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05.10.2022
| Tempo di lettura: 5 min

Progetto O-KYC, inizia la fase due

5 Ottobre 2022

Onboarding e adeguata verifica su blockchain, al via la sandbox regolamentare istituzionale

Il progetto “O-KYC”, che prevede l’utilizzo della blockchain per facilitare lo scambio sicuro di dati, è stato ammesso alla sandbox regolamentare istituzionale per una sperimentazione di 18 mesi.

In questo articolo scoprirai:

Usare la tecnologia blockchain per facilitare lo scambio sicuro di dati tra realtà finanziarie e non solo, semplificando (e quasi azzerando) le procedure KYC. Questo il tema su cui è focalizzato il progetto “O-KYC”, promosso da CeTIF, insieme ad Intesa e Cherry Chain, al quale hanno preso parte osservatori istituzionali e di stampo internazionale.

Avviato a giugno 2020, il progetto ha già terminato una prima fase di sperimentazione e si sta avviando verso un’altra importante wave evolutiva.

Il progetto nel dettaglio

L’iniziativa nasce dalla necessità di ridurre costi, tempi e complessità delle procedure di onboarding e adeguata verifica dei clienti nei settori regolati, procedure che notoriamente incidono in modo rilevante sia sulla customer experience che sui costi di gestione di acquisizione dei clienti.

Per ridurre i tempi e i costi del processo di onboarding e generare efficienza nei processi interni delle aziende coinvolte, l’iniziativa O-KYC prevede la condivisione delle informazioni necessarie all’adeguata verifica tra i partecipanti a un ecosistema: una volta che un cliente verrà riconosciuto da un partecipante, si creerà un “wallet” di dati che permetterà al cliente stesso di autorizzare il trasferimento delle proprie informazioni dal custodian al richiedente, in linea con il regolamento GDPR, garantendo un pieno controllo all’utente finale dei propri dati e una possibile remunerazione sotto forma di “token” spendibili all’interno dell’ecosistema.

I risultati della prima sperimentazione

La prima fase di sperimentazione si è conclusa a febbraio 2021, e ha visto la partecipazione di alcuni importanti player, tra cui: Banca Mediolanum, Banca Monte dei Paschi di Siena, BNL, Banca Popolare di Puglia e Basilicata, Banca IFIS, CEDACRI, CERVED, Confindustria digitale, Enel, Enel X, FCA Bank, Fondazione Cariverona, ICCREA, UBI Banca poi Intesa Sanpaolo, Veneto Sviluppo.

«Complessivamente, i risultati hanno dimostrato un’effettiva diminuzione dei costi operativi (esclusi quelli del personale) e un risparmio di tempo sia su canale fisico che su canale digitale» riassume Giuseppe Mariani, General Manager di Intesa. «Inoltre, le logiche di circolarità dei dati, su cui il progetto ha posto molta attenzione, rappresentano un nuovo paradigma che consente da un lato di monetizzare il valore delle informazioni raccolte e scambiate, dall’altro di ridurre la duplicazione dei controlli di compliance, anche per aziende appartenenti allo stesso gruppo».

Next step: la sandbox regolamentare

I risultati positivi hanno permesso al progetto O-KYC di spostarsi verso una seconda fase evolutiva, ovvero l’ammissione alla sandbox regolamentare, come indicato nel sito di Banca d’Italia, per una sperimentazione di 18 mesi. A questo livello, la sperimentazione avverrà in costante dialogo con le autorità di vigilanza, beneficiando di un regime semplificato.

«Industrializzare questo tipo di soluzione richiede un notevole sforzo di integrazione dei dati, di competenze tecnologiche e di coordinamento delle parti coinvolte» continua Mariani «siamo però certi che il progetto porterà a risultati rilevanti e potrà dimostrare dimostrare che la sperimentazione e la collaborazione tra realtà differenti siano la strada giusta per risolvere problemi complessi con soluzioni altamente innovative».

Un progetto a lungo termine, dunque, ma che potrebbe rappresentare una grande svolta nella semplificazione dei processi KYC e un apripista italiano ai progetti collaborativi su blockchain.

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