Il Libro Unico del Lavoro telematico

29 Gennaio 2019

Ultimi aggiornamenti e adempimenti normativi in materia di occupazione d’impresa.

Il Libro Unico del Lavoro (LUL) documenta lo stato di ogni rapporto di lavoro e rappresenta lo strumento col quale verificare l’occupazione dell’impresa. Lo scopo del LUL è quello di documentare lo stato occupazionale dell’azienda, tramite la definizione del rapporto di lavoro di ogni dipendente. In generale, unifica in un solo registro i dati relativi ai lavoratori quali presenza e retribuzione, e documenta lo stato del rapporto di lavoro con ogni lavoratore e stato occupazionale dell’impresa.

All’interno del libro unico del lavoro, il datore di lavoro privato, con la sola esclusione del datore di lavoro domestico, iscrive i lavoratori subordinati, collaboratori coordinati e continuativi e gli associati in partecipazione con apporto lavorativo (*). Per ciascun lavoratore devono essere indicati il nome, cognome, codice fiscale, qualifica (se dipendente), livello, retribuzione base, anzianità di servizio, posizioni assicurative, erogazioni di denaro o in natura corrisposte o gestite dal datore di lavoro (compresi i rimborsi spese).

Bisogna inoltre annotare le informazioni relative a sanzioni in danaro o in natura corrisposte o gestite dal datore di lavoro, compresi le somme a titolo di rimborso spese, le trattenute a qualsiasi titolo effettuate, le detrazioni fiscali, i dati relativi agli assegni per il nucleo familiare, le prestazioni ricevute da enti e istituti previdenziali.

Inoltre, il LUL deve contenere un calendario delle presenze da cui si possa evincere per ogni giorno il numero delle ore svolte da ogni subordinato, gli straordinari, le assenze, le ferie e i riposi.

Il LUL, che deve essere conservato per 5 anni, può essere tenuto oltre che presso la sede legale dell’impresa e presso servizi e centri assistenza delle associazioni di categoria, anche presso studi di consulenza o professionisti abilitati, nel rispetto delle disposizioni in materia di privacy. Questo deve essere compilato entro il termine del mese successivo a quello di riferimento, (se per es. ci si riferisce al mese di gennaio, il LUL si deve compilare entro il 28 febbraio) e, se espressamente richiesto in un verbale dagli organi di vigilanza, deve essere esibito entro 15 giorni.

Per quanto riguarda gli aggiornamenti normativi, ricordiamo che dal 1 gennaio 2019 era stata prevista la tenuta del libro unico del lavoro telematico. L’ art 15 del D.Lgs. n.151/2015 prevedeva che a partire da tale data il Libro Unico del Lavoro sarebbe dovuto essere tenuto in modalità telematica presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. La richiesta avanzata dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro relativa all’abrogazione dell’art. 15 del D.Lgs. n.151/2015 è stata accolta dal Consiglio dei Ministri e l’entrata in vigore del LUL telematico è stata abrogata.

Sebbene questa disposizione sia stata abrogata, è comunque possibile gestire in maniera telematica il LUL, affidandosi ad un intermediario, professionista abilitato, come ad esempio Intesa (Gruppo IBM). In questo modo sarà possibile sfruttare le potenzialità che derivano dalla dematerializzazione del documento e dall’informatizzazione dei sistemi.

Partendo dall’analisi e dalle semplificazione dei processi interni, si possono implementare servizi sicuri, completi e integrati, con evidenti risultati in termini di dematerializzazione dei documenti ed eliminazione della carta, nel pieno rispetto della validità giuridico-fiscale. La digitalizzazione quindi è importante per condividere dati e informazioni in modo sicuro, monitorare lo stato di avanzamento di pratiche e istanze, ridurre i costi correlati a carta, scarti, errori, tempi di recupero e alla gestione dei documenti con annessi spazi fisici. Infine il digitale migliora l'efficacia delle relazioni tra i vari interlocutori coinvolti.

 

Fonte (*): www.inail.it

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