Fatture elettroniche, oltre 850 milioni inviate nei primi sei mesi del 2019

27 Giugno 2019

Bilancio positivo per il nuovo sistema partito a gennaio: più della metà delle imprese dichiara benefici sul processo di ricezione delle fatture. I risultati della ricerca dell'Osservatorio del Politecnico di Milano.

Sono 854 milioni le fatture elettroniche rivolte a imprese, pubbliche amministrazioni e privati inviate fra il primo gennaio e i primi giorni di giugno 2019 da 3,2 milioni di partite IVA. Ad adottare il nuovo strumento è stato il 64% delle imprese italiane, più dei 2,8 milioni teoricamente soggette all’obbligo. Soltanto il 3% (25 milioni) delle fatture è stato scartato dal SdI (Sistema di Interscambio). A sei mesi dall’entrata in vigore dell’obbligo di fatturazione elettronica fra imprese il bilancio della normativa è nel complesso positivo, anche se come vedremo non manca qualche criticità. Oltre metà delle imprese dichiara benefici sul processo di ricezione delle fatture e il 30% ha ottenuto dei miglioramenti anche in fase di invio. Fra le opportunità per le organizzazioni si riscontra la possibilità di accedere a nuovi flussi di dati utilizzabili per migliorare i processi aziendali, digitalizzare altri documenti e dare impulso all’adozione di strumenti digitali nelle transazioni fra imprese. È quanto emerge dalla ricerca dell'Osservatorio Fatturazione Elettronica & eCommerce B2b della School of Management del Politecnico di Milano presentata oggi al Campus Bovisa del Politecnico di Milano durante il convegno “Fatturazione Elettronica: una chance per il cambiamento”.

L’impatto della fatturazione elettronica sulle imprese italiane

L’introduzione della fatturazione elettronica ha in effetti avuto effetti considerevoli sull’operatività delle imprese, sia per il ciclo passivo sia per quello attivo. Secondo il campione coinvolto nell’indagine, i maggiori benefici hanno riguardato la maggiore velocità della registrazione delle fatture (33% delle grandi imprese e 31% delle PMI), la semplificazione della fase di verifica della fattura (21% del campione) e del processo di approvazione del pagamento (20% e 14%). Sul ciclo attivo i benefici riguardano la riduzione dei tempi di pagamento (19% e 14%) e la più rapida riconciliazione dei pagamenti (25% e 19%).

Non tutte le aziende hanno però avvertito dei benefici sui propri processi aziendali. A livello di ciclo passivo, il 21% delle grandi imprese e il 32% delle PMI dichiara di non avere tratto alcun beneficio. Sul ciclo attivo, invece sono state soprattutto le organizzazioni meno strutturate a non percepire alcun beneficio dalla fatturazione elettronica (43% contro il 27% delle grandi imprese). E c’è anche una quota di imprese che ha dichiarato un impatto negativo dalla fatturazione elettronica: appesantimento delle attività gestionali sul ciclo passivo (20% delle grandi aziende e 18% delle PMI), aumento dei tempi di pagamento (15% e 12%) e maggiore lentezza nella riconciliazione dei pagamenti (12% e 9%).

 

La Blockchain cresce nel Digital B2b

Oltre alla fotografia scattata al mondo della fatturazione elettronica, la ricerca si è anche soffermata sull'adozione di applicazioni Blockchain in ambito supply chain, censendo 202 progetti internazionali (+54% rispetto al censimento del 2017). La maggior parte delle iniziative supporta i processi di eSupply Chain Control (40%), in cui l’obiettivo è sfruttare la catena dei blocchi per tracciare meglio la merce e aver un miglior controllo della filiera, e di eSupply Chain Execution (36%), dove la Blockchain è impiegata sia nello scambio di documenti sia nella gestione del credito di filiera, soprattutto in finanza, logistica e largo consumo. Seguono la eSupply Chain Collaboration (13%), in cui l’obiettivo primario è la revisione dei processi esistenti e la creazione di nuove procedure, l’eProcurement (6%), in cui la catena dei blocchi serve a potenziare la fase di ricerca di nuovi fornitori e di negoziazione, e il supporto ai processi interni (5%).

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