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23.06.2021
| Tempo di lettura: 4 min

Il Digital B2b dopo l’emergenza

Cosa dicono i risultati del rapporto annuale dell’Osservatorio Digital B2b del Politecnico di Milano

Digitalizzazione nella pandemia, diffusione dell’analisi con artificial intelligence e i numeri della fatturazione elettronica. I risultati annuali dell’Osservatorio Digital B2b del Politecnico di Milano

Una piena trasformazione digitale richiede pianificazione, tempo e strategia. La “digitalizzazione d’emergenza”, in molti casi, non può portare ai risultati sperati.

È questa una delle conclusioni tratte dall’Osservatorio Digital B2b del Politecnico di Milano, che durante il 2020 ha misurato un ampliamento del divario tra due gruppi di aziende: quelle “virtuose”, che avevano avviato una trasformazione digitale strutturata prima della pandemia, e le aziende che invece hanno attivato progetti di digitalizzazione per rispondere alla pandemia.

Nel 45% dei casi le aziende del primo gruppo hanno avuto fatturati uguali o maggiori rispetto al 2019, percentuale che si abbassa al 19% nel secondo gruppo.

L’avvio di progetti digitali per rispondere alla pandemia (per la maggior parte di firma elettronica e conservazione a norma) non ha quindi aiutato ad arginare le conseguenze dell’emergenza, ma ha sicuramente avviato un cambio radicale della percezione verso il digitale e ha comunque genericamente aumentato la maturità digitale delle aziende italiane.

Nel post-pandemia si guarda all’automazione

Firma digitale e conservazione, si è detto, per ridurre gli effetti imminenti della pandemia e garantire la continuità operativa, ma anche molto EDI, perché sono state 19mila le imprese che nel 2020 hanno utilizzato l’EDI per scambiarsi i principali documenti del ciclo dell’ordine – fatture, ordini, conferme d’ordine e avvisi di spedizione – che crescono del 5%. Dai dati raccolti dall’Osservatorio, inoltre, emerge che il 39% delle imprese ha intenzione di investire ulteriormente in progetti di digitalizzazione entro il 2022, in particolare negli ambiti dell’automazione dei processi (16%), della blockchain e dell’AI (13,8%) e del monitoraggio della filiera (13,1%).

E proprio l’AI applicata alla supply chain sembra essere la tecnologia di frontiera a cui le aziende si affideranno maggiormente per procedere nella loro trasformazione digitale: per la prima volta quest’anno il numero di progetti operativi che coinvolgono l’AI (58%) supera quello delle proof of concept (17%) e degli annunci (27%). Il dato più interessante, fa notare l’Osservatorio, risulta tuttavia l’ambito di applicazione, che si configura in modo più trasversale.

Il B2b si avvicina alla customer experience

La situazione di emergenza ha reso indispensabile la necessità di avvicinarsi ai propri clienti, anche in ambito B2b. L’Osservatorio nota per questo come siano nati nuovi “punti di contatto” digitali (adozione di marketplace, sviluppo di nuovi canali di vendita…), da un lato per dare continuità al business e dall’altro per rispondere a nuove esigenze.

Nonostante queste iniziative, il B2b è tuttavia ancora lontano dallo sviluppo di una customer experience omnicanale, in particolare a livello strategico organizzativo, per cui mancano approcci top-down con modelli organizzativi stabili. Dal punto di vista dei dati e della tecnologia, invece, le aziende B2b si stanno dotando di strumenti per favorire il lavoro di gestione e relazione del cliente, in particolare nei settori in cui, in modo diretto o indiretto, il prodotto arriva al consumatore finale (es. largo consumo e farmaceutico). Si tratta di un’opportunità in termini di digitalizzazione, innovazione e internazionalizzazione, che può portare importanti benefici che non si traducono solo in risparmio di costi ma anche in una migliore gestione dei processi e le opportunità di innovazione.

Il punto sulla fatturazione elettronica

Per quanto riguarda i numeri della fatturazione elettronica, l’Osservatorio conferma l’obbligo normativo come principale volàno della digitalizzazione: nel 2020 nel nostro paese sono state scambiate 2 miliardi di fatture elettroniche, c’è stato un crollo durante il primo lockdown, quando il numero delle fatture digitali è sceso del 15%, ma ha recuperato chiudendo con una flessione del 4% rispetto al 2019, in particolare nei settori della ristorazione e del turismo (-40%).
Anche se permangono alcuni punti di attenzione sulla qualità degli ordini emessi dagli enti sanitari, anche in questo ambito il bilancio può dirsi positivo: hanno raggiunto quota 7,3 milioni ad aprile 2021 (di cui la maggior parte trasmessi tramite infrastruttura PEPPOL).

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