08.09.2026
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Intesa (Havant Group) aderisce alla sperimentazione come Verificatore di Attestati Elettronici nell’ecosistema IT-Wallet: è il primo soggetto privato ammesso
Torino, 7 settembre 2026 – Intesa, società di Havant Group con oltre 35 anni di esperienza nella trasformazione digitale e tra i principali provider di servizi fiduciari qualificati in Italia ed Europa, annuncia la propria adesione, a partire dal 9 luglio 2026, alla sperimentazione del Sistema IT-Wallet in qualità di Verificatore di Attestati Elettronici, con registrazione nella sezione speciale del registro destinata ai soggetti che aderiscono alla sperimentazione. Ad oggi, Intesa è l’unico soggetto privato presente in tale sezione con questo ruolo: gli altri soggetti sono IPZS e alcune amministrazioni pubbliche.
L’architettura dell’identità digitale italiana ha preso forma tra il 23 luglio e il 3 agosto 2026 con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale di due provvedimenti chiave: il decreto 17 giugno 2026, che approva le Linee guida del Sistema IT-Wallet e disciplina le regole per la sperimentazione, e il decreto 19 marzo 2026, volto a ripartire i compiti operativi tra PagoPA e l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS).
Questi decreti definiscono il perimetro dei ruoli di sistema: l’infrastruttura tecnologica del registro è assicurata da IPZS, mentre la registrazione al Sistema è disposta da AgID con proprio provvedimento, secondo le procedure amministrative che saranno definite dal regolamento IT-Wallet ai sensi dell’art. 6, comma 3, del decreto. In attesa di quel regolamento, la partecipazione avviene nell’ambito della sperimentazione disciplinata dall’art. 8 del decreto, aperta all’adesione volontaria dei soggetti pubblici e privati in possesso dei requisiti per l’erogazione di soluzioni tecniche.
La partecipazione alla sperimentazione richiede di gestire, a tutti gli effetti, un’infrastruttura di fiducia: chiavi crittografiche, certificati con validità limitata, conformità continua ai profili tecnici del Trust Anchor. E’ un impegno più vicino alla gestione di una Certification Authority che a un’integrazione applicativa, e per Intesa si appoggia su un’esperienza consolidata come Qualified Trust Service Provider e sulla partecipazione ai progetti europei sull’European Digital Identity Wallet, dal Consorzio Potential e all’attuale Consorzio WE BUILD.
“Il 24 dicembre 2027 scatta l’obbligo previsto dall’art. 5f del Regolamento eIDAS2, di accettare il Wallet come strumento di identificazione e autenticazione forte. Riguarda i soggetti privati tenuti per legge alla strong customer authentication e gli operatori dei settori regolamentati: banche, istituti di pagamento, assicurazioni, telco, energia, trasporti, sanità e istruzione. Da qui a quella data restano meno di 16 mesi, che sono pochissimi per capire quali attributi sono effettivamente disponibili e con quale livello di garanzia, come cambierà il flusso utente, quali passaggi dei processi interni di verifica diventeranno superflui e quali andranno riscritti” dichiara Simone Baldini, Head of Business Compliance di Intesa. “La domanda utile oggi non è se aderire, ma quando cominciare a provare”.
Per le realtà che rientrano in questi settori, Intesa mette a disposizione l’infrastruttura di verifica già attiva nella sperimentazione per avviare da subito proof of concept su casi d’uso reali: la verifica dell’età in un flusso di onboarding, il controllo della residenza, la validazione di un titolo. Un percorso che non comporta impegni regolamentari ma permette di capire in poche settimane come inserirsi all’interno di un ecosistema complesso che prevede diversi attori, ruoli e responsabilità.
Marco Broggio, Chief Solution Officer di Intesa, aggiunge: “Il ruolo di Verificatore rappresenta per noi solo un punto di partenza. Stiamo lavorando su tre direttrici: agire come Relying Party Intermediary (soggetti aggregatori) per le organizzazioni che desiderano accedere alla federazione senza sviluppare un’infrastruttura propria; evolvere in Fornitore di Attestati Elettronici, sia qualificati che non, per fonti autentiche pubbliche e private; e supportare le aziende come partner tecnologico e consulenziale, dall’analisi di fattibilità all’esercizio operativo”.
Con questo traguardo, Intesa consolida il proprio posizionamento come punto di riferimento nel mercato dei servizi fiduciari qualificati, offrendo alle imprese la competenza normativa e l’esperienza operativa indispensabili per guidare la transizione verso l’identità digitale europea.
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