Efficienza aziendale e di filiera con il digitale. La storia di Bennet Spa

Bennet Spa prosegue il suo percorso nella trasformazione digitale rispettando la normativa e cogliendo innumerevoli vantaggi.   Bennet Spa è uno dei principali operatori della Grande Distribuzione Organizzata in tutto il Nord Italia. L’innovazione è un tassello essenziale per l’azienda, infatti, dal 2001 ha avviato il progetto di digitalizzazione dello scambio dei documenti in formato strutturato EDI (Electronic Data Interchange) con la maggior parte dei propri fornitori. Dagli ordini, alle fatture, dai documenti di trasporto, ai fogli di lavoro, dalle scritture contabili, passando per le bolle di spedizione fra produttori e distributori: tutto è gestito elettronicamente grazie ad Intesa. Questo consente, inoltre, di adottare un sistema di conservazione e di rispettare le normative in vigore. In questo contesto, non va certo tralasciato il sistema di Posta Elettronica Certificata adottato da Bennet. Esso permette a diverse funzioni aziendali di scambiare e-mail di business certificate. Particolare attenzione è ricoperta anche dal servizio di generazione delle fatture emesse verso la Pubblica Amministrazione ed il successivo l’inoltro verso il Sistema di Interscambio. Tutte le soluzioni di digitalizzazione hanno portato a Bennet innumerevoli benefici, tra cui: l’immediata disponibilità delle informazioni da parte di tutte le funzioni aziendali e una migliore qualità delle stesse; la maggiore efficienza dei processi sia interni che esterni, verso i fornitori ed i partner commerciali, verso la Pubblica Amministrazione; la facilità di integrazione nei sistemi aziendali esistenti; la possibilità di un adeguamento costante alle normative in vigore; una drastica riduzione dei costi relativi alla sicurezza della conservazione dei documenti; l’eliminazione dei costi legati alla stampa, all’archiviazione e alla consultazione dei documenti. Far fronte alla necessità di efficientare i processi amministrati...

Termine di conservazione dei documenti fiscali: parla l’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate comunica le disposizioni normative che riguardano i documenti digitali.   È stato pubblicato il termine unico per la conservazione di tutti i documenti fiscali. L’amministrazione finanziaria ha comunicato, con la Risoluzione n. 46 del 10 Aprile 2017, la conferma dell’invariabilità dei tempi di conservazione dei documenti fiscalmente rilevanti che permangono quindi “entro i tre mesi successivi alla dichiarazione dei redditi”; entro il 31 dicembre per chi segue l’anno fiscale uguale a quello solare. Questa Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate chiarisce che il termine di riferimento per procedere alla conservazione di tutti i documenti informatici di natura fiscale è entro il terzo mese successivo al termine per la presentazione della dichiarazione annuale dei redditi. Questi stessi termini sono validi anche per i documenti rilevanti ai fini IVA; sebbene, a partire dal periodo d’imposta 2017, i termini di presentazione delle dichiarazioni rilevanti ai fini delle imposte sui redditi e dell’IVA siano disallineati. Nel caso in cui il periodo d’imposta non coincida con l’anno solare, i documenti rilevanti ai fini fiscali andranno comunque conservati entro il terzo mese successivo al termine di presentazione della prima dichiarazione dei redditi utile....

La falsa partenza della fatturazione elettronica B2B

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato i primi risultati sulla fatturazione elettronica B2B tramite SdI.    Anche le Istituzioni stanno facendo notare la falsa partenza della fatturazione elettronica B2B. Il progetto era stato avviato per condurre le aziende italiane verso la digitalizzazione. I vantaggi messi in campo sono molteplici eppure hanno trovato delle barriere. Ad oggi si contano soltanto sei mila adesioni da parte dei contribuenti che esercitano l’opzione per i benefici fiscali legati alla fattura elettronica rispetto, al milione, tra imprese e professionisti, che fanno e-invoicing grazie alla fattura PA e ancor meno rispetto alle cinque milioni di Partite IVA nazionali. Poco successo anche per le applicazioni gratuite di invio, trasmissione e conservazione delle fatture elettroniche messe a disposizione dell’Agenzia delle Entrate, con appena centoventicinque mila fatture gestite in quasi un anno. Quali potrebbero essere i motivi dell’insuccesso? Le ragioni di questa scarsa adesione possono essere molteplici, quali, ad esempio l’elemento “novità” del processo che genera incertezza negli utenti, oppure la scarsa conoscenza dei processi di dematerializzazione da parte del mercato. Da notare, per contro, che i dati complessivi  sull’utilizzo della fatturazione elettronica in Italia sono buoni, con quasi un milione di Partite IVA, fornitori di Enti ed Amministrazioni pubbliche, che ha digitalizzato i propri processi di fatturazione (anche se, più che altro, per via dell’obbligo di e-invoicing verso la PA) portandoci tra i Paesi più virtuosi in Europa. Lo scarso esercizio dell’opzione si potrebbe attribuire anche ai Decreti (DL 127 e DL 193), per alcuni definiti contraddittori tra loro. Il quadro normativo, dal 2015 ad oggi, si è infatti evoluto con l’emanazione delle disposizioni del Decreto Legge n. 193...

