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Core invoice e interoperabilità in Europa

6 Giugno 2019

Scenario normativo e standard tecnici della fatturazione elettronica comunitaria.

Il 18 aprile 2019 è stata una data importante per il panorama digitale europeo e quindi italiano. In tale data è diventato infatti obbligatorio per le amministrazioni aggiudicatrici e gli enti aggiudicatori aver la capacità di ricevere ed elaborare fatture elettroniche conformi allo standard europeo.

Tale novità giunge alla fine di un processo normativo iniziato il 16 aprile 2014 da parte del Parlamento Europeo e del Consiglio Europeo con la direttiva 2014/55/UE relativa alla fatturazione elettronica negli appalti pubblici.

E’ importante evidenziare che il panorama Europeo circa la fatturazione elettronica, antecedente all’entrata in vigore dell’obbligo, era ed è molto variegato e differenziato.

In particolare, in alcuni stati come Francia, Belgio, Norvegia e Svezia la fatturazione verso aziende della pubblica amministrazione (B2G) era parzialmente obbligatoria. In altri stati invece, come Spagna, Olanda, Danimarca, Austria, Slovenia, Estonia, Finlandia e Islanda la fatturazione Elettronica era completamente obbligatoria verso aziende della pubblica amministrazione. Il caso più avanzato invece è sicuramente quello italiano in cui, non solo vi era una completa obbligatorietà della fatturazione elettronica in ambito B2G (verso aziende della pubblica amministrazione) ma vi è inoltre un’implementazione per quello che riguarda la fatturazione tra aziende (B2B).

Essendo il panorama europeo molto variegato, è stato necessario uno sforzo di unificazione per accrescere e rafforzare l’interoperabilità. Attualmente infatti è molto difficile per un’azienda partecipare ad un bando emesso da un’azienda della pubblica amministrazione proveniente da uno stato diverso dal proprio.

La direttiva, e i successivi sforzi normativi, hanno avuto come obiettivo proprio quello di aumentare la fluidità e la facilità con cui le aziende lavorano e collaborano tra di loro e con la pubblica amministrazione in contesti non solo nazionali ma anche Europei.

Per dare una visione completa, è importante analizzare i diversi passi normativi che ci sono stati dalla direttiva di 5 anni fa.

Il primo step, cioè la direttiva 2014/55/UE è stata seguita dalla Decisione di esecuzione (UE) 2017/1870 della commissione del 16 ottobre 2017. Tale punto riguarda la pubblicazione dei riferimenti della norma europea sulla fatturazione elettronica, e dell’elenco delle sintassi a norma della direttiva 2014/55/UE del parlamento europeo e del consiglio.

In particolare, è interessante evidenziare il fatto che due diverse sintassi sono state adottate:

  • il messaggio Cross industry invoice XML dell’UN CEFACT come specificato negli schemi XML 16B (SCRDM-CII);
  • Il messaggio di fattura e nota di credito UBL 2.1 definiti in norma ISO/IEC 19845:2015

Questo presuppone che nel prossimo futuro le aziende facenti parte della pubblica amministrazione europea saranno capaci di recepire fatture in questi due diversi formati. La scelta di uniformare i formati in Europa ha ovviamente degli effetti sul processo di fatturazione elettronica che attualmente conosciamo in Italia.

In particolare, si prevede la necessità di integrare nel Sistema di Interscambio (SDI) un traduttore che permetta la comprensione del file xml attuale verso e da i nuovi formati suggeriti a livello comunitario. Questo permetterà a livello italiano di poter ricevere le fatture nei formati UBL e UN CEFACT in compliance con la normativa vigente europea, rendendo quindi possibile ad un’azienda proveniente da un altro stato europeo di poter facilmente partecipare ad un bando italiano utilizzando gli standard voluti dal parlamento europeo.

È interessante osservare inoltre che il formato UBL, scelto a livello comunitario in un’ottica di interoperabilità, è stato sviluppato in modo da poter essere usato anche per la fatturazione elettronica tra aziende (B2B).

Il terzo step nel processo che ha portato all’entrata in vigore dell’obbligo, ha avuto luogo il 27 dicembre del 2018 con il decreto legislativo numero 148.

Questo decreto prevede appunto, l’attuazione della direttiva (UE) 2014/55 del Parlamento Europeo e del consiglio del 16 aprile 2014, relativa alla fatturazione elettronica negli appalti pubblici.

Gli ultimi due step sono invece previsti per il 18 aprile 2019 e 2020. Nella prima data, come già evidenziato, è nato l’obbligo per le amministrazioni aggiudicatrici e gli enti aggiudicatori di ricevere ed elaborare fatture elettroniche conformi allo standard europeo. Nella seconda e ultima data invece, tale obbligo sarà allargato anche per le amministrazioni aggiudicatrici sub-centrali.

L’obiettivo principale di questo progetto Europeo è quello di definire un “Core Invoice” che racchiuda e riunisca elementi e informazioni necessarie e sufficienti per la creazione della fatturazione elettronica. Tale progetto è dunque parte delle fondamenta del cosiddetto “mercato unico europeo”.

La definizione di un core invoice mira a ottenere benefici molteplici e differenti quali per esempio il risparmio economico grazie ad efficientamento e successivamente a supportare il processo di dematerializzazione dei processi. È importante osservare infatti, che se è vero che la direttiva è indirizzata solamente al processo di fatturazione, questo rappresenta il primo passo di una progressiva digitalizzazione di tutti processi antecedenti e successivi alla fatturazione stessa.

In questo viaggio di digitalizzazione comunitaria, è importante menzionare anche il progetto Pan-European Public Procurement On-Line (PEPPOL), un progetto pilota promosso dalla Commissione Europea per individuare un insieme di elementi infrastrutturali e di specifiche tecniche che abilitino e facilitino le procedure di e-Procurement.

Successivamente alla conclusione del progetto, avvenuta nel 2012, l’associazione OpenPEPPOL ha assunto il governo delle componenti fondamentali del sistema, ovvero l’infrastruttura di rete PEPPOL eDelivery Network, le specifiche per l’interoperabilità dei documenti di Business PEPPOL Business Interoperability Specifications (BIS) e gli accordi che regolano l’utilizzo della rete PEPPOL Transport Infrastructure Agreements (TIA).

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