Seleziona una pagina
05.03.2021

Come e perché diventare una B Corp

I parametri del B Impact Assessment e i benefici del percorso per la certificazione B Corp

Intesa sta seguendo un percorso per ottenere la certificazione di B Corp. Ma come si diventa una B Corp? E quali benefici porta questa certificazione? Ve lo raccontiamo in questo articolo.

Il business è una tecnologia, un’invenzione dell’uomo. Così come è un’invenzione dell’uomo il modello economico capitalistico che ci ha accompagnato fino ad ora, ma che si sta dimostrando inadeguato e insostenibile per il nostro futuro. E se il business è un’invenzione dell’uomo, allora anche le regole del suo funzionamento possono essere cambiate.

È questo l’assunto alla base delle B Corp, un movimento di aziende che includono tra gli obiettivi aziendali una duplice finalità, di profitto e di impegno sociale e ambientale. A livello normativo l’Italia è stata il primo stato sovrano al mondo ad emanare una legge nel 2016 che riconoscesse le società benefit, oltre ad essere uno dei paesi in cui le B Corp si stanno diffondendo più che altrove. Ma come si diventa una B Corp?

Come si diventa una B Corp: il B Impact Assessment

Il primo passo per diventare una B Corp è confrontarsi con il B Impact Assessment (BIA). Il BIA è questionario di oltre 200 domande sviluppato B Lab, la non-profit americana che promuove il movimento B Corp in tutto il mondo. Il BIA è disponibile online gratuitamente, e misura l’impatto iniziale (baseline) dell’azienda.

Il questionario BIA si suddivide in 5 aree:

  • Governance, l’area in cui si misura la mission generale dell’azienda, l’importanza dell’etica e della trasparenza aziendale ma anche la capacità di integrare le scelte di business con valutazioni di impatto sociale e ambientale.
  • Persone, l’area in cui si misura il contributo dell’azienda sul benessere dei propri lavoratori, sia dipendenti che collaboratori, guardando i compensi, i benefit e le possibilità di formazione e crescita personale.
  • Comunità, l’area in cui si misura l’impegno dell’azienda verso la comunità di riferimento. Comprende domande su diversità e inclusione, su servizi e investimenti per la comunità sull’impatto che l’azienda riesce a generare attraverso la propria catena di fornitura.
  • Ambiente, in cui si misura la gestione ambientale complessiva. Dall’efficienza energetica degli edifici e dei magazzini headquarter all’utilizzo risorse, dai consumi alle emissioni.
  • Clienti, l’area che misura l’impatto dei prodotti e servizi sui clienti finali.

I risultati del B Impact Assessment

Dal B Impact Assessment si ottengono tre output:

  • Un punteggio, che va da 0 a 200 punti. A 80 punti si raggiunge il total break even, ossia il punto in cui un’azienda di tipo “estrattivo” – che assorbe più risorse del valore che restituisce – da un’azienda di tipo “rigenerativo” – che genera più valore rispetto a quanto assorbe.
  • Un profilo di impatto, una rappresentazione grafica dell’impatto positivo sulle varie aree misurate dal BIA, importante per capire in quale area l’azienda è già in grado di generare valore e in quali invece si possono trovare aree di miglioramento.
  • Una misurazione del contributo rispetto agli SDG (Sustainable Development Goals), obiettivi stabiliti dall’ONU da raggiungere entro il 2030 per assicurare un futuro di prosperità condivisa.

Solo il 3% delle aziende che affrontano il BIA riescono ad ottenere la certificazione B Corp.

Perché diventare una B Corp

Vi avevamo già raccontato dei motivi che hanno spinto Intesa ad affrontare il B Impact Assessment e di come questo percorso favorisca la creazione di una consapevolezza aziendale su mission, valori e obiettivi. Ma la certificazione B Corp porta con sé anche benefici in termini di business e di produttività, consentendo alle aziende di differenziarsi sul mercato, migliorare i risultati economici e creare maggior coinvolgimento di investitori, fornitori e clienti.

Intesa vuole essere un’azienda che incorpora obiettivi di impatto sociale e ambientale positivo nella propria strategia di business, di pari passo con obiettivi di tipo economico-finanziari. Creare profitto mentre si rigenera il sistema in cui operiamo, producendo un impatto positivo sulla società, sulle persone e sulla natura.

Secondo Nadia Rendina, Deputy CMO, Head of Marketing & Communications di Intesa «Il contesto odierno ha sottolineato come la resilienza sia diventato un punto di forza per tutti noi, ci siamo resi conto che non era necessario agire solo nel breve, ma anche su un cambio di stile di vita. La sostenibilità deve diventare parte del nostro agire sul quotidiano».

Potrebbero interessarti