Legge di Bilancio 2019, le novità per Industria 4.0

7 Febbraio 2019

Nuove prospettive per cloud computing e blockchain.

La Manovra economica del governo italiano, approvata a fine 2018, include diverse novità per il piano Industria 4.0. Il regime dell’iper-ammortamento viene rimodulato, ma include i servizi cloud, e si istituiscono nuovi fondi per le tecnologie di intelligenza artificiale, blockchain e Internet of things. È confermato il sostegno per la formazione 4.0, ma scendono i contributi per la ricerca e sviluppo. Ecco i principali dettagli.

Industria 4.0.

Secondo quanto disposto dalla Legge di bilancio 2019, l’iper-ammortamento (supervalutazione degli investimenti in beni materiali nuovi, dispositivi e tecnologie abilitanti la trasformazione in chiave 4.0) si applica agli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2019 o entro il 31 dicembre 2020, a condizione che entro il 31 dicembre 2019 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e si sia pagato almeno il 20 per cento del costo totale come acconto; l’impresa beneficiaria deve avere sede in Italia. Le aliquote sono le seguenti: 170 per cento per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro; 100 per cento per gli investimenti oltre 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro; 50 per cento per gli investimenti oltre 10 milioni di euro e fino a 20 milioni di euro; nessuna supervalutazione per la parte di investimenti eccedente il limite di 20 milioni di euro. Confermata la maggiorazione del 40 per cento per gli investimenti in beni immateriali (come software) connessi agli investimenti in beni materiali 4.0 per le imprese che fruiscono dell’iper-ammortamento; si considerano agevolabili anche i costi dei canoni di accesso a beni immateriali mediante soluzioni di cloud computing. La Legge di bilancio 2019 non ha confermato, invece, il super-ammortamento.

 

Il fondo per AI, blockchain e IoT.

Il Ministero dello sviluppo economico ha inserito in manovra un fondo per interventi volti a favorire lo sviluppo delle tecnologie e delle applicazioni di intelligenza artificiale, blockchain e Internet of things, con una dotazione di 15 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021. Il fondo finanzierà progetti da realizzare in Italia ad opera di soggetti pubblici e privati, anche esteri.

 

Trasformazione digitale, voucher per la consulenza.

La manovra prevede un contributo a fondo perduto, nella forma di voucher, per l’acquisto di consulenze specialistiche finalizzate a sostenere la trasformazione digitale attraverso le tecnologie abilitanti del piano Industria 4.0 e di ammodernamento degli assetti gestionali e organizzativi dell’impresa, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali. Il contributo è riconosciuto in relazione a ciascun periodo d’imposta in misura pari al 50 per cento dei costi sostenuti ed entro il limite massimo di 40mila euro (quote che scendono al 30 per cento dei costi sostenuti entro il limite massimo di 25mila euro per le medie imprese).

 

Misura sui beni strumentali.

Viene confermata la cosiddetta Nuova Sabatini, che agevola l’accesso al credito delle piccole e medie imprese (Pmi) per l’acquisto di nuovi macchinari. Il provvedimento è rifinanziato per 48 milioni di euro per il 2019, 96 milioni di euro ogni anno dal 2020 al 2023, e altri 48 milioni per il 2024.

Prorogato di un anno il credito d’imposta formazione 4.0: potrà essere richiesto per le spese sostenute dal 1 gennaio al 31 dicembre 2019 e include i corsi online in formula di e-learning. Il tetto massimo annuale è fissato a 300mila euro per le Pmi e a 200mila euro per le grandi imprese. Il credito attribuito è al 50 per cento per le piccole imprese, al 40 per cento per le medie e al 30 per cento per le grandi.

 

Meno risorse per la ricerca e sviluppo.

Il credito al 50 per cento è riconosciuto solo per alcune attività di R&S (affidate a personale subordinato o commissionate ad università e start-up); per le altre il credito scende al 25 per cento. Scende anche il tetto massimo del credito per impresa per ciascun periodo d’imposta, da 20 a 10 milioni di euro.

 

Fonte: Legge, 30/12/2018 n° 145, G.U. 31/12/2018 e Ministero dello sviluppo economico

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