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27.10.2020

“Decreto semplificazioni”: cosa cambia

Il d.l. 76/2020 interviene in ambito identità digitale e KYC

Quali sono le novità introdotte dal “Decreto Semplificazioni” in ambito identità digitale e KYC: l’opinione di Beatrice Tafini, Digital Consultant di Intesa.

Il 10 settembre 2020 la Camera ha definitivamente approvato il disegno di legge di conversione in legge, con modificazioni, del d.l. 16 luglio 2020, n. 76 recante misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale: il cosiddetto “Decreto semplificazioni” è diventato legge. L’intervento normativo interviene su:

  • semplificazioni in materia di contratti pubblici ed edilizia;
  • semplificazioni procedimentali e responsabilità;
  • misure di semplificazione per il sostegno e la diffusione dell’amministrazione digitale;
  • semplificazioni in materia di attività di impresa, ambiente e green economy.

Affinché la semplificazione sia tangibile e affidabile, è necessario che tenga conto anche delle esigenze di trasparenza e di efficienza, eliminando gli ostacoli derivanti da un contesto normativo eterogeneo e da disposizioni complicate ormai superate dalla recente trasformazione e innovazione digitale.

Gli interventi in ambito amministrazione digitale

Al momento della conversione in legge, al di là di piccole modifiche di carattere formale, sono stati inseriti nuovi articoli che hanno il principale obiettivo di rendere immediatamente applicabili molte disposizioni della normativa in tema di semplificazione digitale. Infatti il Titolo III del d.l., “Misure di semplificazione per il sostegno e la diffusione dell’amministrazione digitale”, ha l’obiettivo di disporre un forte impulso allo snellimento dei processi e alla riduzione della burocrazia.

Il Titolo III sul sostegno e la diffusione dell’amministrazione digitale introduce delle novità negli ambiti:

  • identità digitale;
  • domicilio digitale per i professionisti, anche non iscritti ad albi;
  • domicilio digitale per i cittadini;
  • procedure per la conservazione dei documenti informatici;
  • procedura per il rilascio della firma elettronica avanzata;
  • modalità di identificazione della clientela ai fini di riciclaggio e finanziamento del terrorismo.

Decreto semplificazioni: novità sull’identità digitale

Tra le novità di maggior rilievo annoveriamo quella in ambito identità digitale, disciplinata all’art. 24 del Decreto. Nello specifico, l’articolo stabilisce che dal 28 febbraio 2021 SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) e CIE (Carta d’identità elettronica italiana), diventeranno le uniche credenziali per accedere ai servizi delle Pubblica Amministrazione (PA). In questo modo i cittadini non dovranno più ricorrere all’utilizzo di credenziali diverse o a procedure analogiche che prevedono la presenza fisica della persona e la compilazione di moduli cartacei per usufruire dei servizi pubblici. È però doveroso precisare che l’identificazione certa della persona fisica è diventata, ormai, una conditio sine qua non per accedere a diversi servizi, non solo quelli della PA.

A titolo esemplificativo e non esaustivo, citiamo alcuni casi in cui è prescritta per legge l’identificazione della persona fisica dove la recente disposizione potrà trovare immediata applicazione:
– art. 32 del codice dell’amministrazione per l’emissione di una firma elettronica qualificata;
– art. 57 del DPCM 22 febbraio 2013 per la generazione di una firma elettronica avanzata;
– ex art. 19, comma 1, lett. a) D.lgs. 231/1007 che prevede che tra gli obblighi dell’adeguata verifica (in ambito bancario, assicurativo) vi sia anche l’identificazione della clientela.

L’introduzione di SPID e CIE per l’emissione della firma elettronica e per l’accesso a servizi bancari e assicurativi potrebbe facilitare la diffusione di queste ed altre procedure digitali, pur garantendo il rispetto dei principi di trasparenza, proporzionalità e garanzia.

Decreto semplificazioni: novità KYC

Il decreto introduce all’art. 27 anche importanti novità in ambito Bancario e Finanziario per quanto riguarda l’adeguata verifica della clientela: il KYC, intervenendo in particolare sulla procedura di identificazione a distanza e modificando gli artt. 18 – 19 del decreto legislativo del 21 novembre 2007, n. 231. Con l’art. 27 infatti è stato soppresso l’obbligo di acquisizione degli estremi di un documento identificativo del cliente lasciando, quindi, l’operatore che effettua il riconoscimento libero di effettuare il riscontro dell’identità del cliente tramite “fonti affidabili ed indipendenti”. Ancora da chiarire è come le banche andranno a recepire questa disposizione.
È previsto inoltre che l’obbligo di identificazione della clientela possa considerarsi assolto attraverso l’utilizzo dei seguenti strumenti (e/o procedure) digitali: SPID, firma elettronica qualificata, una procedura di identificazione regolamentata e autorizzata dall’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), identità digitale con livello di garanzia “almeno significativo” (es. CIE).
In pratica, gli strumenti sopra elencati potrebbero sostituire gli attuali modelli di identificazione in ambito bancario (di persona, riconoscimento da remoto, ecc.).

L’importanza del Decreto semplificazioni

L’ambizione del decreto è quella di imprimere un’accelerazione decisiva nella digitalizzazione del nostro Paese. Tuttavia il testo di legge, prima ancora di introdurre delle vere e proprie novità in ambito digitalizzazione, ha il merito di aver comunicato ai cittadini un senso di cambiamento, una svolta verso cui il Paese si sta muovendo. Affinché vi sia una reale trasformazione digitale, il decreto dovrebbe essere accompagnato da un cambiamento radicale delle attività e dei processi organizzativi, delle competenze e dei modelli di business, per sfruttare, in modo strategico e prioritario, le opportunità che le attuali tecnologie digitali hanno introdotto, nel rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali delle persone.

A cura di Beatrice Tafini, Digital Consultant di Intesa (Gruppo IBM)

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