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Il decreto sull’Innovation Manager rivoluzionerà le PMI?

20 Giugno 2019

Il MISE assegna un contributo alle PMI con lo scopo di sostenere fino al 50% del costo relativo all’inserimento temporaneo in azienda dei cosiddetti Manager per l’Innovazione.

ll decreto approvato il 7 maggio 2019 dal Ministero dello Sviluppo Economico prevede la creazione di uno specifico albo degli Innovation Manager e l’attribuzione del voucher del valore massimo di 40.000 euro ad impresa, con le indicazioni in merito alla domanda da redigere in forma di progetto da parte delle imprese per ottenere il contributo.

Il voucher per l’Innovation Manager è un contributo a fondo perduto erogato a favore delle PMI italiane utilizzabile per ottenere consulenze specialistiche a sostegno dei processi di innovazione tecnologica e digitale e di ammodernamento gestionale e organizzativo dell’impresa*.

Secondo quanto disposto dall’articolo 4 del decreto, il valore del voucher è riconosciuto in relazione a ciascun periodo di imposta secondo i seguenti limiti:

  • micro e piccole imprese: pari ad un massimo del 50% dei costi sostenuti a favore dell’Innovation Management, fino ad un massimo di 40.000 euro;
  • medie imprese: pari al 30% dei costi sostenuti, entro il massimo di 25.000 euro;
  • reti di imprese: pari ad un massimo del 50% dei costi sostenuti a favore dell’Innovation Management, fino ad un massimo di 80.000 euro.

La legge prevede che sia redatto uno specifico contratto di servizio di consulenza tra l’impresa che vuole beneficiare del voucher e le società di consulenza o il manager qualificato iscritti nell’apposito albo istituito con uno specifico decreto del Ministero dello sviluppo economico.

 

Il manager per l’innovazione

L’Innovation Manager deve essere un consulente qualificato, iscritto in un albo istituito dal MISE. L’obiettivo specifico di questa figura professionale è quello di accompagnare le piccole e medie imprese italiane nel processo di digitalizzazione e internazionalizzazione, favorendo quindi la trasformazione delle aziende; il suo scopo è quello di assicurare la gestione delle attività dell’impresa inerenti ai processi di innovazione del business ed in termini di processi organizzativi e tecnologici.

L’Innovation Manager non si deve occupare solo di business e tecnologia, ma deve rapportarsi anche in maniera continuativa nei confronti di due particolari settori aziendali: procurement e human resources.

Il suo scopo, all’interno di una PMI, è anche quello di fare entrare in contatto e gestire le relazioni tra i fornitori tradizionali con i nuovi vendor (start up) che offrono nuove tecnologie, applicazioni e innovativi modelli di business. Il suo scopo è quello di sostenere questo particolare scouting, che deve essere continuamente rinnovato.

Per quanto riguarda l’aspetto legato alle risorse umane, il nuovo manager inoltre ha come obiettivo la creazione e la gestione del nuovo organigramma nel determinare l’inquadramento del tema innovation, in merito a come gestire la crescita di un Innovation Team e quali profili prevederne.

 

Governance nelle PMI dell’Innovation Manager

All’interno dell’organigramma di un’azienda, la nuova figura dell’Innovation Manager può avere differenti collocazioni; infatti può far parte delle direzioni Operations, IT o Organizzazione a seconda dei settori di competenza e degli obiettivi specifici.

In una visione più ampia e trasversale la nuova figura può riportare direttamente al CEO, caratterizzando il suo ruolo per la capacità di intervento e la funzione al cambiamento, piuttosto che limitarne l’operatività e gli interventi ad un unico e specifico settore.

Qualsiasi sia l’inquadramento all’interno dell’azienda della nuova figura di manager dell’innovazione, l’obiettivo sarà sempre quello di aumentare le performance di efficienza dei processi aziendali con lo scopo finale di raggiungere con maggiore efficacia clienti e mercati.

Società di consulenza e gestione dell’innovazione

Per ottenere gli incentivi in merito all’innovation management, le PMI devono attingere ad uno specifico albo, in cui le persone fisiche o le società di consulenza dovranno essere iscritte, come indicato all’articolo 5 del decreto.

Per quanto riguarda le persone fisiche, per potersi iscrivere all’apposito albo le stesse dovranno avere un titolo di dottore di ricerca o master universitario di secondo livello in gestione, management o ingegneria dell’innovazione; requisito alternativo richiesto può essere avere un’esperienza sul campo nei settori 4.0 dai 2 a 5 anni con qualifica di dirigente.

Le società di consulenza che forniranno i manager dell’innovazione dovranno rispettare altrettanti specifici requisiti:

  • devono essere costituite nella forma di società di capitali;
  • non devono essere sottoposte a procedura concorsuale;
  • non devono trovarsi in stato di fallimento o liquidazione;
  • devono essere iscritte negli albi o negli elenchi dei consulenti in innovazione;
  • devono aver eseguito progetti di consulenza o formazione ed essere costituite da almeno 24 mesi.

Al momento dell’iscrizione all’elenco, le società di consulenza potranno indicare fino ad un massimo di dieci nominativi. Ogni manager iscritto all’elenco potrà stipulare, nell’arco dello stesso arco solare, un solo contratto di consulenza rilevante agli effetti del decreto.

 

Vantaggi del voucher per l’innovazione

L’obiettivo finale dell’introduzione dell’incentivo a favore della consulenza del Manager Innovation è quello di favorire l’inserimento di competenze esterne manageriali all’interno delle PMI italiane per accompagnarle nei processi di trasformazione digitale e di innovazione tecnologica.

L’Innovation Manager ha come obiettivo finale quello di aumentare la produttività multifattoriale (conosciuta anche come “energia del sistema”): questa produttività misura il contributo della crescita aziendale derivante da scelte e decisioni manageriali, regolamentazione e digitalizzazione, in termini di interventi positivi.

La presenza di un manager dell’innovazione in Italia, dove sono presenti un gran numero di imprese familiari, con una visione di medio lungo periodo, comporterà dei notevoli vantaggi per affrontare al meglio il futuro aziendale e poter crescere, affrontando le sfide tecnologiche e innovative.

*Fonte: www.uniprofessioni.it

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