Normativa
30.12.2025
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Tempo di lettura: 9 min
Biometria e AI Act: cosa cambia per la sicurezza e la privacy dei dati biometrici

L’intelligenza artificiale (AI) e la biometria stanno rapidamente evolvendo, con applicazioni che stanno trasformando settori come la sicurezza, i servizi bancari, e l’assistenza sanitaria. Tuttavia, l’uso di queste tecnologie, in particolare per il riconoscimento facciale e altre forme di identificazione biometrica, solleva importanti questioni legate alla privacy e alla sicurezza. Per questo motivo, l’AI Act dell’Unione Europea e il regolamento eIDAS 2.0 sono intervenuti per regolamentare l’uso dei dati biometrici, con l’obiettivo di garantire che l’adozione di queste tecnologie avvenga in modo responsabile e sicuro.
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In questo articolo scoprirai:
Cos’è l’AI Act e come si applica alla biometria?
L’AI Act, approvato nel marzo 2024, è il primo regolamento mondiale a regolamentare l’intelligenza artificiale, suddividendo le applicazioni di AI in base al rischio che rappresentano. In particolare, la biometria e il riconoscimento facciale sono applicazioni ad alto rischio, che richiedono una supervisione rigorosa e normative specifiche.
Rischio inaccettabile:
Il riconoscimento facciale remoto in spazi pubblici, usato per il monitoraggio delle persone da parte delle forze dell’ordine, è vietato.
Rischio alto:
Applicazioni come l’uso di biometria per l’accesso ai servizi bancari o per la gestione di pratiche amministrative sono considerate a rischio alto. Per queste applicazioni, l’AI Act impone audit preliminari per garantire la conformità alle normative di sicurezza e privacy.
Rischio limitato:
Si applica a tecnologie che necessitano di un’informazione chiara agli utenti, come nel caso dei chatbot che usano AI, i quali devono informare esplicitamente l’utente che si sta interagendo con un sistema automatizzato.
Rischio minimo:
Queste applicazioni sono già ampiamente diffuse e includono strumenti come i filtri antispam e i videogiochi intelligenti.
Il ruolo di eIDAS 2.0 nella regolamentazione della biometria
Il Regolamento eIDAS 2.0 stabilisce le normative per la firma elettronica qualificata (QES) e l’autenticazione, incluse le soluzioni di video identificazione e l’uso di identità digitali. La nuova versione di eIDAS sta cambiando il panorama delle identificazioni digitali, permettendo l’uso di soluzioni biometrico-digitali sicure e conformi alle normative dell’Unione Europea.
Scopri di più: Riconoscimento da remoto: tra sicurezza e customer experience
L’eIDAS 2.0 prevede che i digital identity wallet possano raccogliere dati biometrici in modo sicuro, senza compromettere la privacy dell’utente. Grazie alla crittografia avanzata, le identità digitali potranno essere usate per autenticarsi a servizi pubblici e privati in tutta Europa, garantendo la sicurezza dei dati sensibili.
Approfondisci su come eIDAS 2.0 stia cambiando la gestione delle identità digitali e la protezione dei dati in questo articolo su eIDAS 2.0 e Data Privacy.
Protezione della privacy e sicurezza dei dati biometrici sotto l’AI Act
Il trattamento dei dati biometrici, come le impronte digitali, il riconoscimento facciale e l’iride, deve essere conforme ai principi di privacy by design e privacy by default. L’AI Act stabilisce che l’uso di tecnologie biometriche deve essere ridotto al minimo necessario e garantire che i dati siano trattati in modo sicuro e trasparente.
Ruolo del GDPR nella protezione dei dati biometrici:
Il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) è il principale strumento legislativo che protegge i dati biometrici. In conformità con il GDPR, i dati biometrici devono essere trattati come dati sensibili, e il loro utilizzo deve essere strettamente limitato a scopi specifici.
Scopri di più su come l’AI Act e il GDPR si integrano per proteggere i dati biometrici nell’articolo EIDAS 2.0: La conservazione digitale in Europa.
Conformità e responsabilità: chi è responsabile del trattamento dei dati biometrici?
