Soluzioni
18.03.2026
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Tempo di lettura: 7 min
Fatturazione elettronica in Francia: cosa cambia dal 1 settembre 2026
Guida completa al nuovo modello B2B e e-Reporting

La Francia sta rivoluzionando il proprio sistema fiscale digitale. Con l’avvio ufficiale del progetto pilota a febbraio 2026, il Ministero dell’Economia (DGFiP) punta a eliminare le frodi IVA e a semplificare i processi amministrativi per le imprese.
Scopri insieme a noi:
La Francia non è nuova alla dematerializzazione dei documenti, ma la riforma attuale rappresenta un salto di qualità senza precedenti. Integrandosi nel solco delle direttive europee ViDA (VAT in the Digital Age), il governo di Parigi ha progettato un ecosistema che mira alla totale trasparenza delle transazioni commerciali e alla lotta sistematica all’evasione IVA. Tuttavia, a differenza di altri modelli europei, quello francese è stato concepito per essere “business-friendly”, lasciando alle imprese la libertà di scegliere come trasmettere i propri dati, purché i requisiti di integrità e tracciabilità siano rispettati.
Cos’è lo “Schema a Y” nella Fatturazione Francese?
La vera peculiarità della riforma francese risiede nella scelta dello Schema a Y. Per chi è abituato al modello italiano (Schema a V), o ha avuto modo di conoscere il modello polacco partito lo scorso febbraio, il cambiamento è significativo. Nel sistema italiano, il Sistema di Interscambio (SdI) funge da “postino centralizzato”: ogni fattura deve necessariamente passare dal fisco prima di arrivare al cliente.
Al contrario, lo Schema a Y francese introduce la figura delle PA (Plateforme Agréées). In questo modello, le aziende possono scambiarsi fatture direttamente tramite le proprie piattaforme private accreditate. Il fisco non è più un passaggio obbligato per il documento completo, ma riceve dalle PA solo i dati fiscali necessari (e-Reporting). Questo permette alle imprese di continuare a scambiare documenti arricchiti di informazioni logistiche e commerciali complesse (come nei flussi EDI tradizionali), senza i vincoli di un portale pubblico rigido.
I pilastri del sistema: PPF, PA e l’importanza dell’Annuaire
Per navigare correttamente nel mercato francese, è fondamentale distinguere i ruoli degli attori coinvolti:
- PPF (Portail Public de Facturation): È l’hub statale. Sebbene inizialmente previsto come piattaforma universale, oggi il suo ruolo principale è la gestione dell’Annuaire, il registro centrale delle imprese. Ogni azienda francese è censita nell’Annuaire con il proprio SIREN/SIRET, indicando quale piattaforma (PA) ha scelto per ricevere le fatture.
- PA (Plateforme Agréées): Sono le piattaforme private, come quelle offerte da Intesa, che hanno ottenuto l’accreditamento governativo. Solo una PA può trasmettere fatture direttamente a un’altra PA, gestire l’e-Reporting e garantire la validità legale dei documenti senza passare dal portale pubblico.
- OD (Opérateur de Dématérialisation): Fornitori che offrono software di fatturazione ma che, non essendo accreditati come PA, devono necessariamente connettersi al PPF e a una PA terza per l’invio legale dei documenti.
Calendario e scadenze: quando scatta l’obbligo?
L’implementazione seguirà un calendario preciso per permettere a tutto il tessuto imprenditoriale di adeguarsi:
- Settembre 2026: Obbligo di ricezione per tutte le aziende soggette a IVA. Obbligo di emissione per le Grandi Imprese e le Mid-Cap (medie imprese).
- Settembre 2027: Obbligo di emissione esteso a PMI e microimprese.
Non solo fatture B2B: l’importanza dell’e-Reporting
Non tutte le transazioni possono essere gestite con una fattura elettronica B2B standard francese: pensiamo alle vendite verso i privati (B2C) o agli scambi con partner internazionali.
Per questo, il sistema francese introduce l’obbligo di e-Reporting, un diario digitale che comunica periodicamente all’amministrazione finanziaria il volume d’affari e l’IVA di queste operazioni “esterne”. Inoltre, ogni fattura deve seguire un “ciclo di vita” tracciabile attraverso stati obbligatori (come Déposée, Rejetée, Refusée ed Encaissée). Questa granularità permette un monitoraggio costante della liquidità e una pre-compilazione delle dichiarazioni IVA più accurata.
