Piattaforme digitali e modelli sostenibili nella supply chain farmaceutica

16 Aprile 2019

L’innovazione digitale, supportata dalla normativa, abilita nuove forme di dialogo e comunicazione tra gli attori dell’ecosistema per una filiera più veloce, efficiente e tracciata.

“Tradizionalmente soggetta ad una rigida regolamentazione, che spesso ne ha limitato il potenziale, la supply chain farma ha l’opportunità di evolvere in un reale ecosistema integrato e divenire la best practice di riferimento per altri mercati e industrie…” – lo ha sottolineato in occasione della 54° Assemblea Genarale di Assoram a Cosmofarma 2019 Luigi Traverso, Direttore Offering Dematerializzazione, EDI, B2B, Trusted Payments di Intesa (Gruppo IBM) – “La standardizzazione dei formati, i sistemi integrati che consentono un dialogo e una tracciatura in real time e, più recentemente, l’interconnessione con nodi sistemici come SdI, Open Peppol e NSO, creano infinite nuove opportunità per il settore sulla scia di esperienze positive già maturate da altre industrie notoriamente più digitalizzate: Automotive e GDO su tutte”.

Nel corso dell’Assemblea pubblica di Assoram, rappresentanti delle aziende e testimonianze istituzionali hanno rimarcato a più riprese la “necessità di avere una visione comune poiché la sfida per il mondo farmaceutico è da intendersi globale”. La spinta giusta giunge dall’integrazione delle tecnologie digitali, che permettono da un lato di indirizzare i numerosi adeguamenti normativi del settore attraverso strumenti e modelli evoluti di smart business, dall’altro di creare canali di comunicazione per lo scambio dati attraverso linguaggi e modalità di trasmissione.

 

La trasformazione delle supply chain farmaceutica è solo agli inizi

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un profondo mutamento del settore che ha portato alla nascita di nuovi modelli distributivi (es. parafarmacie, farmaci nella GDO, e-Commerce, ecc.). Come già accaduto in altri settori, le esigenze degli utenti e quindi dei pazienti sono tra le principali cause, oltre alla normativa,  di questa grande trasformazione: c’è necessità di portare la salute dagli ospedali al territorio per essere più vicini ai cittadini attraverso una rete di farmacie di servizio distribuite nelle città e nei comuni.

“Una forte attenzione va prestata ai tagli della sanità e alla politica della non innovazione; sono richiesti inoltre interventi per combattere la contraffazione e l’indisponibilità dei farmaci per via del mercato parallelo” – ha ribadito Marcella Marletta, DG dispositivi medici e servizio farmaceutico del Ministero della Salute, intervenuta all’Assemblea pubblica di Assoram.

Già oggi le piattaforme che consentono una gestione digitale delle comunicazioni, integrando anche soluzioni di track & trace, possono offrire la visibilità end-to-end nei processi di distribuzione di beni (e servizi) per la salute e costituiscono un valido alleato contro contraffazione e mercato parallelo. Le tecnologie emergenti, quali ad esempio blockchain e intelligenza artificiale, solo parzialmente esplorati, aprono scenari evolutivi dal potenziale ancora inespresso.

 

Il valore delle piattaforme digitali abilitanti; un esempio concreto

Alcuni attori hanno già rivolto lo sguardo verso la direzione che pare essere quella corretta, non limitandosi a vedere la normativa come un semplice obbligo ma cercando di sfruttare il digitale per cogliere tutte le opportunità. Il Consorzio Dafne, una comunità costituita da Aziende Farmaceutiche e Distributori Intermedi, ha da sempre l’obiettivo di integrare i partner e gli utenti della filiera del farmaco, dei dispositivi medici e dei prodotti per la salute favorendo lo sviluppo e la diffusione di soluzioni digitali.

Condafne, la piattaforma ideata e sviluppata insieme ad Intesa per raggiungere questo scopo,  è un valido esempio di piattaforma digitale di sistema in quanto abilita non solo l’integrazione delle aziende ma anche il dialogo con snodi sistemici nazionali quali ad esempio il Sistema di interscambio e il Nodo di Smistamento Ordini (NSO) o l’apertura verso contesti europei attraverso Open Peppol e Core Invoice.

 

La sostenibilità di una piattaforma digitale si costruisce partendo dagli utenti, non da tecnologia o normativa

L'approccio migliore nello sviluppo di sistemi integrati come le piattaforme digitali è di tipo "esperienziale", incentrato sulle figure (aziende ma soprattutto persone) che useranno le piattaforme digitali, siano essi dipendenti, partner dell'ecosistema, clienti oppure utenti finali. È fondamentale pensare al momento che conta di più per ogni tipo di utente; il risultato sarà diverso a seconda delle sue responsabilità e dei compiti assegnati.

Per la piattaforma digitale di un operatore sanitario che gestisce il processo di approvvigionamento di un ospedale, il momento più importante è ad esempio la ricezione dei beni e servizi ordinati. Pertanto, il primo passo nell'approccio al design e all'assemblaggio di una piattaforma digitale consiste nell'identificare i momenti o le cose che contano per i vari tipi di utenti, poiché questa è l'esperienza che la piattaforma deve fornire. Questi momenti sono dei must in assoluto dove la piattaforma digitale deve deliziare gli utenti, pena il rischio che non venga accettata e adottata.

Quando si segue un approccio basato sulle esperienze e ci si concentra innanzitutto su questi must gli utenti adotteranno la piattaforma più facilmente. Questo porta a un percorso molto più facile e una minore resistenza al cambiamento organizzativo che spesso frena e rallenta le attività di trasformazione digitale.

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