/E del 19 ottobre 2005, emessa dall'Agenzia delle Entrate, affronta sistematicamente le novità in materia di fatturazione Iva introdotte dal decreto legislativo 52/04, che ha recepito in Italia la direttiva 2001/115/CE.


 

 

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