Supply Chain Finance: modelli di filiera sostenibile per i fornitori

28 settembre 2017

Obiettivo: ottimizzare il capitale circolante e semplificare l’accesso al credito.

In Italia le filiere industriali sono fatte di piccoli e medi fornitori con storici problemi di finanziamento del circolante. Negli ultimi anni però sono emerse le soluzioni Supply Chain Finance (SCF), sempre più supportate da piattaforme digitali, che facilitano l’accesso al credito tenendo conto anche del ruolo operativo nella filiera, oltre che degli indici finanziari. Ci sono vari tipi di soluzioni SCF, e per un capo filiera proporre la stessa a tutti i fornitori non è sempre l’approccio che garantisce i più grandi benefici nella supply chain.

Come scegliere, quindi?

L’Osservatorio Supply Chain Finance del Politecnico di Milano propone un metodo basato sulla matrice di Kraljic*, che classifica i fornitori in base alla loro rilevanza strategica e alla complessità del loro mercato (numero di fornitori disponibili, potere contrattuale del cliente, ecc.). Il modello indica che se la rilevanza strategica è bassa, le soluzioni SCF tradizionali (Factoring, Reverse Factoring, Anticipo Fattura) sono la scelta migliore, mentre se è alta, si possono valutare soluzioni innovative (Reverse Factoring evoluto, Inventory Finance, carta di credito, ecc.). Con i fornitori non critici (strategicità bassa, mercato facile) si possono provare anche soluzioni che stimolano la competizione (Dynamic Discounting, Anticipo Fattura) mentre la carta di credito è indicata per rafforzare la relazione in mercati complessi.

La strategia migliore cambia in funzione dei 4 quadranti della matrice. Per i fornitori non critici occorre mantenere una base numerosa evitando la scomparsa dei fornitori piccoli che ridurrebbe il potere contrattuale dei buyer. Per i fornitori collo di bottiglia (strategicità bassa, mercato difficile), l’obiettivo è mantenere quelli esistenti e usare le soluzioni SCF per diventare un cliente più appetibile e trasformarne alcuni da “collo di bottiglia” a “non critico”. Per i fornitori leva (strategicità alta, mercato facile), il SCF è una soluzione tattica per mantenere ampia la base di fornitura, mentre per i fornitori strategici (strategicità alta, mercato difficile) cruciale per preservare la relazione nel tempo.

Infine prendendo ad esempio una multinazionale del settore Consumer Goods con 300 fornitori strategici e un transato annuo di circa 7,8 miliardi di euro, e conoscendo tempi di pagamento, costo del debito e altre informazioni chiave, la Ricerca indica i benefici del SCF in 4 casi: solo Reverse Factoring, solo Inventory Finance, solo Dynamic Discounting, o approccio congiunto (scelta per ogni fornitore della più appropriata delle 3 soluzioni). Considerando solo i due benefici più immediati – riduzione del capitale circolante e del tasso di interesse – i dati confermano che la possibilità di calibrare la soluzione per ogni fornitore (approccio congiunto) assicura i benefici più alti.

 

[*]La matrice di Kraljic è uno strumento di gestione strategica degli acquisti e di analisi che suddivide i prodotti/servizi approvvigionati in quattro classi e sulla base di 2 criteri: l’importanza strategica degli acquisti (valore economico e impatto sul profitto) e la complessità del mercato di fornitura (disponibilità, reperibilità, logistica, etc.).

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