Come cambiano le filiere italiane con il digitale: l’Automotive

5 ottobre 2017

In che modo il digitale e l’eCommerce stanno concretamente cambiando gli scambi nelle filiere industriali italiane?

Intesa, in qualità di sponsor della Ricerca dell’Osservatorio di Fatturazione Elettronica & eCommerce B2B ed in sinergia con gli analisti degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, presidia le trasformazioni indotte del digitale nelle principali filiere B2B in Italia. Il più recente studio in materia di processi digitali della supply chain, ha fotografato la situazione nei principali settori manifatturieri: oggi ci soffermiamo sull’Automotive.

Automotive

L’Automotive è una delle filiere a più alto grado di maturità digitale, il primo grande progetto nasce infatti già alla fine degli anni ‘80 con Intesa, originariamente joint venture Fiat-IBM.

In Italia, questo mercato oggi conta circa 120.000 imprese per un transato B2B di 160 miliardi di euro, di cui 115 di scambi tra le imprese italiane e 45 verso imprese estere. Circa il 75% è riconducibile al mercato del nuovo Original Equipment Manufacturer (OEM), il restante 25% all’Aftermarket. Il valore dell’eCommerce B2B è di circa 80 miliardi: quasi il 70% degli scambi tra le imprese italiane del settore.

Nel mercato OEM, le case produttrici sono generalmente integrate sia con i Concessionari sia con i Fornitori, con alcuni casi di collaborazione spinta. Tra Produttori e Fornitori c’è un uso pervasivo di EDI per lo scambio dei principali documenti del Ciclo dell’Ordine (Ordini, Conferme d’Ordine, DdT e Fatture). Nel rapporto con i Concessionari, le case produttrici hanno adottato Extranet/Portali B2B soprattutto per scambiare Ordini e Conferme d’Ordine e per gestire garanzie e assistenza post vendita.

Nelle relazioni Casa Madre/importatore si sono sviluppate soluzioni EDI o Portali B2B, principalmente per i processi di pianificazione e controllo dell’avanzamento Ordini nella catena di produzione. Nella relazione Fornitori/Subfornitori sono diffuse soluzioni collaborative basate su EDI o Portali B2B a supporto dei processi di pianificazione e controllo della produzione e, in alcuni casi, delle attività di co-design.

Nell’Aftermarket sono le realtà più grandi – Produttori e Grossisti – a promuovere la digitalizzazione e, a volte, a innescare progetti collaborativi. Sono diffusi i Portali B2B rivolti dai Produttori di componenti verso i Grossisti più grandi e strutturati per la raccolta Ordini e l’offerta di servizi ai Clienti (come lo stato d’avanzamento Ordini). I Portali B2B sono adottati anche dai principali Grossisti per scambiare Ordini, Fatture e Documenti di Trasporto con i ricambisti.

La Ricerca porta in evidenza il caso di un grande Distributore di ricambi che ha implementato un Portale B2B verso i Clienti su cui scambia oltre il 90% degli Ordini e circa l’80% delle Fatture. Con alcuni Clienti il Distributore ha sviluppato un progetto di VMI (Vendor Managed Inventory) per gestire direttamente e in modo più efficiente gli stock di magazzino: ogni Cliente condivide le proprie informazioni (giacenze dei prodotti, vendite mensili, ecc.) e il Distributore fornisce loro le proposte di riordino, e addirittura, con una decina di Clienti più fidelizzati, attiva il riordino automatico.

L’azione simultanea sui principali cardini della digitalizzazione – integrazione digitale “interna” ed “esterna” – può portare significativi benefici per le imprese coinvolte. I principali risparmi derivano dall’automazione dei processi, con conseguente riduzione delle attività manuali connesse a processi tradizionali basati su carta e da una maggiore efficienza nel reperimento dei dati e nella loro elaborazione. Di riflesso, il miglioramento è trasferito anche all’aumento della qualità grazie ad un maggior controllo che porta alla diminuzione degli errori connessi al disallineamento tra le informazioni che costituiscono i vari passaggi del Ciclo dell’Ordine.

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