Fattura elettronica tra privati (B2B): dal 1 luglio si parte. Siete pronti?

31 maggio 2018

È stato questo il titolo del primo webinar della collana “L’universo della fatturazione elettronica tra privati (B2B)” di Intesa. Ripercorriamo insieme i punti chiave.

La fattura elettronica ora è realtà. Il 30 aprile 2018 è stato pubblicato il Provvedimento attuativo dell’Agenzia delle Entrate che, insieme agli allegati tecnici e alle circolari, ha confermato una serie di punti già noti e introdotto alcune novità in merito ai processi di fatturazione elettronica B2B.

Abbiamo analizzato i temi principali e fornito interpretazioni agli aspetti messi in luce dal Provvedimento nel webinar del 15 maggio.

Sicuramente il tema dell’on-boarding per quanto riguarda la gestione del ciclo passivo era uno dei temi su cui le aziende si aspettavano dei chiarimenti.

L’agenzia è al lavoro per semplificarne la gestione e mette a disposizione dei contribuenti un servizio di “registrazione” del canale di ricezione in modo tale da veicolare le fatture al destinatario nella modalità desiderata, offrendo al tempo stesso anche la possibilità di registrare il proprio intermediario. Ciò può consentire l’utilizzo del flusso semplificato, che permette al provider che eroga il servizio di Invio e Ricezione delle fatture (sia per il cedente che per il cessionario) di eseguire lui stesso l’invio della fattura al destinatario, dopo la ricezione di una notifica positiva dal SdI.

All’interno delle notifiche, sempre in tracciato xml, sono contenuti tutti i metadati tra cui la data di consegna della fattura al destinatario, valida per la detraibilità delle IVA per il cessionario committente.

Un altro tema affrontato è stato quello del cassetto fiscale. Le regole tecniche forniscono istruzioni sull’utilizzo dei codici convenzionali per la trasmissione delle fatture ai clienti dei quale non si conosce né la PEC, né il codice di destinazione della fattura. Fermo restando che il cessionario ha facoltà di registrare la modalità di ricezione desiderata, qualora non fossero fornite istruzioni, i codici convenzionali permetto al Sistema di Interscambio di recepire la fattura e depositarla sul cassetto fiscale del destinatario, permettendo comunque al cedente di assolvere all’obbligo di fatturazione elettronica.

Rimane la facoltà di utilizzare comunque modalità parallele per l’invio delle fatture attive, come ad esempio i portali web o l’invio via mail delle fatture in formati anche diversi dall’xml. Invii paralleli che, come nell’EDI, oltre ad essere utilizzati per trasmettere le fatture ai destinatari, possono veicolare molte informazioni in più rispetto alle sole informazioni fiscali della fattura gestita tramite SdI; su questo tema può essere molto utile un approfondimento di questo articoloProvvedimento n. 89757/2018 dell’Agenzia delle Entrate e canali EDI”.

Una puntualizzazione va fatta circa le imprese che gestiscono flussi da e verso l’estero; esse dovranno attenersi all’obbligo di invio della comunicazione dati fattura (cd spesometro) all’Agenzia delle Entrate entro al fine del mese successivo all’operazione. Le fatture attive che sono destinate ad un cliente estero potranno non essere inserite all’interno dello spesometro a patto che queste vengano inoltrate direttamente al Sistema di Interscambio utilizzando un codice convenzionale, che permettono al SdI di recepire la fattura, sapendo che è destinata all’estero e quindi di non doverla trasmettere.

Lo scenario tracciato, grazie anche all’utilizzo dei codici di convenzionali, permette quindi l’emissione delle fatture elettronica anche per i consumatori finali, che potranno ritrovare le fatture elettroniche direttamente sul loro cassetto fiscale in formato xml, interpretabile grazie ai fogli di stile. La pubblicazione sul cassetto fiscale rimane on-line fino al 31 dicembre dell’anno successivo alla data di emissione della fattura, per la visualizzazione da parte del contribuente ma non ha valore di conservazione a norma, obbligatoria per legge, che dovrà comunque essere effettuata da parte del cedente, tramite il servizio messo a disposizione dell’Agenzia delle Entrate o affidata alle varie soluzioni presenti sul mercato. Anche in questo caso, potrebbe risultare molto utile una lettura di questo articoloProvvedimento n. 89757/2018 dell’Agenzia delle Entrate e conservazione a norma”.

L’Agenzia delle Entrate e i vari stakeholder, tra cui i provider tecnologici, sono tutt’ora all’opera per definire le modalità di processo che semplificheranno la fatturazione elettronica. Ulteriori aggiornamenti verranno comunicati dall’AdE tramite successive circolari, proprio come già avvenuto il 30 aprile, con priorità rivolta verso i settori che saranno impattati dall’obbligo, cioè i cedenti di carburante per autotrazione e i sub-appaltatori in appalti pubblici.

Per approfondire ulteriormente questi temi è possibile visionare la registrazione completa del webinar accedendo a questa pagina.

 


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