Storia di un’azienda in trasformazione

 

Data: 9 Maggio 2017

Panta rei, da Eraclito a Gabbani tutto si trasforma

 

 “Non si può discendere due volte nel medesimo fiume e non si può toccare due volte una sostanza mortale nel medesimo stato, ma a causa dell’impetuosità e della velocità del mutamento essa si disperde e si raccoglie, viene e va”*. In sostanza, tutto cambia e tutto si trasforma.

Il 2014 è stato l’anno della svolta di Intesa. Difficile dire se il fuoco della trasformazione covasse già sotto le ceneri o se l’incendio sia divampato all’improvviso; forse semplicemente i tempi erano maturi e ci voleva un Pietro Micca della situazione (con diverso epilogo!) a dar fuoco alle polveri. È arrivato Luca. Il ritmo è cambiato, non per niente è anche un provetto ballerino.

Per guidare la trasformazione ci vuole visione, passione e tanta determinazione, una bella dose di competenza e tecnologia q.b. Certo, come tutti i cambiamenti, il processo di trasformazione richiede tempi di adeguamento anche mentali: qualcuno l’ha amata subito, qualcuno si è lasciato convincere in tempi più o meno brevi, altri la stanno seguendo trascinando i piedi e temporeggiando, per vedere un po’ cosa succede.

Luca ha rivisitato organizzazione e sistemi e, tanto che c’era, anche il logo di Intesa. Come un motore immobile ha dato una forte spinta pianificando una strategia e poi ha passato il comando a Emilio, che ancora oggi guida la nostra azienda:

Ivi si narra di Luca il Grande, che senza aggiungere troppe ghirlande
fece ad Intesa un bell’abito fashion per porla nel Digital Transformation.
Così dopo analisi e proiezioni, conti, diagrammi e previsioni
finita la fase di avviamento, pensò fosse giunto ormai il momento
di passare il testimone ad una nuova fase di azione
e ad un uomo di un certo piglio, al secolo noto come Emilio.


Caron Emilio è il nostro traghettatore. Per vincere l’unica è remare, tutti insieme e tutti nella stessa direzione.

 

* Eraclito (535 a.C. – 475 a.C.)

 

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