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25.03.2021
| Tempo di lettura: 3 min

Fashion “Circolare”: Intesa a favore della moda sostenibile

Intesa con SDA Bocconi Sustainability Lab per costruire un Monitor for Circular Fashion

Grazie ai principi dell’economia circolare è possibile ridurre l’impatto ambientale della “fast fashion”. Trovare best practice e nuove soluzioni è l’obiettivo del Monitor for Circular Fashion di SDA Bocconi School of Management, a cui ha aderito anche Intesa.

1500 miliardi di litri d’acqua e 92 milioni di tonnellate di rifiuti tessili.*

Sono solo due dati, ma significativi, rappresentanti l’impatto ambientale della cosiddetta fast-fashion, il settore dell’industria tessile che realizza abiti di scarsa qualità a prezzi ridotti, producendo nuove collezioni in tempi brevissimi, consumando risorse e producendo rifiuti tessili nella logica take-make-waste. Un impatto ambientale spesso sottovalutato, su cui la creazione di un sistema circolare e di nuovi modelli di vendita potrebbe ottenere importanti risultati.

Intesa aderisce al Monitor for Circular Fashion

Ecco perché Intesa, nell’ambito del suo impegno per la creazione di un business sostenibile, ha aderito al progetto Monitor for Circular Fashion di SDA Bocconi School of Management, assieme ad altre importanti realtà impegnate nella sostenibilità e circolarità della filiera italiana del settore moda.

Gli obiettivi del progetto

Il Monitor for Circular Fashion ha l’obiettivo di individuare best practice e nuove soluzioni concrete per la circolarità e aderisce ai piani globali per la sostenibilità come il Circular Economy Action Plan.

Il primo report finale del progetto sarà pubblicato a settembre 2021 e metterà in evidenza le tendenze del settore, la capacità delle aziende moda di applicare i principi dell’economia circolare lungo tutta la filiera, proponendo un piano ambizioso su come integrare la circolarità in uno dei maggiori settori italiani per esportazione.

I principi della circular economy

Ma che cos’è la circular economy e cosa significa creare un sistema circolare, soprattutto in ambito fashion? Significa ridisegnare i processi produttivi ponendo maggiore attenzione alla qualità delle materie prime e alla loro produzione per aumentare il ciclo di vita del prodotto, rivedere i processi logistici e distributivi per rendere più efficiente l’utilizzo e il ri-utilizzo delle risorse, ma anche ripensare i modelli di business in ottica product-as-a-service e di piattaforme digitali di condivisione.

Intesa per il business sostenibile

L’adesione al progetto Monitor for Circular Fashion si inserisce nel percorso di Intesa verso la creazione di un business sostenibile e l’obiettivo di ottenere la certificazione B Corp: «Il contesto odierno ha sottolineato come la resilienza e la reattività siano diventati un punto di forza per tutti noi; ci siamo resi conto che non era necessario agire solo nel breve, ma anche su un cambio di stile di vita e di lavoro a lungo termine». afferma Nadia Rendina, Deputy CMO, Head of Marketing & Communications di Intesa, «La sostenibilità deve diventare parte del nostro agire sul quotidiano».

Il comunicato stampa di SDA Bocconi è disponibile alla pagina ufficiale del Monitor.

*Fonte: Nature Reviews Earth & Environment, The environmental price of fast fashion

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