Il digitale migliora processi e customer experience. La storia di Miele.

Quando la digitalizzazione dei processi porta benefici al business e migliora l’esperienza d’acquisto dei consumatori.   Miele è leader nella produzione di elettrodomestici di qualità e tecnologicamente avanzati. Per offrire il miglior servizio possibile ai propri clienti, Miele pone molta attenzione anche alle procedure interne dei propri punti vendita: essi devono avere gli stessi standard di qualità che contraddistinguono i prodotti, affinché la customer experience sia esattamente quella che i clienti Miele si aspettano, anche durante la fase di acquisto. Grazie alla collaborazione con Intesa, Miele ha implementato una soluzione che consente di snellire notevolmente il processo di firma della documentazione correlata ad ogni singolo acquisto. Guarda il video e scopri come il business ed il servizio offerto ai clienti sono stati migliorati grazie a questa soluzione totalmente...

Dati fatture e liquidazioni IVA: come e cosa trasmettere?

Definizione delle informazioni da trasmettere e delle modalità per la comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute e dei dati delle liquidazioni periodiche IVA.   L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il Provvedimento in merito alla “Definizione delle informazioni da trasmettere e delle modalità per la comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute e dei dati delle liquidazioni periodiche IVA di cui agli articoli 21 e 21-bis del Decreto Legge 31 maggio 2010, n.78 e modifica dei termini per la trasmissione dei dati delle fatture stabiliti dal Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 28 ottobre 2016, numero 182070”. Nello specifico è confermato che le comunicazioni dei dati delle fatture, per quest’anno, possono essere effettuate per il primo semestre entro il 16 settembre 2017 e per il secondo semestre entro il mese di febbraio 2018. Inoltre, fino al 10 luglio 2017 i dati delle fatture possono essere trasmessi secondo le regole di compilazione riportate nell’allegato “Specifiche tecniche dati fattura” al Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 28 ottobre 2016, n. 182070; dopo il 10 luglio 2017 la trasmissione dovrà seguire le specifiche tecniche del nuovo Provvedimento in oggetto. Tutte le fatture emesse, ricevute e registrate, comprese le bollette doganali, e le relative note di variazione, nel corso del periodo d’imposta devono essere inserite nella comunicazione. I contribuenti devono trasmettere, per ogni fattura, i seguenti dati: – cedente/prestatore, – cessionario/committente, – data del documento, – data di registrazione (per le sole fatture ricevute e le relative note di variazione), – numero del documento, – base imponibile, – aliquota Iva applicata e la relativa imposta. Se l’operazione non comporta...

Formati standard per la fattura elettronica. Come si prepara l’Europa?

Al vaglio il voto finale sulla norma europea EN 16931-1, la quale prevede uno standard unico per tutti.   Tra poco più di un anno la Fattura Elettronica sarà una realtà europea normata e uguale per tutti. Attraverso gli Access Point accreditati dall’UE viaggeranno e si scambieranno e-invoicing sia verso le Pubbliche Amministrazioni (B2G) che verso i privati (B2B) in uno standard comune a tutti. Al vaglio il voto finale sulla norma europea EN 16931-1 “Electronic invoicing – Part 1: Semantic data model of the core elements of an electronic invoice” la quale prevede un set standard ideato dal comitato CEN/TC 434 “Electronic Invoicing”. In altre parole si tratta di una norma europea che definisce un modello semantico dei dati degli elementi basilari di una fattura elettronica, così come richiesto dalla Direttiva 2014/55/UE. Questo formato sarà utilizzato nell’ambito degli appalti pubblici in Europa a partire da novembre 2018. Tutti gli elementi di informazione sono specificati nell’EN 16931-1 e consentono alla Fattura Elettronica di garantire la conformità legale e fiscale in tutti gli Stati membri Unione Europea, oltre ad alcuni elementi di uso comune che consentono il collegamento con gli altri documenti della supply chain. Gli operatori economici si dovranno adattare al suo utilizzo sia nel contesto nazionale (dove si va ad affiancare ad eventuali formati già previsti, come fatturaPA in Italia) che estero, sia verso la PA (B2G) che verso altre imprese (B2B). Il modello semantico comune garantisce interoperabilità e interpretazione univoca dei dati scambiati e, grazie alla scelta di uno dei formati standard internazionali consente di scambiare fatture con soggetti anche al di fuori dell’UE. La Commissione Europea pubblicherà il riferimento alla norma...