Le aziende sono davvero informate e pronte alla trasformazione digitale?

 

Uno degli argomenti maggiormente dibattuti quando si affrontano progetti di dematerializzazione dei processi aziendali è quello della fatturazione elettronica. Un tema che potrebbe sembrare già consolidato seppur i dati forniscono molti spunti su cui riflettere: sono davvero poche le aziende italiane che oggi hanno integrato un processo digitale per la gestione dei cicli di fatturazione.

Con la definizione dello Standard europeo sulla fatturazione elettronica approvato dal CEM e la standardizzazione dei formati che potranno essere accettati da tutte le PA, entrambi previsti dalla Direttiva 2014/55/UE, si aprono nuovi ed interessanti scenari: si sta delineando un quadro normativo a livello europeo che consentirà di trasformare il sistema di fatturazione elettronica che coinvolge la Pubblica Amministrazione, mentre resta ancora in stallo la situazione che coinvolge le imprese, infatti, in quest’ultimo caso non si parla ancora di obbligo ma bensì di adesione facoltativa.

Gli obiettivi dei provvedimenti europei puntano ad ottenere i benefici ormai noti, tra cui:

  • risparmi derivanti dalla maggiore efficienza offerta alle imprese dai processi digitali e complessivo miglioramento del Sistema Paese,
  • maggiore capacità di controllo nella lotta all’evasione fiscale,
  • migliore allocazione delle risorse nella gestione della spesa pubblica,
  • creazione di un mercato unico digitale europeo con benefici ben superiori alla sola maggiore efficienza dei controlli fiscali.

Tuttavia, la fatturazione elettronica verso la Pubblica Amministrazione presenta alcuni limiti: si tratta di una digitalizzazione solo parziale, che non permette di massimizzare i benefici che questa può offrire. Analoga, se non addirittura più complicata, la situazione che si sta verificando con la fatturazione elettronica B2B. La dematerializzazione della fattura, indipendentemente che sia PA o B2B, è solo una parte di un processo digitale ben più esteso. È opportuno che le procedure aziendali si adeguino ad un percorso di digitalizzazione più completo, che non coinvolga soltanto la fattura ma anche: gli ordini, i documenti di trasporto, i fogli di lavoro, le scritture contabili, le bolle di spedizione, la trasmissione dei dati, i sistemi di pagamento, ecc.

Fatturazione-elettronica-grandi-opportunità-e-poca-consapevolezzaLa sensazione è che non ci sia una reale consapevolezza di tutti i benefici offerti dalla digitalizzazione dei processi end-to-end. Ad esempio, una prassi molto diffusa tra le aziende è quella di soddisfare un adempimento di legge, o di beneficiare di qualche forma incentivante, piuttosto che di mettere in atto un processo nativamente digitale. Accade spesso, infatti, che le fatture già elettroniche vengano stampate, gestite a mano e successivamente archiviate in forma cartacea; ciò crea ulteriori interruzioni al processo, producendo inefficienze che hanno impatti negativi sulla gestione del business.

Le potenzialità offerte dalla tecnologia e le iniziative governative sono oggi già disponibili, ma il cambio di mentalità per affrontare questa trasformazione pare quindi frenato da un blocco più culturale che tecnologico.