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Open Innovation, una semplice idea rivoluzionaria

29 Ottobre 2019

Farsi contaminare da idee differenti per ottenere dei risultati impossibili da raggiungere con le proprie forze.

L’Open Innovation è un’idea rivoluzionaria e, come la maggior parte di esse, ha alla base un concetto molto semplice: maggiori sono le persone e le competenze a cui si attinge, più elevata è la possibilità di ottenere qualcosa a cui non si sarebbe arrivati con le proprie forze. È un’idea rivoluzionaria perché cambia completamente il modo di pensare e innovare all’interno delle imprese.

Nella visione classica, anche nelle aziende più innovative che da sempre puntano su R&D, si è storicamente prestata molta attenzione al mantenere riservate competenze e tecnologie, senza condividerle, per paura di perdere vantaggio competitivo. Simili situazioni si vengono a creare addirittura all’interno della stessa azienda, con diversi dipartimenti in competizione che per motivi personali o di obiettivi da raggiungere non collaborano, o, nei peggiori casi, si ostacolano al fine di spiccare tra gli altri.

Ora immaginate l’idea di condividere e collaborare non solo con i dipartimenti “rivali”, ma addirittura con comunità da tutto il mondo che potrebbero lavorare per dei veri competitor. Il successo e la portata dei maggiori progetti Open Source però dimostrano che non solo il modello condiviso funziona, ma che è anche quello migliore per assicurare una crescita rapida e costante, con un tasso di innovazione elevatissimo.

Un esempio recente è rappresentato da Hyperledger, un progetto Open Source creato per migliorare le tecnologie blockchain cross-industry. Si tratta di una collaborazione globale avviata dalla Linux Foundation, che include imprese leader nei servizi finanziari, banking, IoT, supply chain, manifatturiero e tecnologia, di cui anche IBM è parte oltre che essere stata tra i primi a promuovere l’iniziativa. Al momento vanta più di 780 contributori e oltre 260 aziende, sono stati organizzati circa 150 meetup nel mondo a cui hanno partecipato più di 46 mila persone e il codice che compone il progetto conta ormai più di 88 mila commit (contributi) provenienti da oltre 100 aziende diverse. Lanciato nel 2016, risulta essere il progetto con la crescita più rapida nella storia della Linux Foundation. Difficile pensare che una singola azienda, per quanto strutturata e con ampie possibilità di investimento, possa raggiungere un simile risultato.

 

L’Open Innovation applicato alle persone

La nota citazione di Henry Ford “The only thing worse than training your employees and having them leave is not training them and having them stay”, si applica forse ancor meglio ai nostri giorni rispetto a quando fu formulata. Nel mercato del lavoro odierno una delle più grosse difficoltà è quella di riuscire a trattenere le competenze e i migliori talenti all’interno delle aziende.

Ragionare organizzando l’azienda come un silos in cui le idee debbano arrivare solo dall’interno, limitando la crescita e l’evoluzione di risorse e tecnologie impedendone l’interazione con l’esterno non risolve il problema, anzi. Vari studi (Messmer*, Deery **, Leidner ***) hanno dimostrato che la percentuale di retention delle risorse è molto più alta nelle aziende in cui si investe sulla formazione e sull’acquisizione di nuove competenze, dando loro la possibilità di crescere a livello sia personale che professionale, confrontandosi con realtà diverse da quelle in cui operano comunemente, arricchendo di conseguenza anche il bagaglio di esperienze e capacità presenti all’interno dell’azienda.

 

Intesa (Gruppo IBM) e l’innovazione sostenibile: un nuovo mantra

In Intesa condividiamo questa visione e ne abbiamo abbracciato i concetti, mettendoci nelle condizioni di poter sfruttare al meglio tecnologie e competenze esterne, combinandole con la nostra esperienza derivante da più di trent’anni di storia.

Sul lato tecnologico stiamo sviluppando tutti i nuovi servizi in modalità cloud native e migrando quelli esistenti in modo che seguano lo stesso paradigma.

Abbiamo disegnato una Enterprise Digital Platform, architetturalmente composta da microservizi, che ci fornisce diversi vantaggi:

  • l’applicazione delle più moderne metodologie di sviluppo, deployment e manutenzione del software che prevedono l’automazione di processi volta a velocizzare le operazioni, ridurre i margini di errore, migliorare la qualità del prodotto e l’efficienza dei team
  • la flessibilità di una soluzione che essendo organizzata in tante piccole componenti indipendenti tra loro, è facilmente integrabile con qualsiasi nuova tecnologia da noi prodotta o reperita esternamente
  • sfruttando i più moderni standard disponibili sul mercato, la soluzione è compatibile e facilmente distribuibile in modalità Hybrid Cloud, quindi sia sui nostri Data Center proprietari, sia tramite il servizio IBM Cloud che mette a disposizione server in ogni parte del mondo, permettendoci di istanziare in modo semplice e standard la nostra soluzione in posizioni logisticamente strategiche per i nostri clienti (ad es. per diminuire la latenza di risposta o per essere compliant con normative locali)

È poi fondamentale mettere le persone nelle condizioni di lavorare secondo questa filosofia. Per farlo abbiamo da poco inaugurato una nuova sede chiamata Intesacampus OGR, situata appunto alle OGR – Officine Grandi Riparazioni di Torino. Uno spazio di co-working con 500 postazioni, di cui circa un centinaio a noi riservate, in cui risiederanno diverse altre aziende che come noi hanno deciso di puntare sull’innovazione aperta. È un luogo in cui vengono organizzati con regolarità eventi per facilitare la creazione di una community coesa in cui lo scambio di idee sia un processo naturale: eventi che spaziano dalle colazioni/aperitivi comunitari e lezioni di yoga, fino alle convention e keynote sul mondo tech, con collaborazioni e speaker internazionali. Nello stesso edificio, in un’area adiacente a quella adibita ad uffici, vengono organizzati eventi artistici come mostre, installazioni e concerti.

Perché Open Innovation significa farsi contaminare anche da idee che non arrivano dall’ambito in cui si opera, ma più si allarga il bacino di risorse da cui si attinge, più si allargano gli orizzonti e i mondi da cui trarre ispirazione, più è facile ottenere dei risultati impossibili da raggiungere potendo puntare solo sulle proprie forze.

 

*Fonte: Messmer, M. (2000) Orientations Programs Can Be Key to Employee Retention. Strategic Finance, 81, 12-15.

**Fonte: Deery, M., (2008) Talent Management, Work-Life Balance and Retention Strategies. International Journal of Contemporary Hospitality Management, 20, 792-806.

***Fonte: Leidner, S. and Simon, M.S. (2013) Keeping Potential Job-Hoppers’ Feet on Ground. Human Resource Management International Digest, 21, 31-33

 

A cura di Marco Broggio, Chief Innovation Officer, Intesa (Gruppo IBM)