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14.05.2021

SPID nei processi aziendali

È possibile utilizzare SPID per il riconoscimento dei clienti nelle aziende private?

L’approfondimento a cura di Beatrice Tafini, Digital Consultant di Intesa (Gruppo IBM), chiarisce alcune recenti disposizioni che hanno aperto la strada per l’utilizzo di SPID da parte delle aziende.

In una recente panoramica sull’evoluzione della customer experience, riportando alcuni dati dell’Osservatorio Digital Identity del Politecnico di Milano, avevamo evidenziato il divario tra la diffusione dell’identità digitale SPID oggi in Italia – molto elevata -, e il suo effettivo utilizzo – ancora molto limitato -.

Alcune recenti disposizioni sembrano però andare nella direzione di incoraggiare un più largo impiego di SPID, soprattutto nel settore privato. Vediamo quali

La svolta del “Decreto Semplificazioni”

La prima apertura alla possibilità di usare SPID in ambito privato per il riconoscimento dei clienti, e in particolare in ambito bancario, finanziario e assicurativo, è arrivata con il cosiddetto “Decreto Semplificazioni”, il d.l. 16 luglio 2020, n. 76 recante misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale.

Nell’articolo 27 di questo decreto, infatti, viene soppresso l’obbligo di acquisizione del documento identificativo del cliente: l’identificazione della clientela potrà considerarsi assolta anche attraverso lo SPID.
Persistono tuttavia alcune limitazioni: le approfondiamo con Beatrice Tafini, Digital Consultant di Intesa (Gruppo IBM).

Onboarding con SPID, i possibili benefici

Tale apertura può considerarsi una svolta importantissima per la trasformazione digitale del Paese ma, affinché vi sia una reale innovazione, il decreto dovrà trovare corrispondenza in una trasformazione dei processi di business.

A livello di processi aziendali interni, l’onboarding con SPID permetterebbe una maggiore sicurezza normativa e uno snellimento delle procedure.
Ma i benefici maggiori dell’utilizzo di SPID nel privato si otterrebbero a livello di customer experience e “immagine” del sistema pubblico di identità digitale: trovandone un’applicazione pratica anche al di fuori dei rapporti con la pubblica amministrazione, infatti, molti cittadini sarebbero più portati ad affidarsi a SPID, diffondendo ulteriormente questo tipo di identità digitale.

Ma è possibile oggi implementare un onboarding dei clienti con SPID per le aziende private? Per comprendere al meglio il panorama normativo al riguardo, è necessario approfondire la definizione di identity provider, service provider e aggregatori nell’articolo di Beatrice Tafini, Digital Consultant di Intesa (Gruppo IBM).

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