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Electronic Data Interchange (EDI) e blockchain: minacce ed opportunità

31 Maggio 2019

Quali sono i possibili scenari di integrazione tra l’EDI – una delle tecnologie più consolidate nella digitalizzazione delle relazioni commerciali B2B – e il dirompente movimento blockchain?

Blockchain, AI, IoT, networking, digitalizzazione sono le keyword della era dell’informazione, caratterizzata da dinamicità e confini sempre più fluidi che portano le aziende non solo a dover comprendere la rilevanza della cultura della digitalizzazione ma anche a fare sì che questo diventi un asset strategico.

In un contesto in cui le aziende devono affrontare sempre nuove sfide, stare al passo delle continue innovazioni tecnologiche, creare relazioni sempre più fitte e peer to peer con i clienti e i fornitori, il digitale emerge come una delle leve competitive di maggiore rilievo.

Le aziende devono quindi avere coscienza del cambiamento in atto, comprendere la rilevanza della cultura digitale, nella quale siamo immersi, intendendola come vero e proprio asset strategico con cui ottimizzare i propri processi e gestire la propria supply chain.

Uno degli strumenti maggiormente utilizzati a supporto dei processi relazionali informatici e per lo scambio elettronico dei dati è l’EDI – Electonic Data Interchange, considerato lo snodo critico di processi ed informazioni aziendali, con un forte impatto strategico sulle operation delle imprese.

L’EDI è ampiamente diffuso in alcune filiere come ad esempio quella dell’automotive o del largo consumo; di anno in anno cresce la sua diffusione, soprattutto con l’aumento della cultura dello scambio delle informazioni e della consapevolezza sui benefici che derivano dall’adozione di progetti collaborativi.

 

Electronic Data Interchange e le altre tecnologie

Dagli anni ’70 – ’80 – anni in cui sono stati definiti i primi protocolli EDI – ad oggi, le tecnologie legate agli scambi B2B, alle transazioni e ai collaboration network sono evoluti enormemente. Sebbene siano nati Van EDI, Internet, Xml B2B, Api based B2B (SOAP, REST), AI, IoT, Blockchain, possiamo notare come queste tecnologie non abbiano sostituito l’uso dell’EDI, e come questo, grazie alla sua capacità di adattamento, sia riuscito ad integrarsi in un vero e proprio ecosistema tecnologico.

Questo processo di integrazione è probabilmente lo stesso a cui assisteremo con la blockchain. Sfruttando al meglio le potenzialità delle due tecnologie, lavorando all’unisono, sarà infatti possibile fare emergere l’enorme valore legato alle informazioni che vengono trasmesse via EDI.

La connessione tra le diverse tecnologie risponde ad un bisogno del mercato di ampliare le potenzialità della singola tecnologia non integrata, di condividere le informazioni e creare maggiore interoperabilità tra i trading partner in modo sempre più trasparente. L’integrazione tra EDI e blockchain risponde all’interesse, che sta diventando sempre più una necessità, emerso da parte dei clienti/consumatori di ottenere maggiore trasparenza, tracciabilità e visibilità dei dati.

Avendo già affrontato il tema degli scenari abilitati dall’integrazione della blockchain alla tecnologia EDI, è importante valutare i relativi punti di forza e debolezza e le opportunità.

 

Vantaggi, aree di miglioramento, opportunità e barriere all’entrata

Vantaggi

La blockchain, in quanto distribuited ledger depositario delle transazioni è un database che registra eventi in modo sicuro e condiviso, in grado di garantire la sicurezza delle informazioni. Grazie a queste sue caratteristiche l’integrazione tra blockchain ed EDI consente di aumentare l’efficienza operazionale: da un lato può migliorare la trasparenza e la tracciabilità dei dati lungo tutta la catena, dall’altro è utile in situazioni in cui non vi è un agente centrale di fiducia.

L’archivio condiviso consente di avere un unico set di dati, che può essere fruito a seconda delle autorizzazioni di cui si dispone. Grazie all’effetto specchio e al suo essere un sistema a singolo record – un singolo access point genera i record per ogni partner, le informazioni possono essere condivise in modo sincronizzato tra tutti i partecipanti. In questo modo aumenta l’efficienza (si supera il modello point-to-point messages e la one-to-one communication), migliorano le relazioni B2B e si riducono le incomprensioni tra le parti, i problemi di riconciliazione, del controllo delle informazioni e del singolo point of failure.

Altri punti di forza legati all’integrazione possono essere: la possibilità di integrare tramite API attori non direttamente coinvolti nei processi EDI, di valorizzare la visibilità di determinate informazioni e di criptare le transazioni, in modo da impedire manomissioni.

Aree di miglioramento

I principali punti di debolezza si possono riscontrare in ambito tecnologico e normativo: in ambito tecnologico non sono ancora stati definiti degli standard da adottare e sono ancora in atto studi volti alla definizione di una soluzione in grado di integrare al meglio le due tecnologie. Un limite tecnologico legato alla blockchain è inoltre legato al fatto che quest’ultima non verifica la correttezza dei dati che in essa transitano, ma questi vengono trattati in modo acritico.

Dal punto di vista giuridico invece non sono ancora state definite delle linee guida e delle norme precise, per cui sono ancora agli albori gli studi per comprendere come il set di norme che regolamenta le transazioni digitali possa essere applicato anche alla blockchain. Lo stesso business, e il suo essere legato ad un mercato in continuo movimento in cui le regole variano di continuo, può essere un punto di debolezza.

Un ulteriore elemento su cui è opportuno porre l’attenzione è legato al fatto che per godere dei benefici dell’integrazione della blockchain all’EDI tutti i membri della filiera devono essere coinvolti all’interno della blockchain. È quindi necessario formare e fare comprendere l’importanza di fare parte dello stesso network blockchain.

Opportunità

Nel corso dell’evoluzione e diffusione dei servizi EDI, registrato negli ultimi 30 anni e di cui Intesa (Gruppo IBM) è parte con i propri servizi, abbiamo già assistito all’integrazione con servizi quali la conservazione a norma e la firma digitale. Questi elementi, se adeguatamente congiunti in una blockchain di tipo permissioned, possono contribuire a renderla compliant alla normativa e contribuire all’accelerazione della sua diffusione come strumento di business.

Tramite l’integrazione dell’EDI alla blockchain emergono anche altre opportunità legate al fatto che si può creare una piattaforma integrata con altre tecnologie, quali ad esempio quelle di Data Analysis. È opportuno considerare che, se come già detto è necessario che tutti i trading partner siano parte della blockchain per sfruttarne tutti i vantaggi, oggi la cultura digitale è in forte sviluppo:  sempre più imprese accetteranno e comprenderanno l’importanza della blockchain.

Barriere all’entrata

Le principali minacce afferiscono agli investimenti che sono richiesti per le fasi di ricerca e di test, ai problemi di scalabilità che possono derivare dalla gestione di troppe transazioni, alla necessità di computer dotati di una potenza molto elevata per poter decriptare i dati, ai possibili attacchi delle reti, all’ingresso di nuovi attori in un mercato che si deve ancora definire e alla totale mancanza di standard e norme tecniche.

L’integrazione dell’EDI e della blockchain può quindi rappresentare un elemento di svolta nella supply chain di un’azienda e può apportare numerosi vantaggi nelle relazioni B2B.

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