La semplificazione della PA attraverso le nuove tecnologie

30 agosto 2018

L’Italia è tra i primi Paesi europei ad essersi adeguata alle nuove normative.

Il processo di semplificazione dell’accesso alla Pubblica Amministrazione non può che passare dalle nuove tecnologie, e in particolare dal Sistema SPID. Il nostro Paese sembra essere in prima fila in questo ambito, nella prospettiva della creazione di un’identità digitale europea che ha conosciuto un passo in avanti decisivo con la riunione del gruppo permanente di collaborazione tra gli Stati membri della Ue, il Cooperation Network, presso la Commissione Europea. Come riporta “Agenda Digitale”*, il focus dell’incontro era rappresentato dagli schemi di identificazione elettronica, vale a dire i sistemi di autenticazione ai servizi in rete che ogni Paese membro della Ue può far riconoscere a livello continentale, in modo tale che i rispettivi titolari possano impiegarli per accedere ai servizi in rete europei. È facile intuire che per risultare efficaci tali schemi di identificazione debbano essere riconosciuti reciprocamente: ciò è concesso dal regolamento eIDAS a patto che vengano rispettate le norme previste dalla Commissione Europea.

La situazione in Italia

Entro i due mesi successivi alla notifica formale alla Commissione, SPID – Sistema Pubblico di Identità Digitale – sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione. Da quel momento, gli altri Paesi avranno un anno di tempo per permettere l’accesso delle proprie PA ai servizi in rete, attraverso il riconoscimento delle identità digitali SPID del livello di riferimento. Entro breve l’AgID dovrebbe dare inizio all’iter per la notifica della carta di identità elettronica con la collaborazione di Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, a cui spetta il compito di realizzare l’infrastruttura e i documenti, e del Ministero dell’Interno, che è il titolare del progetto. Il processo di notifica dovrebbe cominciare prima della fine del 2018. Il risultato sarà una notevole semplificazione di tutti i processi amministrativi e delle interazioni con le PA.

Il regolamento eIDAS

Le norme europee impongono che il processo di notifica venga effettuato per tutti gli strumenti di autenticazione che vengono messi a disposizione e per tutti i gestori di identità. In tutto sono otto i gestori che sono stati notificati, tra i quali Intesa (Gruppo IBM), mentre i 34 strumenti di autenticazione previsti sono stati ricondotti a 9 fattispecie. Per ciascun gestore di identità nuovo è obbligatorio un processo di notifica automatica e analogamente vale per nuove tipologie di credenziali per l’autenticazione.

Le tempistiche

In altri termini, chi usa nuove tipologie di credenziali e gli utenti di nuovi gestori sono tenuti ad attendere la conclusione del processo di notifica per avere la possibilità di usufruire dei servizi in rete delle PA europee, anche se le credenziali ottenute possono essere usate subito in ambito nazionale. Il primo Paese che ha ultimato il processo è stato la Germania, con l’introduzione della carta di identità elettronica e del permesso di soggiorno elettronico; in seguito è stata la volta dell’Italia.

Che cosa cambierà

Al di là della fruibilità dei servizi in rete, il vero punto di forza di questo iter consiste nella creazione di una identità digitale europea: in sostanza, il cittadino nell’Unione avrà una sola identità, anche se basata su tecnologie diverse tra i vari Paesi. Lo SPID si preannuncia come un’identità unica, basata su una sola password, anche se a seconda dei servizi che dovranno essere utilizzati e della sensibilità dei dati che saranno trattati potranno essere impiegati sistemi a doppio fattore di autenticazione. L’identità digitale consentirà di interagire, oltre che con le PA nazionali, anche con le PA europee.

La soluzione di Intesa (Gruppo IBM)

Intesa (Gruppo IBM) ha creato un servizio denominato intesaID attraverso il quale è possibile accedere a tutti i servizi delle PA, ma anche delle imprese private che aderiscono all’iniziativa. I due livelli di autenticazione previsti dal Sistema si basano su un solo username e su una unica password. Tutti i cittadini italiani maggiorenni e tutti coloro che sono muniti di un permesso di soggiorno e della residenza italiana hanno l’opportunità di richiedere intesaID, che non è riservata unicamente ai professionisti ma è rivolta a tutti i cittadini. Una volta inviata la richiesta, è sufficiente inserire i propri dati e provvedere al riconoscimento, che può essere effettuato con la firma elettronica qualificata (solo se in possesso di un Certificato Qualificato per la Firma Elettronica), via webcam oppure recandosi presso gli uffici dell’azienda, dopo aver fissato l’appuntamento per il riconoscimento de-visu.

 

 

* Fonte: www.agendadigitale.eu

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