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EDI, blockchain, AI e IoT parte dello stesso ecosistema digitale

11 Aprile 2019

Nuovi scenari di integrazione tra l’Electronic Data Interchange e le tecnologie dirompenti.

Viviamo in una società digitale, caratterizzata da continui cambiamenti e innovazioni. Le tecnologie evolvono sempre più velocemente, molte vengono sostituite, molte ridefiniscono i propri confini, si adattano e si integrano in un ecosistema sempre più dinamico e interconnesso. Anche le relazioni, le strutture, le modalità di scambio dei documenti mutano; emergono nuove esigenze, legate alla condivisione, ad una gestione più efficace ed efficiente dei documenti e delle informazioni. In questo panorama estremamente ampio, è alta l’attenzione su come l’Electronic Data Interchange (EDI) e la blockchain possano essere interconnessi, su livelli distinti ma integrati, per poter definire servizi a valore aggiunto.

I citati cambiamenti, in relazione agli scambi B2B e ai network collaborativi, evolvono e continueranno ad evolvere dal punto di vista infrastrutturale, di piattaforma, di rete e di definizione degli standard. Per decenni l’EDI è stato lo strumento che ha permesso di integrare intere filiere di business, consentendo ai differenti attori coinvolti di scambiarsi informazioni digitali strutturate. Se analizzassimo la storia dell’EDI, noteremmo un progressivo processo evolutivo: molte volte sono stati definiti nuovi protocolli e nuovi standard che hanno portato la stessa tecnologia ad evolvere insieme alle esigenze.

L’EDI è la tecnologia mainstream per la digitalizzazione delle relazioni B2B e continuerà a rappresentare l’elemento fondante per molte filiere di business. Il prossimo capitolo della sua fase evolutiva è un’interazione ed integrazione spinta con alcune nuove tecnologie dirompenti (Internet of Things, Artificial Intelligence, blockchain) che convergono in un unico ecosistema tecnologico.

È proprio l’integrazione tra i sistemi che diventa il fattore abilitante, l’elemento che consente di rispondere alle nuove esigenze e alle sfide della supply chain, che oggi richiede qualcosa in più rispetto al semplice scambio di documenti tra un’azienda e un’altra. Emerge il bisogno di creare interoperabilità tra i Trading Partner, ponendo l’enfasi sulla condivisione delle informazioni nella supply chain multy-party facendo leva su tecnologie interoperabili tramite l’integrazione semplificata via API (Application Programming Interface).

L’EDI, intesa come interscambio di dati tra sistemi informativi, per le sue caratteristiche di protocollo e tecnologia (scambio dei messaggi point to point, comunicazione asincrona, protocollo di scambio dei documenti file-based, comunicazione tramite una sola via, visione unica e limitata della verità da parte degli attori coinvolti), non sarebbe sufficiente di rispondere a questa nuova esigenza di integrazione ‘spinta’ del mercato. L’EDI rispecchia infatti le logiche dell’era batch che non prevede una gestione degli eventi provenienti da altre fonti (come l’IoT), così come non si basa su un approccio real time rispetto all’acquisizione ed elaborazione di informazioni e dati o la loro stessa condivisione.

L’adattamento al nuovo contesto di mercato passa per nuovi modelli che prevedono l’integrazione di un layer blockchain sovrastante la tecnologia EDI. Questa struttura può consentire l’estrazione delle informazioni di interesse dalle transazioni EDI e di integrarle con quelle che si possono ottenere tramite l’elaborazione dei dati provenienti dalle tecnologie IoT e AI.

Le tecnologie IoT, tramite i loro sensori, consentono di monitorare le condizioni di interesse; con la blockchain si può creare un libro mastro distribuito, su cui registrare gli eventi rilevanti – a prova di manomissione – e con l’AI si possono rilevare eventi non conformi, effettuare previsioni ed automazioni. Si può così ottenere una gestione tempestiva delle eccezioni della supply chain, in grado di rispondere alla crescente domanda di “on time in full” delivery. Le informazioni possono così essere condivise tra tutti i Trading Partner del network, che potranno avere accesso alla stessa visione della realtà – nella sua versione condivisa, singolare e immutabile.

Si può quindi partire dalle tecnologie collaudate come l’EDI, ERP e le applicazioni di gestione della supply chain, per implementare sistemi applicazioni multy-party. Sfruttando i flussi esistenti dell’EDI, arricchendoli con i dati estratti dalle tecnologie IoT, valorizzandoli con l’impiego di tecnologie AI e integrandoli con reti blockchain, si può creare un “blockchain-powered network”. Il risultato sono transazioni digitali che non si limitano a due soli attori; i messaggi e gli eventi (immutabili) sono condivisi tra tutte le parti coinvolte.

La blockchain deve quindi essere intesa come un supporto all’EDI, una sua estensione; la vera sfida consisterà nel saper usare e fare evolvere l’EDI come parte delle tecnologie dirompenti per fornire livelli collaborativi e innovativi nella supply chain multy-party.