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18.10.2023
| Tempo di lettura: 5 min

SIM card con SPID e CIE, AGCOM dà l’ok: e ora?

18 Ottobre 2023

Come le compagnie telefoniche possono integrare le identità digitali per il rilascio delle SIM

 L’approvazione di AGCOM per l’utilizzo di SPID, CIE e CNS per l’attivazione delle nuove SIM card, apre una prospettiva positiva per la semplificazione dei processi burocratici e la prevenzione delle frodi nel settore delle telecomunicazioni. Ecco come.

In questo articolo scoprirai:

Lo scorso 27 settembre AGCOM, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni che ha il compito di assicurare la corretta competizione degli operatori sul mercato e di tutelare i consumi di libertà fondamentali degli utenti, ha autorizzato l’utilizzo delle identità digitali governative SPID, CIE e CNS (Carta Nazionale dei Servizi) per l’attivazione di nuove SIM card, anche nel caso di richiesta di portabilità.

Una notizia che avrà ricadute positive su due fronti: per la semplificazione dei processi burocratici e per la lotta alle frodi. Le identità digitali infatti garantiscono la validità e l’autenticità di tutte le informazioni legate all’identità del richiedente senza che gli operatori debbano acquisire la carta d’identità e il codice fiscale attraverso video o foto.

Dopo l’ok di AGCOM ora la responsabilità ora è in mano alle compagnie telefoniche, che dovranno aggiornare i propri processi di onboarding dei clienti per acquisire questo vantaggio competitivo. Da che parte iniziare?

Innanzitutto, bisogna trovare un “service provider”

Quando si ipotizza di utilizzare le identità digitali governative all’interno dei propri servizi difficilmente si riesce a “giocare in casa”. Per poter utilizzare i pulsanti “Accedi con SPID” o “Entra con CIE”, infatti, occorre rivolgersi a un service provider autorizzato da AgID. I service provider (pubblici o privati) sono aziende e realtà che rispettano determinati requisiti amministrativi, tecnici e di sicurezza.

Per prima cosa, quindi, le compagnie telefoniche dovranno rivolgersi a uno dei service provider privati autorizzati da AgID, e valutare in che modo l’accesso con SPID o CIE può essere integrato nel loro processo di acquisizione del cliente.

Intesa, a Kyndryl Company, service provider privato, offre un processo di acquisizione del cliente (digital onboarding) con SPID e CIE che si integra perfettamente con la customer experience dell’azienda ed è personalizzabile anche nella veste grafica. In questo modo l’utente avrà l’impressione di essere sempre all’interno dello stesso processo.

Poi pensare all’intera customer experience

Secondo l’esperienza di Intesa, a Kyndryl Company, gli utenti scelgono l’autenticazione con SPID o CIE nel 70% dei casi. Ciò accade perché le identità digitali governative sono oggi diffusissime e possono essere utilizzate in molte occasioni. La popolazione, dunque, è a suo agio nell’utilizzo di questi strumenti.

Perché, dunque, non estendere il loro utilizzo anche ad altre fasi della customer experience? Le identità digitali, oltre a essere semplici e veloci per il riconoscimento da remoto, possono essere utilizzate anche per la firma elettronica dei contratti digitali.

Intesa (Kyndryl) oltre all’onboarding da remoto offre anche il digital transaction management Intesa Sign, una piattaforma completa che abilita l’invio di accordi e contratti, anche quelli di natura complessa, garantendo la piena validità legale, e che offre la possibilità di integrare la firma elettronica qualificata mediante l’utilizzo delle identità digitali SPID e CIEid.

Conclusioni

In conclusione, con l’approvazione di AGCOM per l’utilizzo di SPID, CIE e CNS per l’attivazione delle nuove SIM card, si apre una prospettiva positiva per la semplificazione dei processi burocratici e la prevenzione delle frodi nel settore delle telecomunicazioni. La responsabilità ora ricade sulle compagnie telefoniche, chiamate a aggiornare i propri processi di acquisizione clienti per sfruttare questo vantaggio competitivo.

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