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23.12.2021
| Tempo di lettura: 5 min

Esterometro 2022: cosa fare dal 1° luglio

L’abolizione dell’esterometro è stata prorogata di 6 mesi. Ma cosa fare dopo?

Esterometro 2022: cosa fare dal 1° luglio

Dal 1° luglio 2022, con l’abolizione dell’esterometro, tutti i dati relativi alle operazioni transfrontaliere dovranno transitare dal Sistema di Interscambio. In questo articolo vediamo cosa cambierà nella modalità di trasmissione delle fatture internazionali.

Cosa troverai in questo articolo:

L’aggiornamento normativo e infrastrutturale della fatturazione elettronica non è ancora terminato. Dopo l’inserimento dell’obbligo anche nella fatturazione B2b dal 1° gennaio 2019 e l’aggiornamento dei codici “Tipo Documento” dal 1° gennaio 2021, anche il 2022 presenterà qualche novità in ambito fatturazione elettronica.

A essere coinvolte, questa volta, saranno tutte le realtà che inviano o ricevono fatture con l’estero e che fino a questo momento hanno utilizzato lo strumento “esterometro”, che sarà abolito dal 2022. Cosa bisognerà fare per adeguarsi?

Esterometro: abolizione rimandata al 1° luglio 2022

Fortunatamente, chi scambia fatture con l’estero, ha ancora tempo per adeguare i propri processi per la trasmissione telematica delle operazioni transfrontaliere: con l’approvazione del DL 146/2021 (ovvero la legge di bilancio 2022), l’abolizione dell’esterometro è stata infatti rimandata di 6 mesi, al 1° luglio 2022.

Abolizione esterometro: cosa fare?

Come è noto, l’esterometro era lo strumento con cui le aziende che effettuano scambi commerciali con l’estero comunicavano telematicamente all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alla cessione dei beni e alle prestazioni di servizi, con cadenza trimestrale.

Dal 1° luglio 2022, l’esterometro sarà abolito, e tutti i dati relativi agli scambi commerciali con i paesi esteri (ad eccezione di quelle per cui è stata emessa una bolletta doganale o una fattura elettronica) dovranno essere nel formato standard XML e transitare dal Sistema di Interscambio. L’obiettivo dell’abolizione dell’esterometro è quello di semplificare ulteriormente i processi di acquisto e vendita dei beni.

Cosa dunque fare per adeguarsi?
In breve:
– per le fatture attive di tipo TD01 basterà inserire il destinatario estero
– per le fatture passive ricevute in forma analogica, il ricevente dovrà generare il documento elettronico da trasmettere a SdI e utilizzare uno dei tre codici TD17, TD18 o TD19

La partnership tra Intesa e Pagero

L’abolizione dell’esterometro, dunque, avrà un impatto su tutte le aziende che intrattengono rapporti commerciali a livello internazionale. Anche negli altri paesi esteri, comunque, la normativa riguardo i processi di fatturazione e di e-procurement è in costante evoluzione, e molti governi, soprattutto in Europa, si stanno avviando verso la completa digitalizzazione del ciclo dell’ordine B2b.

Allo scenario normativo in costante evoluzione si aggiungono le barriere linguistiche, che possono penalizzare anche il corretto onboarding del cliente e l’integrazione con i sistemi del partner commerciale.

Per questo Intesa ha da poco attivato una partnership con Pagero, società diffusa a livello internazionale che garantirà lo scambio automatizzato, conforme e sicuro di ordini, fatture, pagamenti e altra documentazione di business in ogni paese estero.

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