Proposte per la scuola digitale

2 ottobre 2018

Con il Piano Nazionale Scuola Digitale, la scuola italiana ha imboccato la strada verso una trasformazione digitale redditizia.

Quali innovazioni si prospettano per la scuola del futuro? Per rispondere a questa domanda non si può che fare riferimento al Piano Nazionale Scuola Digitale*, che riproduce la visione governativa in merito alle possibilità offerte dall’educazione digitale in rapporto all’innovazione del sistema scolastico. Per raccogliere i dati del processo di digitalizzazione degli istituti scolastici, a partire dal 2000 è nato l’Osservatorio Tecnologico, che ha previsto l’esecuzione di rilevazioni periodiche relative alla diffusione nelle scuole delle nuove tecnologie. Tre sono gli assi principali su cui si è articolata l’analisi: le dotazioni tecnologiche delle aule, le dotazioni tecnologiche dei laboratori e la dematerializzazione dei servizi.

Le strade da percorrere per la digitalizzazione

Le dotazioni tecnologiche** delle aule si basano non solo sulla disponibilità di connessioni, ma anche sulla presenza di proiettori interattivi e sulle cosiddette LIM, le lavagne interattive multimediali. Un ruolo altrettanto importante è quello dei device – sia mobili che fissi – in dotazione ai docenti e agli studenti. La dotazione tecnologica dei laboratori, invece, deve tenere conto anche delle biblioteche, per le quali si rivelano sempre più indispensabili i computer connessi in Rete. Infine, la dematerializzazione dei servizi, che racchiude molteplici aspetti della trasformazione digitale: la gestione centralizzata dei contenuti didattici multimediali, per esempio, ma anche il registro elettronico di classe, che è una realtà consolidata in numerosi istituti, e la gestione dei portali attraverso cui vengono gestite le comunicazioni tra le scuole e le famiglie.

 

La Carta dello Studente

Tra gli obiettivi del decreto denominato La Buona Scuola*** c’è anche quello di abbinare il profilo di ogni studente a un’identità digitale: ciò è avvenuto tramite la Carta dello Studente, una tessera nominativa che consente l’accesso a un’area online in cui sono presenti funzionalità che riguardano servizi e politiche di diritto allo studio.

 

Il ruolo dei docenti

È ovvio, però, che la digitalizzazione non può coinvolgere solo gli studenti, ma anche e soprattutto gli insegnanti, a maggior ragione se si considera che il nostro Paese, secondo il Digital Economy Index, è al venticinquesimo posto su ventotto, a causa di debolezze strutturali che riguardano sia la connettività che, appunto, il capitale umano. Una situazione simile non può che avere conseguenze sulle opportunità di crescita della scuola digitale, ma le possibilità di trasformazione digitale non mancano, a patto di adottare un approccio sistematico. Facendo tesoro degli investimenti che sono stati previsti dalla Buona Scuola, si rende indispensabile un disegno di innovazione organico, basato su programmi che includano le competenze, la didattica, i dispositivi, gli ambienti di apprendimento, la formazione, la ricerca, la metodologia, l’amministrazione digitale e le piattaforme. I mutamenti economici e sociali che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni ci suggeriscono che per innovare la scuola occorre imparare a distinguere a riconoscere le esigenze di chi la vive.

 

Che cosa serve?

Il punto di partenza di ogni sfida di trasformazione digitale è rappresentato dall’accesso: solo la sinergia tra le istituzioni e gli investimenti permettono di cablare le scuole e di connetterle. Il ricorso alla fibra ottica è ormai imprescindibile, perché non è possibile adottare le tecnologie digitali senza le condizioni adatte. In questo modo, a essere favorita è anche l’amministrazione digitale, che è alla base di una organizzazione più efficiente e di servizi più efficaci.

 

L’apprendimento nell’epoca della digitalizzazione

Nell’era dell’innovazione, l’educazione e l’insegnamento non devono porre la tecnologia al centro dell’attenzione: occorre focalizzarsi, invece, sui nuovi modelli di interazione didattica. A tale scopo, gli spazi scolastici devono essere riconfigurati in una prospettiva funzionale, nell’ottica di una visione aperta e collaborativa. A partire da questo approccio, sarà possibile lavorare sull’alfabetizzazione digitale degli studenti, in una società interconnessa in cui i dati e l’informazione hanno un ruolo sempre più centrale. In vista dell’ingresso nel mondo del lavoro, ai ragazzi dovranno essere illustrate le relazioni tra la manifattura e l’imprenditorialità digitale, tra l’artigianato e la creatività digitale. Gli studenti non possono essere solo fruitori delle tecnologie, ma anche progettisti, creatori e produttori.

 

Vista sul mondo del lavoro

Le carriere del presente e del futuro non sono legate alle competenze digitali solo per i percorsi specialistici che hanno a che fare con l’informatica. Ormai c’è bisogno di conoscenze trasversali: il digitale mette a disposizione un traino indispensabile per lo sviluppo della capacità di apprendere, del pensiero laterale e del problem solving. La Rete impone la necessità di gestire la creatività digitale e la produzione della conoscenza affinché esse possano essere distribuite e valorizzate. Il diritto a Internet deve diventare una realtà comune: il cablaggio interno di tutti gli ambienti degli istituti scolastici e la fibra per la banda ultra-larga sono le condizioni di partenza per la realizzazione della filiera della didattica digitale nella società dell’informazione. I giovani di oggi saranno i manager del futuro. Essere “nativi digitali” non sarà però sufficiente per tracciare il percorso di sviluppo delle aziende e del sistema paese. È necessario investire sull’alfabetizzazione tecnologica affinché le nuove generazioni sviluppino la consapevolezza di come il digitale porterà un futuro migliore solo se sarà adeguatamente correlato o e non sostituito ai processi esistenti. Il Piano Nazionale Scuola Digitale è un primo passo verso questo cambio di mentalità.

 

 

* Fonte: www.miur.gov.it

** Fonte: www.istruzione.it

*** Fonte:  www.miur.gov.it

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