Normativa

18.08.2026

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Tempo di lettura: 10 min

Che cos’è l’European Digital Identity (EUDI) Wallet e quando verrà rilasciato

Che cos’è l’European Digital Identity (EUDI) Wallet e quando verrà rilasciato
Che cos'è l'European Digital Identity (EUDI) Wallet e quando verrà rilasciato

L’European Digital Identity (EUDI) Wallet è il portafoglio digitale ufficiale dell’Unione Europea che consente a cittadini, residenti e imprese di conservare, gestire e condividere in modo sicuro documenti d’identità e attributi verificabili. Il Regolamento (UE) 2024/1183 è in vigore dal 20 maggio 2024; gli Stati membri dovranno rendere disponibile almeno un wallet nazionale entro dicembre 2026.


In breve

  • L’EUDI Wallet è il portafoglio digitale europeo previsto dal Regolamento (UE) 2024/1183, in vigore dal 20 maggio 2024.
  • Tutti gli Stati membri devono rendere disponibile almeno un wallet nazionale entro il 24 dicembre 2026; l’obbligo di accettazione per aziende e PA scatta entro il 24 dicembre 2027.
  • L’IT Wallet è il portafoglio digitale nazionale italiano: nasce come implementazione italiana del modello EUDI Wallet, ma tecnicamente il percorso di piena convergenza con la certificazione europea è ancora in corso.
  • In Italia l’IT Wallet è passato dalla fase sperimentale a quella operativa con due decreti attuativi pubblicati in Gazzetta Ufficiale nell’estate 2026 (GU n. 169/2026 e n. 178/2026).
  • Le scadenze italiane: 3 agosto 2027 per la registrazione delle PA come “fonti autentiche”, 3 febbraio 2028 per il rilascio degli attestati da parte di IPZS.
  • Per i cittadini, l’uso del wallet resta a oggi facoltativo sia a livello europeo sia in Italia.

In questo articolo scoprirai:

Cos’è l’European Digital Identity (EUDI) Wallet

L’EUDI Wallet è il nuovo portafoglio digitale europeo che consente a cittadini, residenti e imprese dell’UE di gestire e condividere in modo sicuro la propria identità digitale e i documenti personali.
Si tratta di un’evoluzione rispetto a strumenti come SPID o CIE, poiché racchiude in un’unica applicazione diversi “attributi verificabili” — come:

  • passaporto, patente e certificati anagrafici;
  • credenziali di accesso ai servizi pubblici;
  • dati per l’onboarding bancario o l’età digitale;
  • firme e identità elettroniche qualificate.

Ogni utente potrà decidere quali informazioni condividere e con chi, grazie a un sistema che segue i principi della Self Sovereign Identity (SSI), garantendo privacy e controllo totale sui propri dati.

Leggi anche: European Digital Identity Wallet: rischi e benefici

Il quadro normativo europeo: dal regolamento eIDAS 2.0 al Regolamento (UE) 2024/1183

Il nuovo quadro europeo per l’identità digitale è stato definito con il Regolamento (UE) 2024/1183, approvato dal Parlamento Europeo nel febbraio 2024 e in vigore dal 20 maggio 2024.
Questo regolamento aggiorna il precedente eIDAS (UE 910/2014), introducendo il concetto di portafoglio digitale certificato valido in tutta l’Unione.

A partire dal 2024, la Commissione Europea ha emanato diverse serie di Implementing Acts:

  • dicembre 2024 → prime specifiche tecniche di interoperabilità e sicurezza;
  • maggio 2025 → requisiti su certificazione, architettura di riferimento e governance dei wallet;
  • ulteriori aggiornamenti previsti entro il 2026, in vista del rilascio dei wallet nazionali.

Leggi anche: Tutto quello che devi sapere sull’identità digitale

IT Wallet ed EUDI Wallet: qual è il rapporto?

L’IT Wallet non è semplicemente una copia italiana dell’EUDI Wallet, ma non è nemmeno un progetto del tutto separato: è il portafoglio digitale nazionale italiano, integrato nell’app IO e disciplinato dall’articolo 64-quater del Codice dell’Amministrazione Digitale, sviluppato fin dall’origine come implementazione italiana del modello EUDI Wallet previsto dal Regolamento (UE) 2024/1183.

In termini pratici: l’IT Wallet è nato e si è evoluto sulla base della normativa nazionale italiana (CAD), non come certificazione diretta ai sensi degli implementing acts europei sull’EUDI Wallet. Il percorso di convergenza è tuttora in corso — l’Italia dovrà infatti garantire la disponibilità di almeno un EUDI Wallet conforme al regolamento UE entro dicembre 2026, e l’IT Wallet è la base architetturale e organizzativa su cui questo allineamento si sta costruendo.

In sintesi: l’IT Wallet è il wallet digitale italiano, pensato per diventare (o convergere pienamente con) l’EUDI Wallet italiano, ma i due termini non sono oggi perfettamente sinonimi dal punto di vista tecnico-normativo.