Per essere conformi, le aziende dovranno collezionare e trasmettere tramite l’e-Reporting i dati relative a tre tipologie di flussi:
- Transazioni B2C (Business to Consumer): Riguarda tutte le vendite verso privati (es. retail, e-commerce). Poiché non c’è l’obbligo di emettere una fattura elettronica verso un consumatore finale, l’azienda deve trasmettere i dati aggregati di queste vendite (spesso derivanti dai registri di cassa o dai sistemi di e-commerce).
- Transazioni B2B Internazionali (Import/Export): Quando un’azienda francese vende a un cliente estero (UE o extra-UE) o acquista da un fornitore straniero, non può obbligare la controparte a usare il sistema francese. In questo caso, l’azienda residente deve inviare all’amministrazione i dati di queste operazioni per permettere il monitoraggio dell’IVA intracomunitaria e delle importazioni.
- Dati di Pagamento (Statut de Paiement): Questa è forse la novità più impattante. Per le prestazioni di servizi, dove l’IVA è esigibile al momento dell’incasso (IVA per cassa), le aziende devono trasmettere i dati relativi ai pagamenti ricevuti. Questo flusso permette alla DGFiP di pre-compilare la dichiarazione IVA in modo quasi istantaneo.
I formati ammessi: Factur-X, UBL e CII
Il sistema francese, in relazione alla tendenza europea di definizione e utilizzo di formati compatibili con lo standard internazionale EN 16931, ha indicato i tre formati strutturati da predisporre:
- Factur-X: Formato ibrido (PDF human-readable + XML strutturato).
- UBL (Universal Business Language).
- CII (Cross Industry Invoice).
Scegliere una PA come Intesa permette alle aziende di superare i limiti e le complessità di adeguarsi a questi formati, consentendo lo scambio di file in un formato tecnico definito in fase progettuale, utilizzando poi le funzionalità di trasformazione e conversione di Intesa per ottenere i formati richiesti dalla DGFiP.
Perché scegliere Intesa come partner per la Francia
Affrontare la riforma francese non è solo una questione di “invio file”, ma di gestione dell’intero ciclo di vita della fattura (stati di approvazione, rifiuti, pagamenti).
Perché affidarsi a noi:
- Conformità Internazionale: Una singola piattaforma per gestire la fatturazione elettronica in Italia, Francia e nel resto dei paesi che stanno definendo un obbligo di fatturazione (Belgio, Germania, Polonia e entro il 2030 tutti i paesi europei).
- Servizi Fiduciari Qualificati: In qualità di QTSP (Qualified Trust Service Provider), garantiamo i più alti livelli di servizio richiesti dalla normativa europea eIDAS;
- Conservazione a Norma: Con il servizio di Conservazione a norma, prossimo alla sua verifica e integrazione secondo le richieste eIDAS per il nuovo servizio QTSP di e-Archiving, proteggiamo i tuoi dati con sistemi di Conservazione certificati per 10 anni .
- Integrazione ERP: Connettiamo i tuoi processi aziendali direttamente con le piattaforme francesi (PPF/PA) tramite Peppol, API o protocolli sicuri (AS4).
FAQ – Domande Frequenti sulla Fatturazione in Francia
Qual è la differenza principale tra PDP e PA?
Il PPF (Portail Public de Facturation) è il portale statale gratuito con funzioni base. La PA (Plateforme Agréées) è una piattaforma privata accreditata che offre servizi avanzati, gestione e conversione dei formati personalizzati in quelli richiesti dalla normativa locale ) e integrazione diretta con il tuo ERP.
Cos’è l’Annuaire e perché è importante?
L’Annuaire è il registro centrale gestito dallo Stato francese che contiene l’identità digitale di ogni azienda. Serve a far sapere al sistema quale piattaforma (PA o PPF) ogni azienda ha scelto per ricevere le sue fatture.
Le aziende italiane che vendono in Francia sono obbligate alla fatturazione elettronica?
Se l’azienda italiana non ha una stabile organizzazione in Francia, non è obbligata a emettere fatture tramite il sistema francese. Tuttavia, il cliente francese dovrà gestire i dati di quell’acquisto tramite l’e-Reporting internazionale.
Cosa succede se non rispetto la scadenza di settembre 2026?
Le sanzioni previste sono rigorose: fino a 50€ per ogni fattura non inviata correttamente e multe proporzionali per il mancato o errato e-Reporting, oltre al rischio di contestazioni sull’esigibilità dell’IVA.
Il formato Factur-X è obbligatorio?
Factur-X è uno dei tre formati del “socle minimum” (insieme a UBL e CII) accettati dal sistema. È un formato ibrido, essendo costituito da un PDF human-readable e un XML strutturato.
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