Commercialisti e fattura elettronica: analisi delle specifiche esigenze

13 settembre 2018

Come cambia il lavoro degli studi professionali con l’entrata in vigore della fatturazione elettronica obbligatoria? Si pronuncia anche il CNDCEC.

Si parla molto del nuovo obbligo di fatturazione elettronica e quindi meglio imparare a cavalcare l’onda piuttosto che esserne travolti. Anche il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC) ha diramato un comunicato stampa in cui traccia un modello digitale per la trasformazione dello Studio. La riorganizzazione vede protagonista la digitalizzazione proprio partendo dall’obbligo di fatturazione elettronica tra privati, con l’obiettivo di affrontare il passaggio dalla contabilità analogica a quella digitale.

Il processo di fatturazione elettronica, a detta del CNDCEC, può essere un’opportunità e non solo un rischio per gli studi dei commercialisti, anche per quelli più piccoli e meno strutturati. Alcuni studi professionali sono maggiormente pronti e inclini al cambiamento, e avranno modo di cogliere le opportunità che si presentano, mentre altri sono meno reattivi e sono perciò più esposti al rischio di emarginazione dal mercato o di standardizzazione dei loro servizi.

 

Quali sono i principali passaggi per gestire in digitale tutto il ciclo attivo e passivo di fatturazione?

Il modello evolutivo, diffuso dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili è un punto di riferimento per tutti gli iscritti e prevede una gestione diretta da parte dello Studio del processo di:

  • emissione,
  • contabilizzazione,
  • conservazione della fattura elettronica.

Se è vero che le minacce sono state definite certe e oggettive, è anche vero che le opportunità sono altrettanto concrete.

In primis bisogna assumere la consapevolezza che grazie al digitale si elimineranno definitivamente tutte quelle fasi legate al data entry, ossia la ripetitiva fase di immissione dei dati delle fatture emesse e ricevute che saranno automaticamente importate nel software gestionale dello Studio, scaricando i file in formato xml, delle fatture elettroniche, evitando anche gli errori umani. Inoltre, i Clienti non dovranno più portare periodicamente in Studio la documentazione cartacea; ciò vuol dire che si andranno a ridurre drasticamente gli spazi di archivio fisico.

Grazie alla fatturazione elettronica, gli studi professionali hanno la possibilità di creare, o potenziare, nuovi servizi digitali: dalla gestione documentale, alle piattaforme di collaborazione, passando per le soluzioni di firma, PEC, ecc.

 

La proposta del CNDCEC

Come si legge nel comunicato stampa*: «al fine di favorire la diffusione della fatturazione elettronica e della tracciabilità dei pagamenti su base volontaria, [il CNDCEC] ha proposto […] l’introduzione di un regime premiale per coloro che si obbligano ad emettere tutte le loro fatture in formato elettronico e, sussistendone i presupposti, a trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate i dati dei corrispettivi, nonché a corredare le dichiarazioni presentate ai fini dell’IVA, delle imposte sui redditi e dell’IRAP del visto di conformità, ulteriormente “rafforzato” dall’attestazione, da parte degli stessi soggetti abilitati al rilascio del visto (tra cui i Commercialisti), della corrispondenza degli importi risultanti dalle fatture emesse e ricevute con le relative manifestazioni finanziarie, limitatamente alle fatture con base imponibile non inferiore a 500 euro».

Il soggetto avrà diritto ad una serie di benefici che trovano giustificazione nella trasparenza che caratterizza l’attività esercitata avvalendosi del regime in oggetto. Quest’ultimo permette controlli più tempestivi da parte del Fisco, particolarmente utili per i contribuenti di minori dimensioni. Sarà possibile, ad esempio, verificare la quadratura tra i dati delle fatture e quelli dei pagamenti, con l’ulteriore aggancio ai dati indicati nelle dichiarazioni.

La semplificazione degli adempimenti comporterà l’esclusione dagli obblighi di:

  • tenuta dei registri delle fatture emesse e dei corrispettivi;
  • comunicazione dei dati delle fatture emesse;
  • presentazione degli elenchi riepilogativi, anche se con valenza esclusivamente statistica, degli acquisti intracomunitari di beni e servizi;
  • comunicazione dei dati economici, contabili e strutturali rilevanti per l’applicazione degli indici sintetici di affidabilità fiscale.

La proposta consentirebbe da un lato di valorizzare il ruolo del Commercialista e dall’altro avvantaggiare l’amministrazione finanziaria, attraverso un qualificato processo di controllo preventivo applicato ad una platea più vasta di contribuenti.

 

Assistere le imprese in questa fase di profonda trasformazione dei processi aziendali è un incarico che molti si stanno assumendo e la nuova normativa, che rende obbligatorio l’invio di fatture digitali B2B dal 2019, è destinata ad avere un profondo impatto sugli studi professionali, che dovranno inevitabilmente trasformarsi.

Già qualche mese fa sostenevamo che “anticipando la concorrenza e acquisendo il giusto livello di innovazione, in modo semplice ed immediato, il vantaggio competitivo sarà impareggiabile”. Abbiamo creato anche un viaggio di formazione sull’universo della fatturazione elettronica, e attraverso una serie di webinar abbiamo analizzato le specifiche esigenze dei commercialisti.

 

* Fonte: www.cndcec.it

Share This