La trasformazione digitale nelle aziende italiane tra presente e futuro

28 agosto 2018

Il digital divide nel nostro Paese è ancora significativo, con differenze tra Nord e Centro-Sud.

Sono ancora poche le aziende italiane ad aver intrapreso percorsi di trasformazione digitale: secondo i dati forniti dal Rapporto sulla competitività dei settori produttivi forniti dall’Istat e diffusi da Innovation Post, infatti, il 63% delle aziende del nostro Paese – in pratica, due su tre – è a bassa digitalizzazione, a fronte del 32% di imprese a media digitalizzazione e di appena un 5% di imprese ad alta digitalizzazione*. Lo scenario odierno mette in evidenza, tra l’altro, un divario crescente tra le grandi realtà e le piccole medie imprese. Le aziende medio-grandi attive nel settore delle bevande, nel campo delle TLC e nell’ambito dell’informatica e dell’elettronica sono le più sensibili rispetto alla digitalizzazione, mentre vi prestano una scarsa attenzione soprattutto le piccole aziende del Centro-Sud che sono attive in settori tradizionali.

Il valore della digitalizzazione

Proprio nei contesti in cui si riscontra una propensione alla digitalizzazione più elevata si è potuto notare, tra il 2014 e il 2017, un incremento del numero dei posti di lavoro, prendendo come riferimento solo le imprese con non meno di 10 dipendenti. Ma quali sono i motivi per i quali dovrebbe valer la pena di investire in ICT e, quindi, di farsi coinvolgere da un processo di trasformazione digitale? In primo luogo la digitalizzazione è in grado di consolidare la dinamica occupazionale di tutte quelle aziende a performance migliore. La performance di tutto il sistema risente in positivo non solo della produttività, ma anche della maggiore dotazione di risorse umane e dell’innovazione.

I benefici

I vantaggi di cui possono beneficiare le aziende che si rivolgono alla digitalizzazione non hanno a che fare unicamente con l’aspetto economico, ma riguardano anche le opportunità che tale processo garantisce in relazione alle possibilità di estendere il business e in materia di controllo. Il periodo attuale pone al centro dell’attenzione la ricerca di una maggiore sicurezza, non solo per rispettare le normative in vigore, ed è evidente il ruolo del digitale in questo senso. Insomma, non si tratta solo di firmare dei contratti online o di scansionare dei documenti in formato cartaceo, ma di affidarsi a logiche nativamente ed effettivamente digitali. Ogni azienda, a prescindere dalle sue dimensioni, dovrebbe essere rivisitata in un’ottica end-to-end, per l’elaborazione, la classificazione e la connessione dei dati.

I settori coinvolti

Non esiste settore industriale o economico che non possa essere coinvolto dalla trasformazione digitale: la distribuzione e l’automotive, ma anche le assicurazioni e le banche, così come i trasporti e le utility, senza dimenticare la sanità e le pubbliche amministrazioni. Attenzione, però: una reale ed efficace innovazione digitale può essere implementata e portata a termine solo valorizzando le risorse umane e i lavoratori come parte integrante della trasformazione, attraverso programmi di potenziamento e aggiornamento delle competenze.

Che cos’è la trasformazione digitale

Come deve essere intesa oggi la trasformazione digitale? Come detto, non si tratta solo di convertire in file multimediali i classici documenti che si è abituati a stampare su carta, ma di rendere nativamente digitali tutti i processi, considerando digitalizzabile qualsiasi attività in cui l’azienda sia coinvolta. La dematerializzazione è solo un aspetto di un concetto globale più ampio, fermo restando che ogni processo di digitalizzazione deve essere in grado di adeguarsi all’infrastruttura organizzativa in cui viene integrata al fine di aumentare le performance di business.

Per quale motivo un’azienda dovrebbe puntare sulla trasformazione digitale?

Il mercato moderno è protagonista di una rivoluzione radicale che ha a che fare con il modo in cui i consumatori accedono ai servizi e richiedono i prodotti di cui hanno bisogno: una rivoluzione che, come è facile intuire, è improntata in modo sempre più significativo su device e logiche di natura digitale. Il boom dei dispositivi mobili fa sì che gli smartphone siano ormai diventati la via di accesso privilegiata verso l’universo digitale, e ciò si deve tradurre in modalità innovative di vendita dei servizi e dei prodotti. Semplificazione e rapidità sono due dei concetti più importanti che governano questo scenario: proprio la semplificazione, per esempio, permette alle aziende più piccole, o addirittura alle startup, di conquistare clienti e di sfidare i player più consolidati.

La trasformazione digitale è un rischio?

Il processo si può rivelare pericoloso se si adotta un approccio a compartimenti stagni: è indispensabile, invece, una visione di insieme per un processo esteso. Le logiche digitali consentono di beneficiare di vantaggi consistenti perché permettono di operare con più rapidità, anche in virtù di una maggiore reattività dal punto di vista dell’acquisizione delle informazioni. Certo è che risulta indispensabile la competenza normativa, per essere certi che la trasformazione avvenga nel rispetto delle regole internazionali e di quelle nazionali. L’esperienza si può acquisire sul campo, sfruttando le tecnologie come alleate fidate.

 

* Fonte: www.innovationpost.it

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