INTESA partecipa al progetto POOL-TSPs sulla fatturazione elettronica europea

12 ottobre 2018

L’iniziativa prevede l’adozione di protocolli di comunicazione e tracciati standard quali fattori abilitanti della comunicazione cross-border tra pubbliche amministrazioni, aziende e cittadini.

Nell’ambito dell’adozione di infrastrutture per l’interazione digitale tra pubbliche amministrazioni, aziende private e cittadini a livello europeo, l’Agenzia esecutiva per l’innovazione e le reti (INEA Innovation and Networks Executive Agency) promuove bandi di finanziamento; per le telecomunicazioni, è previsto uno stanziamento per la promulgazione della fatturazione elettronica all’interno dell’Unione quale strumento di sviluppo di un ecosistema digitale che assicuri l’interoperabilità tra gli Stati Membri per facilitare gli acquisti pubblici e l’e-commerce transnazionale.

Intesa è stata selezionata dall’Agenzia per prendere parte al progetto “Adoption of the eInvoicing Directive through interconnected platforms of European Trust Service Providers (POOL-TSPs)” insieme ad altri provider europei di fatturazione elettronica, EDI e Access point certificati.

Per perseguire lo scopo dell’omogeneizzazione dei tracciati, la direttiva 55/2014 ha definito uno standard europeo che consenta l’identificazione di un modello semantico di dati contenente gli elementi essenziali della fatturazione elettronica, in grado di semplificare lo scambio di fatture elettroniche tra sistemi basati su specifiche tecniche diverse.

L’interoperabilità (sia a livello di tracciato, che di interconnessione) infatti assicura che le informazioni possano essere scambiate secondo uno schema molti a molti (da access point certificati verso altri access point certificati) e che possano essere mantenute e comprese correttamente da tutte le Amministrazioni.

Sulla base dei requisiti esposti nel bando CEF TELCOM 2017-3, sono stati selezionati alcuni consorzi (che includono provider EDI, punti di accesso cd Access Point PEPPOL certificati e agenzie governative) che dovranno, nell’arco di un anno circa, soddisfare gli standard europei di comunicazione tramite l’aggiornamento e l’adozione di soluzioni di fatturazione elettronica conformi alla norma sia in termini di formazione del documento sia in termini di trasporto.

Intesa si colloca all’interno di questo contesto, proponendo una soluzione che preveda la definizione di linee guida e progetti volti alla traduzione e conversione dei dati dai formati proprietari ad UBL – formato utilizzato soprattutto nel mercato B2G – o CII – standard comunitario per la fattura elettronica europea – (e viceversa) e trasmissione degli stessi.

Più nel dettaglio, Intesa dovrà:

  • implementare il proprio Access Point per scambiare fatture elettroniche in modalità conforme con la normativa;
  • sviluppare la validazione, l’analisi e il tracking delle componenti per validare le sintassi (UBLs 2.1 e CEFACT/CII) e la semantica della fatturazione come richiesto;
  • estendere e integrare gli strumenti di trasformazione delle mappature per creare, estrarre o modificare il contenuto di una fattura secondo le sintassi UBL 2.1 e CEFACT / CII;
  • programmare ed effettuare dei test sull’interfaccia di portale Web o su altro protocollo di comunicazione;
  • predisporre documentazione a supporto, report e strumenti di monitoraggio.

Essere parte di un consorzio consente ad Intesa di poter progettare nuove soluzioni e di migrare eventualmente quelle esistenti in base a questa nuova modalità di integrazione telematica; cogliendo l’opportunità della cooperazione con gli altri membri del Consorzio, sarà possibile testare la funzionalità delle soluzioni proposte ed acquisire nuove certificazioni, riconfermando il ruolo dell’azienda come punto di riferimento per la digitalizzazione delle aziende anche a livello europeo.

 

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