Sebbene il fornitore di IA sia il principale responsabile del trattamento dei dati biometrici, altre figure, come i distributori, gli importatori e gli utenti finali, sono responsabili della conformità alla normativa, a seconda della loro interazione con i dati biometrici. Ogni attore dell’ecosistema deve garantire che i dati siano trattati con la massima attenzione alla privacy e alla sicurezza.
In particolare, il responsabile del trattamento deve assicurarsi che le soluzioni tecnologiche implementate siano in grado di garantire un livello adeguato di protezione contro eventuali abusi. Per l’implementazione di soluzioni di video identificazione e autenticazione biometrica, è fondamentale affidarsi a soluzioni conformi a eIDAS e ad altri regolamenti di sicurezza.
Approfondisci come le soluzioni Intesa si integrano nel rispetto della normativa eIDAS per la gestione sicura dei dati biometrici, visitando Intesa Sign: Soluzioni di firma digitale e biometria.
L’importanza di mantenere l’equilibrio tra innovazione e protezione dei diritti
L’adozione delle tecnologie biometriche e dell’AI deve avvenire con il giusto equilibrio tra innovazione e protezione dei diritti fondamentali. Le normative come l’AI Act e eIDAS 2.0 sono cruciali per garantire che queste tecnologie siano implementate in modo sicuro, rispettando i diritti degli utenti e prevenendo potenziali abusi.
In un futuro sempre più digitale, l’adozione di tecnologie avanzate come il riconoscimento facciale o le soluzioni di video identificazione richiederà una regolamentazione chiara per proteggere la privacy degli utenti. La combinazione di AI Act e eIDAS 2.0 aiuterà a guidare l’uso responsabile e sicuro della biometria e dell’intelligenza artificiale in Europa.
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Conclusione
Il progresso tecnologico porta con sé sfide importanti per la privacy e la sicurezza dei dati biometrici. Con l’introduzione di AI Act ed eIDAS 2.0, l’Unione Europea sta stabilendo un quadro normativo che bilancia l’innovazione con la protezione dei diritti fondamentali, garantendo che le tecnologie come la biometria vengano utilizzate in modo sicuro, trasparente e rispettoso dei diritti degli utenti.
Per aziende e istituzioni, è fondamentale rimanere aggiornati su queste normative e adottare soluzioni conformi per garantire non solo la sicurezza dei dati, ma anche la fiducia degli utenti.
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FAQ – Domande Frequenti
Cos’è l’AI Act e come influisce sulla biometria?
L’AI Act (Artificial Intelligence Act) è un regolamento dell’Unione Europea che stabilisce norme e requisiti per l’utilizzo sicuro e responsabile dell’intelligenza artificiale (AI) in Europa. In particolare, l’AI Act disciplina l’uso di applicazioni biometriche come il riconoscimento facciale e altre forme di identificazione biometrica, garantendo che vengano rispettati standard elevati di privacy e sicurezza.
Quando entra in vigore l’AI Act?
L’AI Act è stato ufficialmente approvato dal Parlamento europeo il 13 marzo 2024. Sebbene il regolamento sia già stato adottato, le aziende hanno tempo fino al 2026 per adeguarsi alle nuove normative. Questo periodo di transizione permette alle organizzazioni di implementare i nuovi sistemi di monitoraggio, garantire la compliance e adeguarsi ai requisiti di sicurezza e trasparenza imposti dall’AI Act.
Cosa prevede AI Act per gli sviluppatori di AI Generativa?
Il regolamento dell’AI Act prevede misure specifiche per gli sviluppatori di AI generativa, come quelli che alimentano applicazioni di deepfake e creazione di contenuti digitali automatici. Questi sistemi sono classificati come “ad alto rischio” e, pertanto, gli sviluppatori dovranno rispettare obblighi rigorosi. Saranno richiesti obblighi di trasparenza, inclusi l’obbligo di fornire informazioni su come i modelli sono addestrati e sui dati utilizzati. Inoltre, è necessario implementare misure di sicurezza per evitare usi impropri, come la generazione di contenuti ingannevoli. Questo tipo di IA dovrà essere registrato in appositi database pubblici, garantendo la tracciabilità e la responsabilità.
