Formati standard per la fattura elettronica. Come si prepara l’Europa?

23 marzo 2017

Al vaglio il voto finale sulla norma europea EN 16931-1, la quale prevede uno standard unico per tutti.

Tra poco più di un anno la Fattura Elettronica sarà una realtà europea normata e uguale per tutti. Attraverso gli Access Point accreditati dall’UE viaggeranno e si scambieranno e-invoicing sia verso le Pubbliche Amministrazioni (B2G) che verso i privati (B2B) in uno standard comune a tutti.

Formati standard per la fattura elettronica. Come si prepara l’Europa?

Al vaglio il voto finale sulla norma europea EN 16931-1Electronic invoicing – Part 1: Semantic data model of the core elements of an electronic invoice” la quale prevede un set standard ideato dal comitato CEN/TC 434 “Electronic Invoicing” . In altre parole si tratta di una norma europea che definisce un modello semantico dei dati degli elementi basilari di una fattura elettronica, così come richiesto dalla Direttiva 2014/55/UE. Questo formato sarà utilizzato nell’ambito degli appalti pubblici in Europa a partire da novembre 2018.

Tutti gli elementi di informazione sono specificati nell’EN 16931-1 e consentono alla Fattura Elettronica di garantire la conformità legale e fiscale in tutti gli Stati membri Unione Europea, oltre ad alcuni elementi di uso comune che consentono il collegamento con gli altri documenti della supply chain. Gli operatori economici si dovranno adattare al suo utilizzo sia nel contesto nazionale (dove si va ad affiancare ad eventuali formati già previsti, come fatturaPA in Italia) che estero, sia verso la PA (B2G) che verso altre imprese (B2B). Il modello semantico comune garantisce interoperabilità e interpretazione univoca dei dati scambiati e, grazie alla scelta di uno dei formati standard internazionali consente di scambiare fatture con soggetti anche al di fuori dell’UE.

La Commissione Europea pubblicherà il riferimento alla norma EN 16931-1 e l’elenco delle sintassi presente nella TS 16931-2 sulla Gazzetta Ufficiale UE, entro il 27 maggio. Da quel momento scatta l’obbligo di recepimento da parte di tutti gli Stati membri dell’UE: 18 mesi per le PA centrali, 30 per quelle locali.

L’Europa diventa tale e si avvicina di più attraverso questo passaggio fondamentale volto a normalizzare le relazioni digitali.

Noi siamo pronti alla sfida sia a livello di Access Point che a livello di traduzioni dai formati privati dei clienti a quelli standard dettati dalla direttiva. Questo mese siamo su Specchio Economico per evidenziare le opportunità di sviluppo per tutte le imprese .

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