Il decreto IT Wallet: dalla sperimentazione alla fase operativa in Italia

In Italia il quadro normativo dell’IT Wallet è passato dalla fase sperimentale a quella pienamente operativa con la pubblicazione di due decreti attuativi dell’articolo 64-quater del Codice dell’Amministrazione Digitale: il decreto del 17 giugno 2026, che approva le Linee guida del Sistema IT Wallet e le regole di sperimentazione (Gazzetta Ufficiale n. 169 del 23 luglio 2026), e il decreto del 19 marzo 2026 sulla disciplina del Sistema IT Wallet (Gazzetta Ufficiale n. 178 del 3 agosto 2026), data che coincide con l’entrata in vigore del provvedimento.

Il decreto fissa un calendario di adeguamento per la Pubblica Amministrazione: dal 3 agosto 2026 gli uffici dell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR) e gli enti che gestiscono dati anagrafici devono essere operativi; entro il 3 agosto 2027 (dodici mesi dall’entrata in vigore) Comuni, enti pubblici e gestori di servizi pubblici dovranno registrarsi come “fonti autentiche” nel sistema, rendendo disponibili i propri dati sotto forma di attestati elettronici; entro il 3 febbraio 2028 (diciotto mesi) l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS) potrà rilasciare gli attestati elettronici di identificazione personale, previa verifica dell’identità tramite CIE o SPID con livello di garanzia elevato.

L’infrastruttura tecnica del sistema è affidata a PagoPA S.p.A., mentre per i cittadini l’uso dell’IT Wallet resta, ad oggi, facoltativo. Il servizio ha già superato i 17 milioni di documenti caricati dai cittadini (patente, tessera sanitaria e carta europea della disabilità), a conferma di un’adozione in rapida crescita anche prima dell’obbligo per la PA.

Perché l’EUDI Wallet è importante

L’EUDI Wallet è un pilastro del programma Digital Decade 2030, volto a:

  • digitalizzare il 100% dei servizi pubblici UE entro la fine del decennio;
  • garantire un mercato unico digitale interoperabile e sicuro;
  • migliorare la protezione dei dati personali dei cittadini europei;
  • ridurre la frammentazione tra sistemi nazionali di identità digitale.

Inoltre, il modello di gestione decentralizzato basato su “attributi verificabili” consente maggiore privacy e un controllo diretto sull’uso delle proprie informazioni, perché il modello a “portafoglio” si avvicina molto a quello della Self Sovereign Identity, un tipo di identità digitale basato su Blockchain.

Quando sarà disponibile l’EUDI Wallet

La roadmap europea prevede le seguenti tappe principali:

DataEventoDescrizione
Dicembre 2024 – Maggio 2025Pubblicazione degli Implementing ActsDefinizione delle regole tecniche comuni.
Entro 24 dicembre 2026Rilascio dei wallet nazionaliOgni Stato UE dovrà fornire almeno un EUDI Wallet ai cittadini.
Entro 24 dicembre 2027Obbligo di accettazioneLe aziende e PA obbligate dovranno accettare l’identificazione tramite wallet.

Nel frattempo, sono attivi i Large Scale Pilots europei, progetti che testano casi d’uso concreti come:

  • accesso transfrontaliero ai servizi pubblici;
  • apertura di conti bancari digitali;
  • firma elettronica qualificata e onboarding aziendale.

Tra i consorzi coinvolti spicca POTENTIAL, di cui Intesa è partner, impegnato nello sviluppo delle infrastrutture digitali e nella definizione delle best practice europee.

I paesi coinvolti e lo stato di avanzamento

La quasi totalità degli Stati membri ha avviato i propri progetti nazionali:

  • Italia: l’IT Wallet è entrato in fase operativa con i decreti attuativi pubblicati in Gazzetta Ufficiale (GU n. 169/2026 e n. 178/2026), che fissano le scadenze del 3 agosto 2027 per la Pubblica Amministrazione e del 3 febbraio 2028 per l’IPZS; integra SPID e CIE ed è gestito da PagoPA S.p.A. e dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, sotto il coordinamento del Dipartimento per la Trasformazione Digitale;
  • Francia e Germania: piloti avviati per l’accesso ai servizi pubblici e alla sanità digitale;
  • Spagna e Paesi Bassi: in fase di test per l’identificazione sicura in ambito universitario e finanziario;
  • Bulgaria, Croazia, Malta e Romania: ancora in fase di pianificazione, con programmi di adeguamento previsti nel 2026.

Cosa devono fare ora imprese e pubbliche amministrazioni

  1. Prepararsi all’interoperabilità
    Aggiornare i sistemi di autenticazione per integrare le future API del wallet europeo.
  2. Monitorare le normative europee
    Seguire i nuovi Implementing Acts e le specifiche tecniche ufficiali della Commissione.
  3. Garantire la compliance eIDAS 2.0
    Adeguare le procedure interne di gestione dati, firma elettronica e autenticazione.
  4. Sperimentare use case concreti
    Testare applicazioni pilota: accesso a portali pubblici, onboarding clienti, gestione identità digitali per servizi B2B.
  5. Promuovere la cultura digitale
    Sensibilizzare cittadini e dipendenti sui benefici del wallet europeo e sull’uso consapevole dell’identità digitale.

