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30.09.2020

Costruire una data-driven company

La “fase 2” della trasformazione digitale inizia con il data journey aziendale

Si dice che i dati siano il nuovo petrolio. Se trattati correttamente, infatti, possono essere una ricchezza enorme per le aziende. Vediamo quali sono i presupposti per seguire il data journey aziendale e come è possibile sfruttarli al meglio.

“I dati sono il nuovo petrolio. Il petrolio ha un valore, ma non può essere usato semplicemente per quello che è, non trattato. Deve essere trasformato in gas, plastica, prodotti chimici per generare un profitto; allo stesso modo, anche i dati devono essere trattati e analizzati per avere un vero valore”.*

Questa quote di Clive Humby, matematico e imprenditore della data science, riassume perfettamente il valore che hanno acquisito i dati negli ultimi anni. Lasciando ad altri contesti le riflessioni sulla monetizzazione dei dati personali da parte delle big tech companies, se correttamente trattati i dati sono materia prima che può generare (e sta già generando) un miglioramento della qualità della vita. Delle persone, ma anche delle aziende.

Da dove hanno origine i dati

Partiamo dall’inizio, da dove ha origine il dato. Una volta che gran parte dei documenti e dei processi sono stati digitalizzati, nella “fase 1” della digitalizzazione aziendale, riuscire ad elencare tutte le fonti che possono dare origine a dati significativi può non essere un compito banale: dalla fattura elettronica di un fornitore, dall’anagrafica di un cliente, da sistemi standardizzati EDI ma anche da sorgenti esogene quali le informazioni sul traffico, l’andamento della borsa o dispositivi IoT. Per quanto ci si fermi a pensare, le fonti di dati per un’azienda possono essere difficilmente catalogabili, perché crescono esponenzialmente assieme alla digitalizzazione e allo sviluppo tecnologico.

È necessario dunque un cambio di prospettiva, da quantitativo a qualitativo: di quali dati ho bisogno, quali informazioni devo ottenere per risolvere i miei pain of points e raggiungere i miei obiettivi di business? Dalla necessità ai benefici attesi: anche la “fase 2” della trasformazione digitale non può prescindere da un’analisi concreta e pratica dei risultati che si vogliono ottenere dal raffinamento dei dati, siano essi strategici, commerciali o di immagine. Una volta stabiliti gli obiettivi, si può passare a selezionare le diverse fonti, capire chi vi ha accesso e individuare i requisiti normativi per l’utilizzo e la conservazione.

Come “raffinare” i dati: l’enterprise digital platform

Saper sfruttare i dati a disposizione è certamente un’opportunità enorme da cogliere. Il miglior modo di gestire e avere pieno controllo dei dati aziendali è contestualizzarli all’interno di un’unica digital platform e grazie alle API è inoltre possibile integrare servizi e piattaforme differenti. Non solo piattaforme aziendali, ma anche piattaforme esterne. Ed è proprio all’interno di una piattaforma (o di un ecosistema di piattaforme) che i dati restituiscono gli insights più preziosi: sarà così possibile creare sinergie ed efficienza nell’uso delle tecnologie ma anche migliorare la customer experience, offrendo servizi più adatti alle esigenze dei clienti.

L’approccio di Intesa

Concretezza, attenzione al cliente e creazione di valore. In qualsiasi fase della trasformazione digitale, Intesa vuole essere un partner strategico per le aziende clienti, al fine di costruire rapporti sul lungo periodo basati sulla fiducia e sulla trasparenza, lavorando su obiettivi condivisi e analizzando benefici e ROI, per generare costantemente vantaggi competitivi. Dall’esperienza e dalle richieste dei clienti è nata la Digital Platform di Intesa, un’offerta di servizi modulare e integrabile con altre piattaforme, costruita per adattarsi alle esigenze di business. Ne parla con Matteo Panfilo durante InTrust Day 2020.

* Fonte: Hackernoon.com, Data is the New Oil

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