Cogliere i vantaggi degli incentivi ed evitare scelte errate che possono avere ricadute negative sul business.

 

Industria 4.0La prima rivoluzione industriale è stata in epoca vittoriana, nota per il primo spostamento del centro d’attenzione dall’agricoltura alla produzione in fabbrica. A partire dalla seconda metà dell’ottocento e fino alla prima guerra mondiale si è parlato invece di seconda rivoluzione industriale, con l’elettrificazione delle fabbriche e le prime produzioni di massa. Temporalmente più vicino a noi troviamo invece la terza rivoluzione industriale, che ha caratterizzato gli ultimi decenni del secolo scorso e che afferisce al passaggio dall’analogico al digitale ma che soprattutto ha posto le basi per la quarta rivoluzione industriale, quella attuale, in cui fabbriche intelligenti utilizzano tecnologie smart e dati in tempo reale per aumentare la produttività e ridurre i costi.

Durante un suo intervento al World Economic Forum di Davos nel Gennaio 2015, Angela Merkel ha utilizzato il termine Industry 4.0 per definire “il modo in cui gestiamo rapidamente le correlazioni sempre più intense tra il mondo online e quello della produzione industriale”. Non a caso, il governo tedesco, spinto dalla necessità di mantenere la leadership del Paese, unitamente all’aver compreso le opportunità offerta dalle tecnologie emergenti, è stato tra i primi a varare un piano di sviluppo supportato da corposi incentivi, per favorire l’adozione del digitale all’interno del proprio ecosistema industriale. Come d’altra parte hanno fatto anche Francia e Stati Uniti, che hanno già avviato i loro programmi incentivanti.

E l’Italia… che sul fronte della digitalizzazione risulta essere ancora indietro rispetto a molti altri stati membri dell’Unione Europea e a livello globale?

industria 4.0-piano-governativoIl governo ha varato il piano di investimenti ‘Industria 4.0’, che secondo le previsioni dovrebbe mobilitare complessivamente, tra impegno pubblico e privato, più di 50 miliardi 1. Se da un lato questa manovra rappresenta un’incredibile opportunità per moltissime imprese, dall’altro non saremmo di certo i primi a scoprire che la semplice adozione di tecnologie all’avanguardia non garantisce automaticamente un miglioramento della produttività e dei risultati.

Quindi, quale dovrebbe essere il punto di partenza da cui i vertici delle imprese dovrebbero partire per poter effettuare scelte consapevoli, che possano portare benefici nell’immediato e garantire la crescita delle organizzazioni nel medio-lungo periodo?

È opportuno che le organizzazioni intenzionate a sfruttare le opportunità offerte dagli incentivi abbiano una visione chiara ed un piano strategico industriale ben definito, per garantire una crescita strutturata del proprio business. I leader devono dedicare il giusto tempo per valutare e decidere quale sia il ruolo che l’azienda dovrà ricoprire in futuro, che tipo di valore intende portare al cliente e quali prodotti/servizi andranno promossi per raggiungere tale scopo.

In ottica ‘Industria 4.0’, questi dettagli saranno cruciali nel momento in cui si dovrà effettuare una scelta tra le opzioni offerte dagli incentivi previsti dalle norme per l’innovazione, tra il superammortamento al 140% per l’acquisto di nuovi macchinari, l’iperammortamento al 250% per gli investimenti in innovazione digitale o le detrazioni per investimenti in startup e PMI innovative. Un confronto con il mercato, con le aziende che operano nel proprio ed in settori differenti, con i fornitori di tecnologia, o più genericamente con chi opera in contesti digitalizzati da diversi anni, può essere la chiave di volta per valutare con più consapevolezza le esigenze della propria organizzazione. Sarà strategico digitalizzare i processi implementando tecnologie che facciano evolvere il business in modo progressivo, in grado di coesistere con l’infrastruttura aziendale e i sistemi già presenti, per non vanificare tutto ciò che fino ad oggi ha permesso all’azienda di restare competitiva sul mercato.

 

[1] Fonte: Governo Italiano, Presidenza del Consiglio dei Ministri