Prospettive per il 2026-2027

Con il rilascio ufficiale previsto per il dicembre 2026, il progetto dell’EUDI Wallet segnerà l’avvio di una nuova fase per la cittadinanza digitale europea.
Il 2027 sarà l’anno chiave per la piena adozione da parte di imprese e PA, con il passaggio da una molteplicità di sistemi nazionali a un modello unico, interoperabile e sovrano. In Italia questo percorso è già iniziato: le scadenze del 3 agosto 2027 e del 3 febbraio 2028 rendono il caso italiano uno dei più avanzati in Europa.

Glossario

  • EUDI Wallet: il portafoglio digitale europeo previsto dal Regolamento (UE) 2024/1183, che consente di conservare e condividere documenti d’identità e attributi verificabili in tutta l’UE.
  • eIDAS 2.0: la revisione del Regolamento eIDAS (UE 910/2014) che introduce l’EUDI Wallet e nuovi standard di identificazione elettronica.
  • Self Sovereign Identity (SSI): modello di identità digitale in cui l’utente controlla in autonomia quali dati condividere e con chi.
  • Implementing Acts: atti di esecuzione con cui la Commissione Europea definisce le specifiche tecniche di dettaglio dei regolamenti UE.
  • IT Wallet: il portafoglio digitale nazionale italiano, disciplinato dall’art. 64-quater del CAD e integrato con SPID e CIE, sviluppato come implementazione italiana del modello EUDI Wallet — non ancora coincidente al 100% con la certificazione europea, il cui pieno allineamento è previsto entro dicembre 2026.
  • Attestato elettronico: documento digitale che certifica un dato o una qualifica di una persona fisica o giuridica.
  • IPZS: Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, incaricato del rilascio degli attestati elettronici di identificazione personale.
  • ANPR: Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente, la banca dati anagrafica nazionale collegata al Sistema IT Wallet.
  • PagoPA S.p.A.: società incaricata di gestire l’infrastruttura tecnica pubblica del Sistema IT Wallet.

Conclusioni

L’EUDI Wallet segna il passaggio a un modello europeo unico e interoperabile di identità digitale. In Italia, l’IT Wallet ha già superato la fase sperimentale: i decreti attuativi pubblicati nell’estate 2026 fissano un percorso chiaro verso l’adesione obbligatoria della Pubblica Amministrazione, con scadenze operative al 2027 e al 2028. Per imprese e PA, monitorare l’evoluzione normativa e prepararsi all’interoperabilità resta la priorità nei prossimi mesi.


Cos’è l’EUDI Wallet?

È il portafoglio digitale ufficiale dell’Unione Europea, previsto dal Regolamento (UE) 2024/1183, che permette a cittadini e imprese di gestire e condividere in modo sicuro documenti d’identità e attributi verificabili.

Da quando sarà disponibile l’EUDI Wallet nei paesi UE?

Tutti gli Stati membri dovranno rendere disponibile almeno un wallet nazionale entro il 24 dicembre 2026, mentre l’obbligo di accettazione per aziende e PA scatterà entro il 24 dicembre 2027.

Cos’è cambiato per l’IT Wallet in Italia nel 2026?

Il sistema è passato dalla fase sperimentale a quella operativa con due decreti attuativi pubblicati in Gazzetta Ufficiale (GU n. 169/2026 e n. 178/2026), che definiscono le linee guida e la disciplina del Sistema IT Wallet.

Quali sono le prossime scadenze del decreto IT Wallet?

Entro il 3 agosto 2027, Comuni ed enti pubblici dovranno registrarsi come “fonti autentiche”; entro il 3 febbraio 2028, l’IPZS potrà rilasciare gli attestati elettronici di identificazione personale.

L’uso dell’IT Wallet è obbligatorio per i cittadini italiani?

No, per i cittadini l’uso del wallet resta a oggi facoltativo. L’obbligo riguarda la Pubblica Amministrazione, che deve adeguare i propri sistemi entro le scadenze previste.

Chi gestisce l’infrastruttura tecnica dell’IT Wallet?

L’infrastruttura tecnica è affidata a PagoPA S.p.A., mentre l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS) è responsabile del rilascio degli attestati elettronici di identificazione personale.

L’IT Wallet è l’EUDI Wallet italiano?

In parte sì: l’IT Wallet è il portafoglio digitale nazionale italiano, nato come implementazione del modello EUDI Wallet previsto da eIDAS 2.0. Tecnicamente però è stato costruito sulla base della normativa nazionale (CAD), e la piena convergenza con la certificazione europea è prevista entro dicembre 2026.


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