Identità digitali in Europa: più interoperabilità e sicurezza

28 Febbraio 2019

Con il recepimento del regolamento europeo eIDAS, le credenziali SPID dei cittadini e delle imprese italiane saranno riconosciute a livello comunitario, offrendo quindi l’accesso ai servizi della PA nei Paesi dell’UE.

eIDAS è il nome comune del Regolamento Europeo N.910 del 23 luglio 2014 che ha definito il quadro normativo in merito ai servizi di identificazione e autenticazione, firme, sigilli, marche temporali, documenti elettronici e più in generale di tutti i servizi digitali in cui è essenziale la fiducia nella controparte, riorganizzando le relative leggi nazionali introdotte dagli Stati membri in merito al recepimento della Direttiva Europea 1999/93/EC (*). Il Regolamento è entrato in vigore il 1° luglio 2016 in tutti gli Stati dell’Unione Europea, obbligatorio da subito per tutte le pubbliche amministrazioni.

eIDAS garantisce l’interoperabilità a livello comunitario di tutti i sistemi citati definendo una base comune per interazioni elettroniche sicure fra cittadini, imprese e autorità pubbliche. Dal 29 settembre 2018 tutti i Paesi dell’Unione Europea sono obbligati a riconoscere i sistemi nazionali già notificati alla Commissione Europea, conformi ai regolamenti di identificazione elettronica, riconosciuti dalla Commissione e inseriti nell’elenco pubblico dei regimi notificati ai sensi dell’art.9 del Regolamento Europeo.

L’obiettivo della nuova normativa europea è di promuovere e migliorare la fiducia, la sicurezza e la convenienza online. Come? Fornendo la possibilità, alle persone fisiche e alle aziende, di utilizzare le proprie identità nazionali elettroniche nello svolgimento delle attività commerciali e nella relazione con gli enti pubblici. Una possibilità valida anche quando queste risiedono o hanno sede in un altro Paese dell’Unione Europea.

 

eIDAS e le identità digitali

Con il riconoscimento delle identità digitali in Europa è possibile ridurre la burocrazia, supportando l’alta velocità online e la mobilità transfrontaliera. Le imprese possono aumentare la propria sicurezza, svolgendo maggiori e più rigorosi controlli sull’identità dei clienti e delle altre aziende. Le identità digitali possono inoltre essere utilizzate dalle aziende per creare un meccanismo di fiducia nei confronti dei clienti; la conseguenza indiretta è un aumento del proprio giro d’affari anche in altri Paesi.

Per i cittadini privati l’utilizzo della propria identità digitale consente di svolgere una innumerevole quantità di attività a livello europeo, utilizzando un sistema che garantisce un’elevata sicurezza in merito alla protezione dei dati personali. I cittadini possono, ad esempio, presentare la dichiarazione dei redditi in modalità telematica in tutta Europa, creare e gestire in remoto un conto corrente bancario anche all’estero, iscriversi alle scuole o alle università europee o creare da remoto una società all’interno dell’Unione Europea (**).

 

Identità digitale e credenziali SPID

SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) è il sistema di identificazione digitale che permette ai cittadini e alle imprese italiane di accedere ai servizi online della pubblica amministrazione e dei privati attraverso credenziali uniche. Per ottenere le credenziali SPID, ci si deve rivolgere ad uno dei vari Identity Provider autorizzati, disponendo di un documento di identità, della tessera sanitaria, di un indirizzo mail e di un numero di cellulare validi.

In Italia si possono ottenere le credenziali anche se si è in possesso della carta di identità elettronica (CIE) o della carta nazionale dei servizi (CNS). In questo caso però questi documenti devono essere preventivamente abilitati per l’utilizzo dei servizi online; bisogna inoltre essere in possesso di un lettore di smart card collegato al proprio computer.

Grazie a eIDAS, i privati cittadini e le aziende italiane possono utilizzare la propria identità digitale SPID, riconosciuta a livello nazionale, anche negli altri Paesi dell’Unione Europea; in questo modo è possibile accedere a tutti i servizi che consentono di utilizzare SPID come sistema di autenticazione.

 

Sicurezza delle identità digitali

I dati forniti per ottenere le credenziali SPID sono tutelati dai controlli eseguiti dall’Agenzia per l’Italia Digitale che vigila sul rispetto delle norme in collaborazione con il Garante per la Privacy, sia in merito all’attività svolta dagli Identity Provider sia per quanto riguarda i servizi messi a disposizione dalle pubbliche amministrazioni e dai privati. Ad esempio, i dati forniti dai cittadini privati o dalle aziende non possono esser utilizzati in alcun modo per scopi commerciali; non possono nemmeno essere ceduti a terzi senza l’autorizzazione da parte dell’utente.

Nell’ottica di una maggiore sicurezza dell’identità digitale, le credenziali SPID sono caratterizzate da tre livelli di sicurezza: Un primo livello permette di accedere ai servizi online attraverso un nome utente e una password scelti dall’utente stesso. Un secondo livello, necessario in caso di sevizi che richiedono maggiore sicurezza, in cui è previsto l’utilizzo del nome utente e della password combinati con un codice temporaneo di accesso (one time password). Infine, un terzo livello di sicurezza, nel caso in cui per alcuni tipi di operazioni sia previsto l’utilizzo di un supporto fisico, per esempio la smart card, per potersi identificare e accedere allo specifico servizio.

L’Italia, secondo quanto previsto dal Regolamento eIDAS, ha provveduto a notificare alla Commissione Europea il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) per l’estensione del suo impiego in Europa. Il percorso di notifica è iniziato il 24 novembre 2017 e si è concluso l’11 luglio 2018, con il parere favorevole di tutti gli Stati membri. Lo SPID è stato quindi riconosciuto come lo strumento italiano di accesso ai servizi digitali delle pubbliche amministrazioni degli Stati dell’Unione Europea***.

Molto presto, in un’ottica di una sempre maggiore e necessaria digitalizzazione, SPID abiliterà tutti i soggetti accreditati, persone fisiche e imprese, ad accedere, ai servizi nazionali della Pubblica Amministrazione italiana e a tutti i servizi dell’Unione Europea.

 

*Fonte: www.agid.gov.it

**Fonte: www.agendadigitale.eu

***Fonte: www.ilsole24ore.com

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