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Supply chain, blockchain e intelligenza artificiale possono concorrere all’efficientamento dei processi aziendali.

Secondo le ultime analisi dell’Osservatorio del Politecnico su Fatturazione Elettronica e eCommerce B2B, lo scenario attuale italiano vale 360 miliardi di euro in termini di fatturato e comprende principalmente varie filiere, tra cui emergono per ampiezza automotive, largo consumo e farmaceutico. Le imprese italiane sono circa 5 miliani e il 95% di esse sono piccole e medie dimensioni. L’eCommerce B2B, che comprende processi e tecnologie digitali come l’EDI (Electronic Data Interchange) e le soluzioni come marketplace e piattaforme Cloud, è in continua crescita, in parallelo anche al numero molto elevato di documenti scambiati all’interno dei vari sistemi*.

I processi legati alla supply chain sono molto complessi e spesso impattano più aree funzionali di un’azienda. Il rischio di errore è sempre dietro l’angolo e i costi di gestione possono essere molto elevati. La gestione della logistica è fondamentale in quasi tutti i settori oggi; tuttavia il grado di efficienza che si è raggiunto non soddisfa ancora a pieno i requisiti di saving che le aziende si aspettano.

Le situazioni critiche vengono inconsciamente create quando i sistemi utilizzati per gestire la catena di approvvigionamento sono obsoleti e ingombranti. La burocrazia porta le aziende a basare i propri processi sulla carta e diventa sempre più indispensabile investire in tecnologie digitali.

Un approccio a silos consente una gestione efficiente solo nel breve termine. Integrare processi di supply chain in ambito industria 4.0 significa ottimizzare le iniziative di execution e quelle di collaboration, esternalizzandone alcune componenti e coinvolgendo gli attori che concorrono nel costruire valore nella filiera.

Per mantenere un vantaggio competitivo le organizzazioni devono adottare tecnologie che consentono di digitalizzare i processi aziendali, trasformandoli  e digitalizzandone la maggior parte per realizzare un ecosistema interconnesso.

 

La Blockchain  può risolvere  problemi di gestione di processi?

La tecnologia blockchain può essere la soluzione per gestire catene di approvvigionamento  complesse e  carenti dal punto di vista tecnologico. Le soluzioni della catena di approvvigionamento basate su blockchain stanno cambiando il modo in cui le industrie operano, offrendo processi decentralizzati end-to-end.

Parliamo, ovviamente, di una tecnologia con un grande potenziale che può fornire diversi sbocchi applicativi relativi alla gestione della supply chain. Utilizzando l’architettura software distribuita e l’elaborazione avanzata degli smart contract, la blockchain può risolvere il problema dei registri immutabili distribuiti a diversi attori della catena.

Quando i processi iniziano a coinvolgere delle terze parti, spesso diventano sempre meno trasparenti. Più persone sono coinvolte, più complessa e difficile può diventare la gestione di asimmetrie informative e di criticità.

Grazie alla blockchain le transazioni che intercorrono tra diversi attori possono essere documentate in un registro distribuito, diminuendo gli errori e favorendo i rapporti business to business collaborativi.

 

Con i sistemi di analisi e l’intelligenza artificiale l’efficienza può ulteriormente aumentare

Date le enormi quantità di dati raccolti dalla logistica industriale, dai trasporti  allo stoccaggio, essere in grado di sfruttare questi dati per guidare le prestazioni operative può essere un valore aggiunto per coloro che  sono in grado di aggregarli e analizzarli.

Gli strumenti che vengono utilizzati oggi sfruttano, per la maggior parte, i dati che le aziende già posseggono (ERP, EDI, Database), aggregandoli e analizzandoli si ottengono già dei risultati notevoli, come confermano molti esperti.  L’obiettivo da raggiungere è  di poter aggregare i dati che arrivano dal mondo esterno.

I sistemi  più comuni di  Intelligenza Artificiale consentono di  interpretare e gestire i dati strutturati e non in modo da ottimizzare modelli predittivi sempre più efficaci, portando agilità, flessibilità e reattività immediata nelle decisioni.

In conclusione, partendo dal fatto che ogni processo ha le  proprie peculiarità, è possibile identificare un framework in quattro fasi, che partono dall’utilizzare una tecnologia sino a renderla operativa all’interno del singolo processo aziendale tramite esempi o proof of concept per testare l’applicabilità della soluzione

La base di partenza resta l’identificazione del processo che si vuole migliorare e sui cui concentrare le proprie risorse.

 

 

*Fonte: Report Digital B2B Stato attuale e prospettive, Osservatorio Fatturazione Elettronica e eCommerce B2B, Politecnico di Milano

 

A cura di Giorgio Fasolis, B2B Solutions Manager, Intesa (Gruppo IBM)