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16.12.2021
| Tempo di lettura: 6 min

European Digital Identity Wallet, verso l’identità digitale europea

Presupposti e caratteristiche della prossima evoluzione dell’identità digitale

Nel corso dell’ultimo Convegno dell’Osservatorio sono stati evidenziati vantaggi e criticità nella creazione di un European Digital Identity Wallet, che permetterà a tutti i cittadini UE di accedere a un sistema di riconoscimento interoperabile sul modello Self Sovereign Identity.

In questo articolo leggerai:

Secondo i dati dell’ultimo report dell’Osservatorio Digital Identity del Politecnico di Milano, la rapida diffusione dell’identità digitale durante la pandemia non si è limitata ad essere un fenomeno italiano.
Durante il 2021, infatti, la percentuale di digital ID presenti nella popolazione è aumentata (in alcuni casi raddoppiata) in ogni paese europeo, arrivando alla quasi totalità negli stati più virtuosi come Olanda, Svezia e Norvegia.

Le direttive eIDAS in ambito digital identity, tuttavia, non state sufficientemente vincolanti per incoraggiare l’interoperabilità internazionale: ogni stato ha visto nascere diverse soluzioni di identità digitale, creando un panorama europeo frammentato e diversificato. Una situazione che di certo si allontana dall’idea di un European Digital Market.

A giugno 2021, la Commissione Europea ha per questo proposto una revisione del regolamento eIDAS, presentandola assieme a un documento di raccomandazioni per la creazione di un European Digital Identity Wallet: durante l’ultimo Convegno dell’Osservatorio, Anders Gjoen, Legal & Policy Officer della Commissione europea, ha ripercorso i punti della proposta, che permetterà a tutti i cittadini UE entro il 2024 di spendere la propria identità digitale in modo interoperabile.

Identità digitali in Europa: le criticità

La principale criticità dell’attuale regolamento eIDAS è stata individuata nella notificazione volontaria dei sistemi di identità digitale da parte degli stati membri. Attualmente, infatti, ogni paese della comunità può scegliere o meno se notificare alla Commissione i sistemi di identità digitale presenti nel paese. I sistemi notificati sono infatti 19 da parte di 14 stati membri, con una copertura del 59% della popolazione europea.

Alla notifica alla Commissione UE, inoltre, non corrisponde automaticamente un riconoscimento dei sistemi notificati da parte degli altri stati membri, rendendo molto complesso l’utilizzo delle identità digitali a livello transfrontaliero.

Altro ostacolo all’utilizzo delle identità digitali europee è la mancanza di una user interface comune: durante il processo di autenticazione, infatti, si viene sempre e comunque re-indirizzati alla piattaforma del proprio identity provider. Un processo che si allontana da quella facilità d’uso dell’identità digitale la cui necessità è stata sottolineata anche dagli osservatori.

Inoltre, il nuovo regolamento eIDAS potrebbe portare impatti significativi se fosse mantenuta la richiesta di Level of Assurance che le identità digitali notificate all’UE dovrebbero presumibilmente avere, e che solo in poche riescono a garantire.

La proposta per l’European Digital Identity Wallet

Innanzitutto, la struttura: non un’identità digitale come la conosciamo oggi, ma un “portafoglio” in cui andranno a confluire degli “attributi verificabili”, qualificati o meno (per esempio gli estremi del passaporto, del certificato di nascita, della firma elettronica). Una trasposizione del modello Self Sovereign Identity che andrà ad arricchire ulteriormente gli scenari d’uso di un’identità digitale europea, ma soprattutto darà agli utenti maggior controllo sulla condivisione dei loro dati.

In secondo luogo, l’obbligatorietà: con la revisione eIDAS gli stati membri saranno obbligati non solo a notificare i sistemi nazionali di identità digitale, ma anche accettare le identità digitali degli altri paesi.
Infine, dovrà essere definito a livello comunitario chi e quanti saranno i gestori di wallet che dovranno verosimilmente offrire un’interfaccia comune per tutti gli utenti, per l’ autenticazione per la fruizione dei servizi.

Grazie all’European Digital Identity Wallet, sarà così possibile non solo accedere ai servici pubblici con la propria identità digitale in ogni paese EU, ma anche aprire un conto in banca, noleggiare una macchina, dimostrare la propria età o accedere a servizi pubblici. La prima fase del progetto pilota verrà avviata nel 2022, con l’obiettivo di arrivare alla diffusione dell’European Digital Identity Wallet nel 2024.

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