Soluzioni
17.06.2026
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Tempo di lettura: 4 min
Identità digitali al sicuro: quando la verifica dell’identità diventa invisibile e predittiva
Grazie alla sinergia tra Intesa e Trustfull è possibile blindare i processi di identificazione a distanza tramite SPID e CIE senza rallentare l’esperienza del cliente.

Sicurezza e user experience non devono più escludersi a vicenda. Grazie alla collaborazione tra Intesa e Trustfull, l’identity proofing diventa intelligente, veloce e trasparente.
In questo articolo scoprirai:
Quando un nuovo cliente decide di aprire un conto online, attivare una SIM o sottoscrivere una polizza assicurativa, si aspetta che l’operazione richieda pochi clic. Dall’altra parte dello schermo, però, le aziende devono fare i conti con richieste normative sempre più stringenti e con il rischio, purtroppo reale, di frodi d’identità.
Trovare il giusto equilibrio tra una sicurezza di ferro e un’esperienza utente fluida è da sempre una delle sfide più grandi della digitalizzazione. Oggi, questa sfida ha una risposta concreta.
La sfida del KYC tra nuove regole e aspettative dei clienti
Il mondo dell’identificazione a distanza sta vivendo una profonda trasformazione. L’arrivo del nuovo regolamento europeo eIDAS 2.0 e le linee guida emanate dalle Autorità Bancarie Europee (EBA e AMLA) hanno alzato notevolmente l’asticella. Per settori cruciali come Banche, Assicurazioni, FinTech e Telco, non si tratta più solo di verificare un documento, ma di introdurre controlli di sicurezza più profondi e costantemente aggiornati.
Il rischio maggiore per le aziende è quello di creare processi digitali troppo rigidi o macchinosi, che finiscono per scoraggiare l’utente portandolo ad abbandonare la registrazione prima di averla completata.
Per risolvere questo dilemma, Intesa, Qualified Trust Service Provider con una storia di oltre 35 anni nella gestione di servizi fiduciari, e Trustfull, piattaforma di digital risk intelligence per la prevenzione delle frodi online, hanno unito le forze. Il risultato è un modello di onboarding remoto che protegge il business in modo invisibile, garantendo la massima conformità della firma elettronica e dei servizi fiduciari.
Dietro la certificazione CAR: come funziona la verifica congiunta
Ma come funziona, in pratica, questa soluzione? L’idea innovativa risiede nell’integrazione dello scoring di rischio digitale di Trustfull direttamente all’interno del flusso di Digital Onboarding di Intesa. Quando un utente utilizza la propria identità digitale, come SPID o CIE di livello 2, per richiedere un certificato di firma elettronica, il sistema attiva un controllo di sicurezza approfondito ma totalmente silenzioso nel backend.
Questo approccio ha ottenuto una validazione ufficiale fondamentale: il Conformity Assessment Report (CAR) emesso a maggio 2026. Un organismo di certificazione accreditato ha verificato il processo riscontrando piena conformità e attestando il pieno rispetto dei severi standard internazionali di identity proofing (come la norma ETSI TS 119 461 v. 2.1.1).
Grazie al principio della neutralità tecnologica, questo controllo aggiuntivo si inserisce perfettamente nel quadro normativo europeo, posizionandosi come uno dei primi sistemi sul mercato a unire la validazione istituzionale delle identità a una difesa predittiva avanzata.
Come funziona la sicurezza in tempo reale (e perché l’utente non si accorge di nulla)
La vera forza di questo sistema è che l’utente finale non deve fare assolutamente nulla in più rispetto al solito. Non ci sono passaggi extra o codici aggiuntivi da inserire e la durata complessiva dell’onboarding rimane invariata. Questo permette di mantenere alto il tasso di completamento della registrazione, mentre la protezione aziendale sale di livello.
Al momento della richiesta, la piattaforma analizza in tempo reale circa 300 segnali digitali ai dati di contatto forniti dall’utente, come l’indirizzo e-mail o il numero di telefono. Il sistema ne valuta l’anzianità, la reputazione e l’eventuale presenza in blacklist, e rileva anomalie recenti come il cambio di operatore o lo scambio di SIM (SIM swap), spesso indicatori di un tentativo di frode.
L’algoritmo intercetta oltre l’85% delle frodi d’identità e delle identità sintetiche, mantenendo i falsi allarmi sotto l’1%. Questo significa che i clienti legittimi procedono senza intoppi, mentre i tentativi di frode vengono bloccati sul nascere. Il team di risk management delle aziende, inoltre, non si trova davanti a un semplice “semaforo rosso o verde”: riceve report dettagliati e trasparenti sui motivi che hanno generato il punteggio di rischio, potendo così gestire con precisione anche i casi più dubbi.
Come Intesa può supportare la crescita del tuo business
Costruire un ecosistema digitale sicuro, senza sacrificare la semplicità d’uso, è un passo fondamentale per rimanere competitivi. In qualità di partner tecnologico e normativo, Intesa ti aiuta a ridisegnare i flussi di onboarding della tua azienda per renderli pienamente conformi ai requisiti di eIDAS 2.0.
Attraverso l’integrazione delle tecnologie antifrode di Trustfull all’interno delle nostre soluzioni di identità digitale, offriamo una risposta immediata alle richieste dei regolatori finanziari. Potrai così proteggere la tua organizzazione dalle minacce informatiche più sofisticate, offrendo al contempo ai tuoi clienti un’esperienza d’acquisto fluida, rapida e memorabile.
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