Quale sistema di IA è escluso dal regolamento AI Act?
L’AI Act stabilisce delle esenzioni per alcuni sistemi di IA. In particolare, sono esclusi i sistemi di IA a basso rischio che non comportano rischi significativi per la sicurezza o i diritti fondamentali. Alcuni esempi includono applicazioni di filtraggio antispam, videogiochi abilitati da IA e gestione automatica delle scorte. Tali applicazioni non sono soggette a requisiti di trasparenza o supervisione severa, pur continuando a essere regolamentate da normative generali sulla privacy e la sicurezza.
Quali sono le implicazioni per la privacy con l’uso della biometria?
L’uso dei dati biometrici, come le impronte digitali e il riconoscimento facciale, è soggetto a regolamenti stringenti sulla privacy, come il GDPR. Le normative assicurano che i dati siano trattati con il massimo livello di protezione, limitando la raccolta e l’uso dei dati biometrici solo a scopi specifici e legittimi.
Cos’è eIDAS 2.0 e cosa cambia per l’uso dei dati biometrici?
Il Regolamento eIDAS 2.0 introduce nuove misure per la gestione delle identità digitali in Europa, fornendo un quadro normativo che include la gestione sicura dei dati biometrici, come il riconoscimento facciale e l’iride. Questo regolamento consente ai cittadini dell’UE di utilizzare un “Digital Identity Wallet” per gestire in modo sicuro le proprie informazioni personali, inclusi i dati biometrici. La privacy e la protezione dei dati sono al centro di questa normativa, garantendo che i dati biometrici siano utilizzati solo in modo sicuro e protetto, mantenendo un equilibrio tra innovazione e tutela dei diritti umani.
Per ulteriori dettagli su come eIDAS 2.0 impatta i dati biometrici, leggi il nostro approfondimento su eIDAS 2.0 e Data Privacy.
Qual è la differenza tra biometria e altri metodi di identificazione?
La biometria si basa su caratteristiche fisiche uniche dell’individuo, come le impronte digitali o il riconoscimento facciale, mentre altri metodi di identificazione, come le password, si basano su conoscenze o codici che possono essere rubati. La biometria offre un livello di sicurezza più elevato, poiché le caratteristiche fisiche sono difficili da duplicare o manipolare.
La biometria è sicura?
Quando implementata correttamente, la biometria è una delle forme più sicure di identificazione digitale. Tuttavia, la sicurezza dipende dalla protezione dei dati raccolti, dal rispetto delle normative come il GDPR e dalla corretta implementazione della tecnologia.
Cos’è la firma elettronica qualificata (QES) e come si lega alla biometria?
La firma elettronica qualificata (QES) è la forma più sicura di firma digitale, equiparata alla firma autografa. In alcuni casi, la biometria può essere utilizzata per autenticare un utente durante il processo di firma elettronica, garantendo che la firma sia autentica e l’identità del firmatario verificata in modo sicuro.
L’AI Act, l’uso della biometria e le soluzioni di firma elettronica qualificata sono tutte parti di un quadro normativo europeo che garantisce la sicurezza, la privacy e il controllo umano nelle transazioni digitali. Le normative come eIDAS 2.0 e l’AI Act stabiliscono chiare linee guida per l’uso sicuro di queste tecnologie in vari ambiti, da quello legale a quello sanitario, fino ai servizi bancari e pubblici.
Intesa, come Trust Service Provider e leader nel settore della firma elettronica e identità digitale, offre soluzioni avanzate e sicure che garantiscono la conformità a queste normative. Scopri come Intesa Sign può supportarti nel digital onboarding e nella firma elettronica qualificata con il nostro link approfondito su Intesa Sign.
L’adozione delle tecnologie biometriche è il futuro dell’autenticazione digitale. Con l’innovazione continua e l’introduzione di soluzioni come il digital onboarding e il wallet biometrico digitale, Intesa è pronta a supportare aziende e utenti verso un futuro digitale sicuro e conforme.
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