Aziende italiane sempre più mature sul Cloud, ma le sfide rimangono

8 novembre 2018

Il ricorso a servizi di Cloud Computing in Italia è sempre più maturo e consapevole.

Le aziende non subiscono l’innovazione tecnologica, ma la cavalcano per rispondere velocemente ai cambiamenti di mercati sempre più complessi. È il responso di un’indagine del recente Osservatorio Cloud Transformation del Politecnico di Milano su 427 imprese italiane, di cui 142 grandi e 285 piccole e medie.

Secondo l’Osservatorio, 3 aziende su 4 ritengono il Cloud un elemento chiave per fare innovazione con costi più accessibili dello sviluppo interno in termini di tempi, costi e competenze. E non è solo una questione di innovazione tecnologica: per il 74% il Cloud permette infatti di aumentare l’agilità dell’azienda, grazie a uno “strato” tecnologico sempre aggiornato, che supporta lo sviluppo e rilascio rapido di servizi e riduce le risorse per la gestione e manutenzione dei sistemi. Questo, secondo il 59%, permette all’IT di rispondere meglio alle esigenze del business, e per il 57% ne abilita la trasformazione: l’IT può così uscire dal tradizionale ruolo di centro di costo, e proporsi come promotore del cambiamento aziendale.

Accanto a questi benefici di business, dal punto di vista IT il Cloud incrementa scalabilità e prestazioni delle applicazioni aziendali (79% dei casi), garantisce più sicurezza e affidabilità (58%), riduce l’onere di adeguamento alle normative (55%) e i tempi di introduzione o modifica dei servizi (55%) e aumenta la rispondenza delle funzionalità offerte alle esigenze degli utenti (54%).

Le aziende italiane quindi ormai comprendono le opportunità del Cloud, che però pone ancora delle sfide per la Direzione IT. A oggi il 73% delle imprese ritiene, per esempio, che il Cloud non riduca necessariamente i costi dell’IT. E il 43% indica la gestione del costo complessivo (realizzazione del progetto e governo del sistema) tra le difficoltà nell’utilizzo del Cloud, che aumenta alcuni tipi di spesa come quelli di connettività.

Il tema dei costi e del passaggio da Capex a Opex è sempre stato un punto critico dei servizi Cloud in quanto richiede strumenti adeguati per misurare, controllare e allocare appunto i costi alle diverse funzioni aziendali. Con l’evolvere verso modelli Hybrid e Multi Cloud, tenere sotto controllo i costi diventa ancora più complesso, e richiede strumenti ad hoc capaci di darne una visione completa e centralizzata.

Da un punto di vista più tecnico invece, il 39% delle aziende ritiene che l’integrabilità dei servizi Cloud con il Sistema Informativo sia l’aspetto più critico, man mano che tali servizi coprono sempre più processi core business. Non si può rischiare di generare nuove isole applicative a discapito dell’agilità dell’infrastruttura IT aziendale, ma servono nuove competenze e strumenti per il governo architetturale, che standardizzino e facciano evolvere coerentemente anche le integrazioni. Proprio le competenze sono l’altra grande criticità: il 38% delle imprese soffre la mancanza di skill interne specifiche per la gestione del Cloud, e il 32% ritiene che la nuvola complichi la gestione dell’IT. La delega di parte della gestione operativa al fornitore, quindi, conclude l’Osservatorio, non sminuisce il ruolo della Direzione IT, anzi rende ancora più importante mantenere un forte controllo interno sull’evoluzione del sistema complessivo.

 

*Fonte: www.osservatori.net

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