Piattaforme digitali come abilitatori chiave delle filiere industriali

11 Giugno 2019

Nello scenario attuale della digitalizzazione gli investimenti in tecnologie di ultima generazione diventano fondamentali per restare competitivi sul mercato.

I percorsi di trasformazione digitale che stanno coinvolgendo numerosi mercati hanno facilitato l’implementazione di vari strumenti innovativi utili a semplificare interi processi aziendali: dallo scambio dati e portali di collaboration alla gestione documentale, dalla fatturazione elettronica e conservazione a norma alle molteplici soluzioni di firma elettronica e digitalizzazione dei documenti, dalla tracciabilità delle merci alla certificazione delle consegne fino alle gestione di incassi e pagamenti.

Un numero sempre maggiore di progetti include la standardizzazione delle filiere B2B ovvero ciò che ha permesso a interi settori, tra cui l’automotive o la grande distribuzione, di evolvere esponenzialmente il proprio modello di business attraverso l’adozione di tecnologie come l’Electronic Data Interchange (EDI), generando maggiore efficienza nella gestione integrata dei processi di «supply chain» e favorendo la dematerializzazione dei documenti cartacei.

Stiamo vivendo in una nuova fase di sviluppo che si è evoluta da un modello digitale a uno data driven. L’enorme mole di dati generata da processi e tecnologie, sempre più correlati grazie alle API e al Cloud Computing, offre l’opportunità di creare una supply chain più intelligente abilitata da soluzioni quali Internet of Things, Intelligenza Artificiale e blockchain. Attraverso queste innovazioni in grado di generare nuovo valore per il business, si procede nel percorso di creazione di asset e modelli aziendali più efficienti e architetture di nuova generazione che inseriscono i sistemi informativi al centro delle strategie di crescita aziendale.

Gli utenti non sono più disposti a intraprendere percorsi complessi per acquistare oppure usufruire  di beni e servizi, il cui accesso semplificato dall’innovazione digitale ha portato alla nascita di nuove esigenze e ha aumentato ampiamente le aspettative dei consumatori. Questo rappresenta un vantaggio enorme per le aziende che hanno saputo coglierne l’opportunità.

Nell’esperienza di Intesa (Gruppo IBM), i processi di digital onboarding, applicati ad esempio in ambito bancario e trading, come nel caso di IG Markets, o in aziende di servizi, come Telepass, hanno aumentato l’efficacia nelle operazioni di sottoscrizione e accesso ai nuovi servizi di un fattore moltiplicativo di quattro, cinque, anche dieci volte superiore ai tradizionali metodi che già contemplavano strumenti digitali, ma che non erano stati sviluppati secondo le logiche dei processi nativi digitali integrati.

Nel settore Retail, ad esempio, il momento dell’acquisto coincide con l’istante in cui il mondo del business entra in relazione con chi sarà il fruitore del bene o servizio in vendita; se gli strumenti e i vari touch point tra l’azienda e il cliente contemplano un’adozione corretta del digitale (valorizzato da tecnologie e approcci di ultima generazione di UX / UI /Service Design, co-creation e Design Thinking), è possibile raggiungere un’esperienza cliente di successo lungo tutto il customer journey.

Secondo lo studio realizzato dall’IBM Institute for Business Value “Leading from the front – Digital Reinvention in Retail*, l’intera catena d’acquisto è caratterizzata oggi dal concetto di Economia End to End (E2E), che risulta essere composta da quattro elementi distintivi:

  • orchestrazione, ovvero basata su ecosistemi di business;
  • contestualità, in quanto le esperienze dei clienti e dei partner sono calibrate e pertinenti alle loro azioni e necessità specifiche;
  • approccio simbiotico, nel senso che tutti, compresi i clienti e le imprese, sono reciprocamente interdipendenti;
  • approccio cognitivo, caratterizzato e abilitato da dati di auto-apprendimento e capacità predittive.

Le già citate “Big 3” (IoT, AI e blockchain) stanno apportando modifiche sostanziali ai modelli di business. I manager che guidano l’innovazione aziendale, agendo da un lato sulla leva della competitività e dall’altro sull’ottimizzazione dei processi e razionalizzazione dei costi, avranno successo se sapranno utilizzare correttamente i "Big 3" secondo logiche che prevedono la loro integrazione su investimenti esistenti in tecnologie collaudate e business - critical, come ad esempio l’Electronic Data Interchange (EDI).

 

*Fonte: “Leading from the front – Digital Reinvention in Retail”, IBM Institute for Business Value

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