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07.04.2021

Fulmine Group, la FEQ tra destinatario e mittente

Storie di successo: le esperienze digitali raccontate dalle aziende

Nella cassetta della posta, sul parabrezza dell’auto, dentro i sacchetti del delivery o sul bancone della farmacia. Sono tantissimi i fogli di carta che spesso finiscono dimenticati in qualche cassetto, se non nel cestino (della differenziata, si spera).
Quanto di questo materiale è necessario? E quanto si potrebbe, in realtà, dematerializzare, traendone numerosi benefici?
Alcuni di questi “pezzi di carta”, tuttavia, sono più importanti di altri ed è fondamentale conservarli e ritrovarli all’occasione: in questo caso la digitalizzazione può essere molto d’aiuto, ma allo stesso tempo richiede un’attenzione in più.

Fulmine Group nasce a Palermo nel 2007 ed è oggi uno dei principali operatori postali sul territorio nazionale, con 400 agenzie e 10 hub. Si caratterizza per l’efficiente struttura informatica e la vision, che si basa sull’innovazione tecnologica con una particolare attenzione alla customer experience. Nell’estate 2020 si sono rivolti a Intesa (Gruppo IBM) cercando una soluzione che permettesse di eliminare le ricevute di ritorno per le raccomandate AR.

«Cercavamo una soluzione da proporre ai clienti che fosse innovativa e digitale rispetto al recapito della raccomandata con ricevuta di ritorno. Volevamo eliminare la ricevuta cartacea e allo stesso tempo fornire al cliente un’alternativa che riuscisse ad attestare con altrettanta sicurezza l’avvenuta consegna della raccomandata» ci spiega Roberto Tinervia, Responsabile ICT di Fulmine Group.

La ricevuta di ritorno rimane, però, un documento importante, poiché costituisce un atto rilasciato da incaricato di pubblico servizio non contestabile se non con un apposito procedimento detto “querela di falso”.* Come procedere, dunque, alla digitalizzazione di questo documento pur mantenendo la sicurezza legale?

«La complessità e anche la sfida più grande del progetto è stata trovare una soluzione che dal punto di vista legale ci permettesse di togliere la ricevuta cartacea, e allo stesso tempo garantire al cliente la validità. Intesa ci ha supportato sia dal punto di vista tecnologico sia di consulenza legale per riuscire a concludere il progetto» continua Tinervia.

Ne è nata così una soluzione che prevede l’apposizione della firma del destinatario tramite dispositivo digitale, e, una volta completato il documento di ricevuta con i dati della consegna, l’apposizione sullo stesso documento di una firma elettronica qualificata intestata al portalettere con i certificati emessi dalla CA Intesa.
Intesa, inoltre, ha supportato Fulmine Group nell’aggiornamento professionale dei portalettere sulla firma elettronica qualificata a loro intestata.

La soluzione è stata rilasciata a gennaio 2021, dopo solo pochi mesi dall’inizio della progettazione. Una velocità di implementazione che ha avuto immediato riscontro nei benefici individuabili sia nei processi interni che per il cliente (dal punto di vista di Fulmine Group, il mittente della raccomandata): «In termini di costi, possiamo già beneficiare di un risparmio di risorse. Il nostro servizio prevedeva, anche nel caso di raccomandata cartacea, la scansione da parte nostra di tutte le ricevute di ritorno e il successivo caricamento sul portale web, in modo che il cliente potesse ritrovarle in formato digitale quando necessario. Ora abbiamo eliminato questa operazione manuale e le ricevute vengono caricate nel portale web automaticamente, già dopo qualche ora. Inoltre, non è più necessario effettuare il trasporto delle ricevute dalle nostre filiali verso i nostri hub e nuovamente di ritorno al mittente».

Vantaggi tangibili già a pochi mesi dal rilascio della soluzione, tanto che Fulmine Group sta già pensando al passo successivo, valutando la digitalizzazione degli avvisi di giacenza con attestazione di lettura tramite identità digitale. Ma questa è un’altra Storia di Successo.

* Fonte: leggepertutti.it, La raccomandata non fa prova senza l’avviso di ricevimento

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